| Cianocroite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz | VI/C.19-20 |
| Formula chimica | K2Cu(SO4)2·6(H2O) |
| Proprietà cristallografiche | |
| Gruppo puntuale | 2/m |
| Gruppo spaziale | P 21/a |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La cianocroite è un raro minerale appartenente al gruppo della picromerite, costituito da un solfato idrato di potassio e rame con formula chimica K2Cu(SO4)2·6H2O.
Il nome deriva dalle parole greche indicanti il colore blu, in riferimento alla colorazione del minerale alla luce naturale.
La cianocroite cristallizza nel sistema monoclino. Si presenta in piccoli cristalli euedrali, generalmente tabulari secondo {001}, e più comunemente sotto forma di croste cristalline mescolate ad altri composti solubili.
Presenta sfaldatura perfetta secondo {201}. È trasparente, di colore blu verdastro e con lucentezza vitrea. La densità misurata è di circa 2,22 g/cm³, mentre quella calcolata è di circa 2,23 g/cm³. È solubile in acqua.
È un raro prodotto dell'attività fumarolica. La località tipo è il Vesuvio, in Campania, dove si forma in associazione con prodotti solubili delle fumarole vulcaniche.
È stata inoltre segnalata nelle scorie di Laurio, in Grecia.
In natura si presenta soprattutto come croste cristalline di colore blu verdastro, costituite da piccoli cristalli tabulari. I campioni naturali sono rari e l'identificazione storica del minerale si è basata anche sul confronto delle proprietà dei campioni naturali con quelle di materiale sintetico.