Tensione elettrica

La tensione elettrica, spesso chiamata semplicemente tensione, è una grandezza fisica proporzionale alla quantità di energia richiesta per muovere una carica elettrica tra due punti nello spazio. Il suo valore dipende in generale da un campo elettrico variabile nello spazio e nel tempo e dal percorso orientato, quando però il campo elettrico è un campo elettrostatico allora la tensione coincide con la differenza di potenziale elettrico tra i due punti di inizio e fine del percorso.

La tensione elettrica è misurabile con il voltmetro, talvolta è impropriamente indicata con il termine "voltaggio", francesismo derivato da voltage. La tensione elettrica è generalmente indicata con il simbolo v se variabile nel tempo e con il simbolo V se costante nel tempo; nel sistema internazionale di unità di misura è misurata in volt, simbolo V, che per definizione è omogeneo al rapporto tra joule e coulomb e che in termini di grandezze fondamentali è dato dal prodotto kg × m2 × A−1 × s−3.

Definizione

Considerato un campo elettrico 𝐄 su una regione di spazio in cui è presente una carica elettrica q0 tale che il suo campo elettrico non perturbi il campo 𝐄, e una forza 𝐅 di qualsiasi natura agente sulla carica q0 (quindi chiamata forza elettrica) allora la forza e il campo elettrico sono legati alla carica elettrica tramite la relazione 𝐅=q0𝐄. Allo spostamento elementare d𝐬 della carica q0 causato dalla forza elettrica 𝐅 è allora possibile associare un lavoro elettrico elementare dLe=𝐅⋅d𝐬=q0𝐄⋅d𝐬. Definito allora un percorso γAB compreso tra due punti A e B si ha allora che il lavoro elettrico lungo γAB è:

Le=q0∫γAB𝐄⋅d𝐬

Definita allora la tensione come un grandezza proporzionale al lavoro richiesto per muovere una carica elettrica tra due punti nello spazio si ha che Le=q0VγAB. La tensione VγAB tra due punti A e B in una regione di spazio su cui agisce un campo elettrico 𝐄 è quindi definita come l'integrale di linea del campo elettrico lungo un percorso γAB.

VγAB=∫γAB𝐄⋅d𝐬

Descrizione

Differenza di potenziale elettrico

Lo stesso argomento in dettaglio: Potenziale elettrico.

La differenza di potenziale elettrico è una tensione generata da un campo elettrico conservativo 𝐄s detto campo elettrostatico che può essere generato da una distribuzione fissa di cariche o da una corrente elettrica le cui cariche si muovono di moto rettilineo uniforme, ovvero da una corrente continua. Essendo il campo elettrostatico un campo vettoriale conservativo, il suo integrale di linea è lungo un percorso di estremi A e B e quindi la tensione associata è:

VA−VB=∫AB𝐄sd𝐬

Essendo conservativo il campo elettrostatico ammette un potenziale scalare detto potenziale elettrico il cui valore dipende dalla posizione e non dal percorso effettuato per raggiungerla, allora per il teorema fondamentale del calcolo integrale si ha che la tensione è pari alla differenza di potenziale elettrico ΔV tra gli estremi del percorso:

ΔV=VB−VA

Il segno della differenza di potenziale elettrico, così come in generale quello della tensione, dipende dal verso di percorrenza che deve essere determinato da una convenzione di segno.

Forza elettromotrice

Lo stesso argomento in dettaglio: Forza elettromotrice.

La forza elettromotrice è una tensione calcolata lungo un percorso chiuso l che solitamente viene indicata con la sigla f.e.m. oppure con il simbolo ℰ. Per definizione allora:

ℰ=∮l𝐄d𝐬

La forza elettromotrice associata a un campo elettrostatico si può calcolare come differenza di potenziale elettrico tra i punti di inizio e fine percorso, che però nel caso di un percorso chiuso coincidono, segue quindi che la forza elettromotrice di un campo elettrostatico è sempre nulla:

ℰ=∫AB≡A𝐄sd𝐬=0

Generatore di tensione

Lo stesso argomento in dettaglio: Generatore di tensione.

Affinché la forza elettromotrice abbia un valore non nullo, alla forza elettrica agente sulle cariche deve essere associato un campo non conservativo e ciò è possibile attraverso l'utilizzo di un generatore di tensione. La tensione E, tra i due poli di un generatore reale inserito in un circuito, è sempre inferiore rispetto alla forza elettromotrice generata, in quanto la corrente elettrica i che scorre nel generatore, attraversa una resistenza elettrica Ri interna al generatore, la quale dissipa in calore, per effetto Joule, parte dell'energia elettrica prodotta. La tensione ai poli di un generatore allora è:

E=ℰ−Rii

La non idealità di un generatore di tensione può essere causata, oltre che dalle cadute ohmiche, anche dalle cadute di potenziale associate a eventuali sovratensioni interne al generatore, di natura elettrochimica (se il generatore è una cella galvanica, ad esempio una pila). Per i calcoli di grandezze elettriche, si può tenere conto degli effetti delle sovratensioni pensando alla resistenza interna come la somma delle cadute ohmiche e delle sovratensioni, ma tale semplificazione non può essere utilizzata per il calcolo del calore sviluppato per effetto Joule, in quanto l'energia dissipata dalle sovratensioni è convertita solo in parte in calore; l'altra parte di tale energia può essere invece convertita per lo svolgimento di vari processi interni alla cella elettrochimica, tra cui: reazioni di trasferimento di carica, trasporto degli ioni nell'elettrolita e deposizione degli ioni agli elettrodi.

