Gens Curtia

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La gens Curtia (o Curzia) fu una gens romana di antica origine Sabina proveniente da Cures Sabini, che avrebbe fatto parte secondo lo storico latino Tito Livio delle cento gentes originarie, risalenti all'epoca della fondazione di Roma.

Origine e storia

L'origine del nome deriva probabilmente dall'aggettivo curtus (cioè "basso" o "tronco", mancante di una parte del corpo), che venne usato dapprima come soprannome del remoto capostipite e quindi come suo praenomen, per diventare infine il nomen distintivo della gens. Anche altre antiche gentes derivarono il nome da caratteristiche fisiche, come la gens Claudia, il cui nome deriva da "claudus", "zoppo", oppure la gens Flavia da "flavus", "biondo".

Tra i cognomina più diffusi nelle diverse ramificazioni della gens Curtia ci furono Philon (Filone), a cui appartenne il console Gaio Curzio Filone, e Rufus (Rufo), famiglia del noto storico Quinto Curzio Rufo.

Alla gens Curtia è legato il nome del Lacus Curtius, antichissimo sito del Foro Romano, toponimo di cui viene data una spiegazione leggendaria in ben tre versioni.

Marco Curzio al Tabularium

Nel 1553 fu rinvenuto nei pressi del luogo (vicino alla "Colonna di Foca") un bassorilievo raffigurante il gesto di Marco Curzio, attualmente conservato nei Musei Capitolini e sostituito sul posto da un calco.

Altri personaggi della gens Curtia di cui si ha memoria sono:

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