Coldcut

Coldcut
I Coldcut durante un concerto (2006)
Paese d'origineRegno Unito (bandiera) Regno Unito
GenereElectronic dance music
Trip hop
Periodo di attività musicale1986 – in attività
EtichettaNinja Tune
Sito ufficiale

I Coldcut sono un gruppo musicale britannico di musica elettronica.

Considerati coloro che "rinnovarono la figura del dj trasformandolo in uno scultore di suoni", i Coldcut sono reputati fra i musicisti più influenti nell'ambito dell'elettronica, solita sfruttare suoni preesistenti. Sono inoltre riconosciuti come fondatori dell'etichetta indipendente Ninja Tune.

Oltre a sfruttare sovente i campionamenti, il loro stile risente dell'influenza di generi quali breakbeat, funk e techno.

Storia

Dopo aver lavorato per un'emittente radio pirata durante la prima metà degli anni ottanta, l'ex insegnante d'arte Matt Black e il programmatore di computer Jonathan More esordirono nel 1987 con l'EP Say Kids: What Time Is It?, la cui omonima traccia fu la prima interamente costruita sui campionamenti da parte di un gruppo britannico. Nello stesso anno venne pubblicato un remix di Paid In Full di Eric B. & Rakim, che divenne uno dei singoli più venduti nel Regno Unito durante il mese di novembre. In seguito all'uscita dei singoli Doctorin the House (1988) e People Hold On (1989), al quale parteciparono rispettivamente Yazz e Lisa Stansfield, il duo pubblicò nel 1996 70 Minutes of Madness, un DJ mix che molti considerano il migliore in assoluto, e durante l'anno seguente Let Us Play!, uno dei loro album in studio più celebri.

Durante la loro carriera i Coldcut hanno inoltre realizzato opere audiovisive, partecipato al programma radiofonico Solid Steel, nel quale si cimentarono nella realizzazione di lunghi mix musicali, e avviato i side project DJ Food, Hedfunk e Hex.

Stile musicale

Innovatori del genere dance, i Coldcut hanno focalizzato la loro arte sui campionamenti che adattarono ai ritmi del breakbeat. Seguono l'estetica del primo hip hop e del punk, mentre durante i primi anni novanta, in concomitanza con la fondazione della loro etichetta Ninja Tune e l'avviamento del progetto DJ Food, la loro musica si è affiancata al trip hop. Secondo le parole dei Coldcut, per comporre un loro brano bisogna "prendere un po' di vecchi dischi rari in disuso (...) e farli rivivere trasformandoli". Sono anche citati fra i protagonisti della musica house e vengono classificati fra i gruppi reggae, electronica, dub e progressive house. Se il primo album What's that Noise (1989) è stato uno dei primi dischi di musica house inglesi e Philosophy (1994) si attiene invece a un registro più pop, Let Us Play (1997) fonde drum and bass, funk, ambient, dub, jazz e musica etnica segnando un avvicinamento del gruppo al genere trip-hop e all'elettronica underground della Ninja Tune.

Discografia

Album

Singoli

Antologie e mix album

Note

  1. 1 2 3 (EN) Coldcut, su allmusic.com. URL consultato il 25 settembre 2017.
  2. ↑ (EN) Autori vari, The Oxford Handbook of New Audiovisual Aesthetics, Oxford University, 2013, p. 62.
  3. ↑ (EN) 'After 200bpm, your heart blows up', su theguardian.com. URL consultato il 25 settembre 2017.
  4. ↑ R. Young, La guida alla musica moderna di Wire, Isbn, 2010, p. 28.
  5. 1 2 Storia del rock - Trip-hop - L'onda lunga del Bristol sound, su ondarock.it. URL consultato il 25 settembre 2017.
  6. 1 2 (EN) Coldcut x On-U Sound: Outside the Echo Chamber, su popmatters.com. URL consultato il 25 settembre 2017.
  7. 1 2 3 4 5 (EN) Justin Kleinfield, Coldcut - 70 Minutes Of Madness, in CMJ New Music Report, 27 mag 2002.
  8. 1 2 Peter Shapiro, Drum 'n' Bass: The Rough Guide, Rough Guides, 1999, pp. 252-253.
  9. ↑ (EN) Gina Van Der Vliet, Ninja Tune Serves Up Coldcut (pag. 28), in Billboard, 7 set 1996.
  10. 1 2 3 Mark J. Prendergast, The Ambient Century: From Mahler to Trance : the Evolution of Sound in the Electronic Age, Bloomsbury Publishing, 2000, p. 444.
  11. 1 2 3 (EN) Autori vari, The Encyclopedia of Popular Music, Omnibus, 2011, capitolo dedicato ai Coldcut.
  12. 1 2 Christian Zingales, Electronica, Giunti, 2002, pp. 32-3.
  13. ↑ (EN) Simon Reynolds, Generation Ecstasy: Into the World of Techno and Rave Culture, Routledge, 2013, p. 42.
  14. 1 2 Pierfrancesco Pacoda, Sulle rotte del rave. Dj's party e piste da ballo da Goa a Londra, da Bali a Ibiza, Feltrinelli, 2002, pp. 58-9.
  15. ↑ Coldcut, su scaruffi.com. URL consultato il 25 settembre 2017.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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