Curzia Ferrari (Milano, 27 maggio 1929 – Milano, 8 marzo 2026) è stata una scrittrice, poetessa e giornalista italiana.
Nata da padre genovese e madre lombarda, frequentò gli studi classici e contemporaneamente il liceo artistico. Studiò russo. La introdusse nel campo del giornalismo Giovanni Titta Rosa, invitandola a collaborare a La Fiera Letteraria.
Ha curato rubriche d'arte sull'Avanti!, Critica Sociale, L'Indipendente, Letture, Historia. Negli anni Settanta, per il settimanale Gente svolse inchieste in URSS. Scrisse sceneggiati per la RAI-TV e condusse i programmi radiofonici Effemeridi e Poesia nel mondo. Tenne numerose conferenze in molti Istituti di Cultura Italiana all'estero. Dal 1995 collaborò con elzeviri a Il Giornale Tradusse Viktor Sosnòra, Esenin, Anna Achmatova, la Plejade di Puškin, le canzoni di Demjan Bedny e i poeti contadini russi da Kol'cov a Gamzatov. Le sue opere sono state tradotte in 13 Paesi, e sono presenti nelle antologie. Ottenne molti riconoscimenti, tra cui il premio alla carriera dalla giuria di Sulle orme di Ada Negri, il Premio del Presidente della Repubblica Italiana, la medaglia d'oro di benemerenza civica del Comune di Milano, l'Ordre des Arts e des Lettres dell'Académie de France, il Premio Caterina II per la diffusione della cultura russa in Italia.
Fu sposata con il maestro di musica Domenico Ferrari. Ebbe due figli e due nipoti. Raccontò la sua relazione con Salvatore Quasimodo in Dio del silenzio, apri la solitudine (Àncora Editore) .
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