| Colline di Capalbio | |
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| Tipo di area | Area naturale protetta |
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Le colline di Capalbio sono un'area naturale protetta della Toscana, nei pressi di Capalbio, riconosciuta come sito di interesse regionale (SIR). In particolare, i boschi delle colline di Capalbio sono stati proposti come sito di interesse comunitario (pSIC) per il loro paesaggio collinare calcareo con caratteristici boschi di farnetto Quercus frainetto e gli agroecosistemi con vecchi filari e alberi sparsi, in cui sono frequenti i grandi esemplari di farnetto.
I principali elementi di criticità interni al SIR sono:
I principali elementi di criticità esterni al sito sono:
I principali obiettivi di conservazione sono :
Indicazioni per le misure di conservazione :
La tipologia ambientale prevalente è data dalle basse colline con prevalenza di vegetazione forestale (boschi di sclerofille, nelle esposizioni meridionali e occidentali, boschi di latifoglie, nelle valli più fresche). Nelle zone a morfologia più dolce, prevalgono pascoli con grandi alberi sparsi e seminativi, in parte abbandonati. Vegetazione forestale termofila e igrofila con compresenza di specie decidue igro-acidofile di ambiente oceanico o montano con specie termofile sempreverdi. Notevole la presenza di Quercus frainetto, al limite settentrionale dell'areale, e di Vicia sparsiflora, specie rara nota in Italia con tre sole stazioni fra loro molto distanti. Altre tipologie ambientali rilevanti sono la gariga e la macchia mediterranea, gli invasi artificiali, le piccole zone umide di origine carsica, i piccoli corsi d'acqua con formazioni ripariali, talvolta ben sviluppate.
Agroecosistemi tradizionali ad elevata diversità ambientale, con presenza accertata o presumibile di varie specie rare di uccelli e di altri gruppi faunistici. Popolamenti faunistici dei corsi d'acqua minori ricchi di specie minacciate. Presenza di piccoli invasi artificiali di un certo interesse per gli uccelli acquatici migratori e svernanti.
L'avifauna nidificante è ricca di specie rare e di grande interesse legate alle garighe: Sylvia undata; la sterpazzola di Sardegna (Sylvia conspicillata), segnalata come nidificante, da confermare; Monticola solitarius) a coltivi e pascoli con grandi alberi sparsi; Circus pygargus; l'ortolano (Emberiza hortulana) segnalato come nidificante nei primi anni novanta, da confermare; la ghiandaia marina (Coracias garrulus) segnalata come nidificante ai confini del sito nei primi anni novanta, da confermare; Lanius senator). Tra gli uccelli legati alla combinazione dei diversi tipi di habitat: il biancone (Circaetus gallicus) nidificante, Pernis apivorus, Falco subbuteo).
Tra i mammiferi sono da segnalare il gatto selvatico (Felis silvestris silvestris), da confermare, e Martes martes. A proposito della lepre italica (Lepus corsicanus), indagini recenti (ancora in corso) hanno permesso di accertare la presenza regolare di questa specie (qui al limite settentrionale dell'areale) nelle Aziende Faunistico-Venatorie e nei Fondi Chiusi, irregolare nelle aree a caccia non regolamentata.
Tra i rettili: testuggine di Herman Testudo hermanni, la testuggine d'acqua (Emys orbicularis)
Per quanto riguarda la fitocenosi sono da segnalare boschi misti a cerro e farnetto di Capalbio (Pulicario-Quercetum frainetti ubaldi).