Colonna Tibaldi

Colonna Tibaldi
Gaetano Tibaldi
Descrizione generale
Attiva1848 - 1849
NazioneGoverno provvisorio della Lombardia
Repubblica Romana
TipoCorpo di volontari
Dimensione150 giovani volontari
Battaglie/guerrePrima guerra d'indipendenza, Difesa della Repubblica Romana (1849)
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La colonna Tibaldi fu una formazione militare volontaria composta da giovani cremonesi che partecipò ai moti liberal-nazionali del 1848 e alla difesa della Repubblica Romana del 1849.

Storia

Formazione

Dopo essere stato catturato dagli austriaci e condannato alla fucilazione e poi graziato, Gaetano Tibaldi tornò a Cremona dove si adoperò alla formazione della colonna Tibaldi, una formazione militare composta da centocinquanta giovani volontari.

Il comando della seconda colonna Tibaldi gli fu ufficialmente conferito con decreto del Governo Provvisorio della Lombardia il 5 luglio 1848.

Prima guerra d'indipendenza

Il 9 aprile 1848 partì con l'intero reparto verso Salò, quartiere del generale Michele Allemandi, comandante dei Corpi Volontari Lombardi.

Due giorni più tardi guadò il Caffaro varcando il confine di Stato e giungendo a Storo, nel Tirolo italiano. Il giorno 12 aprile fu a Tione dove fu proclamato il Governo Provvisorio. Il 16 aprile occupò Stenico, innescando la ritirata austriaca. Tra il 19 e il 20 aprile 1848 i volontari vennero sorpresi dalle forze austriache presso la frazione di Sclemo e pesantemente sconfitti e costretti al ritiro. Venti fra questi giovani, che combatterono fianco a fianco dei bersaglieri di Luciano Manara vennero uccisi a colpi di baionetta. L'episodio è ricordato come eccidio di Sclemo.

Nel 1849, dopo la battaglia di Novara, parte dei volontari fuggì a Roma per partecipare alla difesa della Repubblica Romana.

Difesa della Repubblica Romana

Nel 1849 diversi volontari della colonna confluirono nella Compagnia Medici, la cosiddetta Legione Medici guidata da Giacomo Medici, composta da circa trecento lombardi, studenti o cadetti di famiglie nobili e benestanti, che giunse a Roma con Giuseppe Garibaldi e si distinse nella difesa di Villa del Vascello. Tra i feriti Luigi Binda, padre della scrittrice Rachele Botti Binda.

Volontari noti

Ritratto di Cesare Sartori e Teresa Binda.

Eredità

Diploma_con_brevetto_2575_del_20_agosto_1868_di_Cesare_Sartori
Diploma che attesta la partecipazione di Cesare Sartori alle guerre d'indipendenza italiane del 1848-1849.

La colonna è documentata nel Bollettino Storico Cremonese e nel Dizionario del Risorgimento Cremonese. Un ritratto di Cesare Sartori e Teresa Binda di scuola piccionesca (olio su tela, ca. 1860-1865), conservato presso gli eredi, mostra l'iconografia borghese del reduce: abbraccio coniugale e accenno di sorriso, anticonvenzionali per l'epoca.

È conservato, sempre presso gli eredi, il diploma con brevetto 2575 del 20 agosto 1868 decorazione a Cesare Sartori per aver militato nella colonna Tibaldi (ai volontari per la difesa della Repubblica Romana non venne riconosciuta la seconda fascetta per ragioni di opportunità politica)

Note

  1. ↑ Risorgimento cremonese (1796-1870), Fiorino Soldi, p. 470
  2. ↑ Clara Nardon: 1848: irredenti e compromessi: documenti p. 16
  3. ↑ Risorgimento cremonese (1796-1870), Fiorino Soldi, p. 470
  4. ↑ G.A. Taglietti, Gaetano Tibaldi e la colonna dei volontari cremonesi nella guerra del 1848, in Bollettino Storico Cremonese, 1985.
  5. ↑ Dizionario del Risorgimento Cremonese a cura di Angela Bellardi, Maria Luisa Betri, Andrea Foglia, Matteo Morandi, Emanuela Zanesi, in Bollettino Storico Cremonese, n.s., vol. XVII (2011-2012),pp.60-61
  6. ↑ Dizionario del Risorgimento Cremonese. p. 351; O 79s; V 12s; Soldi 1963 p.749

Bibliografia

Voci correlate