| Complotto contro la Chiesa | |
|---|---|
| Autore | Maurice Pinay (pseudonimo collettivo) |
| 1ª ed. originale | 1962 |
| Genere | saggio |
| Sottogenere | religione |
| Lingua originale | spagnolo |
Complotto contro la Chiesa è un saggio scritto nel 1962, usando lo pseudonimo Maurice Pinay, da alcuni cattolici messicani tra cui il teologo Joaquín Sáenz Arriaga. Il libro è fortemente critico nei confronti del Concilio Vaticano II ed è stato popolare prevalentemente tra i cattolici tradizionalisti e in particolare i sedevacantisti

L'autore, dopo 14 mesi di lavoro, scrisse l'opera in occasione dell'evento del Concilio Vaticano II e fu distribuito ai Padri conciliari con la finalità di capire il messaggio. Si tratta di avvisare i lettori alla messa in guardia della mediazione di alcuni esponenti importanti della gerarchia ecclesiastica tramite l'influsso ebraico per ottenere un'affermazione in favore del dialogo ebraico-cristiano al Concilio. Vengono inoltre indicati come nemici della Chiesa di Roma e sostenitori del complotto il comunismo, la massoneria e il calvinismo.
Nel gennaio del 1963 la rivista cattolica italiana Vita denunciò l'invio di quattromila copie di una traduzione italiana del libello ai padri conciliari. Riguardo l'edizione italiana lo storico Renzo De Felice definì che questa fosse una traduzione frettolosa da imputarsi a ambienti neofascisti legati a Ordine Nuovo data inoltre la soppressione all'interno del testo dei passaggi relativi alla condanna delle persecuzioni nazifasciste. Il progetto era da inserirsi in un urgente tentativo da parte di frange neonaziste di creare un'improbabile alleanza con i cattolici poiché col Concilio avrebbero rischiato di perdere un "terreno comune" basato sull'antisemitismo.