| Cypripedium | |
|---|---|
(Scarpetta di Venere) | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Monocotiledoni |
| Ordine | Asparagales |
| Famiglia | Orchidaceae |
| Sottofamiglia | Cypripedioideae |
| Genere | Cypripedium L., 1753 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Liliopsida |
| Sottoclasse | Liliidae |
| Ordine | Orchidales |
| Famiglia | Orchidaceae |
| Sottofamiglia | Cypripedioideae |
| Genere | Cypripedium |
| Sinonimi | |
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Calceolus | |
| Specie | |
(Vedi: Specie di Cypripedium )
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Cypripedium L. 1753 è un genere di piante angiosperme monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Orchidacee.
Il nome del genere deriva da due parole greche: ”Kypris” (uno dei nomi di Afrodite usati dalle popolazioni di Cipro) e ”pedilion” (= calzatura o sandalo) e fa riferimento alla particolare forma del labello.

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
Sono piante alte mediamente 50 cm. La forma biologica prevalente è geofita rizomatosa (G rhiz), ossia sono piante perenni dotate di rizoma, un fusto sotterraneo dal quale, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei. Sono orchidee terrestri in quanto contrariamente ad altre specie, non sono “epifite”, ossia non vivono a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.
Le radici sono secondarie da rizoma.
Le foglie sono di due tipi:
Nelle zone temperato-fredde le foglie sono decidue, mentre nei paesi tropicali sono persistenti.

L'infiorescenza è formata da un solo grande e vistoso fiore (vi sono alcune specie con più fiori per scapo). I fiori sono resupinati, ruotati sottosopra tramite torsione dell'ovario; in questo caso il labello è volto in basso. Alla base del peduncolo del fiore sono presenti delle brattee di tipo fogliaceo.
I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno con due stami – essendo l'altro, il verticillo esterno, trasformato in staminodio posto sopra le antere a protezione dello stilo) (le altre tribù delle orchidee hanno un solo stame fertile), 1 verticillo dello stilo).
Il frutto è una capsula a 6 coste. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.
La riproduzione di queste piante avviene in due modi:
Questo genere è considerato cosmopolita in quanto ha una distribuzione abbastanza globale; le sue specie si trovano sia in America che in Eurasia (dall'Europa centrale alla Siberia, Indie orientali e Malaysia) e, recentemente, ne è stata trovata un'unica attestazione in Africa (Algeria). La massima diversità di specie di questo genere si ha nella Cina centro-occidentale (25 specie endemiche); una seconda zona si trova nell'America settentrionale. Sul territorio italiano è presente una sola specie: Cypripedium calceolus L., 1753; mentre nel resto dell'Europa sono presenti altre due specie (C. macranthos Sw. (1800) e C. guttatum Sw. (1800)).
Essendo un genere cosmopolita è difficile definire un habitat comune. Comunque in genere sono piante che preferiscono zone umide e fresche ai margini dei boschi.
Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
Probabilmente questo genere, la cui caratteristica distintiva è la presenza di due antere e quindi di due stami fertili, fa parte di un gruppo primitivo delle Orchidaceae insieme ad altri pochi generi, il più significativo dei quali è Paphiopedilum. Da un punto di vista tassonomico appartiene alla sezione Diandree ora chiamata sottofamiglia Cypripedioideae; l'altro gruppo, sezione Monandree, ora suddiviso nelle sottofamiglie Orchidoideae, Spiranthoideae e Epidendroideae ha una sola antera (biloculare) fertile e rappresenta la maggioranza delle orchidee. Alcuni botanici elevano, questo gruppo di generi (delle Diandree), a famiglia autonoma (Cypripediaceae), facendo riferimento al carattere distintivo di maggior spicco: quello di avere due stami fertili anziché uno.
La definizione tassonomica e consistenza numerica del genere di questa voce e nel corso del tempo ha subito diverse modifiche. Infatti le specie di alcuni generi di seguito elencati, ora estinti e divenuti sinonimi del genere Cypripedium, sono confluite in questo gruppo: Calceolus Mill. (1754), Criosanthes Raf. (1818) e Fissipes Small (1903). E viceversa diverse specie di questo genere sono passate ad esempio al genere Paphiopedilum Pfitzer (1886).
Il genere Cypripedium è poi suddiviso in sezioni o sottogeneri; questo sia per evidenziare particolari caratteristiche morfologiche di alcuni gruppi specifici all'interno del genere, ma anche per agevolare la classificazione di un così gran numero di specie. L'elenco che segue indica alcune di queste sottodivisioni:
Il numero di specie di questo genere varia secondo i criteri di classificazione dei vari botanici. Si va dalle 40 - 60 specie fino ad oltre 500-600 specie definite in alcune checklist di origine americana come “IPNI” oppure “Tropicos”.
Questo genere (come tutti i generi della famiglia delle Orchidacee) si presenta con molti ibridi. Può essere interessante ricordare che le specie di questo genere furono tra le prime ad essere utilizzate per la creazione di ibridi artificiali a metà dell'Ottocento (alla voce Specie di Cypripedium sono elencati alcuni ibridi interspecifici di questo genere).
Il genere di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
I generi appartenenti allo stesso gruppo tassonomico (sottofamiglia Cypripedioideae) sono quelli più vicini al genere Cypripedium. Differiscono comunque per alcune caratteristiche qui elencate:
Le piante di questo genere, specialmente nell'Estremo oriente, hanno una lunga storia d'uso nella medicina risalente a più di 2.500 anni fa. Secondo le varie tradizioni popolari le radici di queste piante hanno proprietà antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), sedative (calma stati nervosi o dolorosi in eccesso), diaforetiche (agevola la traspirazione cutanea) e toniche (rafforza l'organismo in generale). Sembra che riesca a risolvere gli stati d'ansia, mal di testa, insonnia, tensione nervosa e depressione in generale.
Le orchidee di questo genere sono state le prime ad essere importate in Europa (C. reginae nel 1731, C. parviflorum nel 1759, C. acaule nel 1786 e quindi tutte le altre). Fra i collezionisti e giardinieri (non dimentichiamo che queste piante sono molto sfruttate nel giardinaggio) si usa suddividere il genere in due gruppi (piante temperate e piante tropicali). Ulteriori suddivisioni si hanno in base ai tepali laterali (acuti o ottusi) e altro. Queste suddivisioni comunque non hanno nessuna impostazione botanica scientifica fondata su elementi morfologici o anatomici, ma servono solo per scopi pratici (di seguito sono elencate brevemente alcune specie tra le più interessanti per ogni gruppo):
In alcune aree le piante di questo genere sono protette quindi ne è vietata la raccolta.
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