In una spira che racchiude una superficie attraversata da un flusso magnetico, si genera una forza elettromotrice proporzionale alla velocità di variazione di flusso nel tempo. Una differenza di potenziale è anche generata tra gli estremi di un conduttore elettrico che si muove perpendicolarmente a un campo magnetico.

Relazioni circuitali

Legge di Ohm

Lo stesso argomento in dettaglio: Legge di Ohm.

Alla base del comportamento dei circuiti con carico puramente resistivo, vi è la legge di Ohm. Essa stabilisce che se si applica una tensione V ai capi di una resistenza R, l'intensità I della corrente elettrica risultante che la attraversa, è direttamente proporzionale alla tensione e inversamente proporzionale alla resistenza:

I=VR

Effetto Joule

Lo stesso argomento in dettaglio: Effetto Joule.

La corrente elettrica che passa attraverso un componente resistivo (R), genera una dissipazione di potenza P il cui valore è dato dal prodotto dell'intensità (I) per la differenza di potenziale (V):

P=VI=RI2

Tale fenomeno è detto effetto Joule. La tensione tra due o più rami del circuito posti in serie è pari alla somma tra le tensioni dei singoli rami, mentre due punti che in un circuito sono connessi da un conduttore ideale (cioè avente resistenza nulla) hanno differenza di potenziale pari a zero.

Livelli di tensione

Segnale di pericolo per la presenza di alta tensione

La classificazione della tensione elettrica è differente a seconda dell'ambito a cui si fa riferimento e al tipo di corrente (alternata o continua). In particolare secondo quanto dettato dalla norma CEI EN 50110-1 "Esercizio degli impianti elettrici", la tensione elettrica viene classificata come indicato nella seguente tabella:

TensioneAbbreviazioneCategoriaCorrente alternataCorrente continua
Bassissima tensioneBBT00 ÷ 50 V0 ÷ 120 V
Bassa tensioneBTI50 ÷ 1000 V120 ÷ 1500 V
Media tensioneMTII1 000 ÷ 30000 V15 00 ÷ 30000 V
Alta tensioneATIII> 30000 V> 30000 V

La norma CEI EN 50160 (a cui fa riferimento l'ARERA) riporta invece i seguenti valori:

TensioneAbbreviazioneTensione nominale tra le fasi
Bassa tensioneBT0 ÷ 1 kV
Media tensioneMT1 ÷ 35 kV
Alta tensioneAT35 ÷ 150 kV
Altissima tensioneAAT> 150 kV

Sicurezza

Lo stesso argomento in dettaglio: Folgorazione.
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Segnale di pericolo per la presenza di alta tensione

Quando il corpo umano è attraversato da una forte corrente elettrica per un certo lasso di tempo va incontro alla folgorazione, questo fenomeno può determinare numerose alterazioni e lesioni che possono essere temporanee o permanenti. I fenomeni principali che stabiliscono i limiti di pericolosità di una corrente, sono le contrazioni tetaniche, l'arresto respiratorio, la fibrillazione ventricolare e le ustioni.

Dal punto di vista circuitale il corpo umano si comporta come un'impedenza capacitiva, pertanto quando è soggetto a una tensione viene attraversato da una corrente elettrica. Siccome la pelle agisce da isolante elettrico tra il morsetto in tensione e i tessuti sottostanti, allora questa è caratterizzata da una certa capacità Cp a cui è posta in parallelo una resistenza Rp dovuta ai pori della pelle, in serie alla capacità è poi presente la resistenza dei tessuti interni Ri e infine lo strato di pelle in contatto con il morsetto di uscita, o il terreno. L'impedenza complessiva del corpo umano allora è:

Z¯c=Ri+2Rp1+jωCpRp

Nel caso di corrente continua, o alla frequenza nominale di 50 Hz l'effetto della capacità diventa trascurabile, si parla allora della resistenza del corpo umano:

Rc=Ri+2Rp

In conseguenza della legge di Ohm, la corrente circolante attraverso l'impedenza rappresentata dal corpo è direttamente proporzionale alla tensione applicata. Di fatto però non c'è diretta proporzionalità tra la tensione applicata e la corrente che attraversa il corpo umano in quanto, tra gli altri parametri, l'impedenza del corpo umano dipende dalla tensione applicata. In particolare a una tensione superiore ai 100 V la pelle subisce una rottura dielettrica, dal punto di vista circuitale è come se la capacità Cp venisse cortocircuitata pertanto la resistenza Rp trovandosi in parallelo diventa trascurabile. La resistenza del corpo umano ha un valore nell'ordine dei chilo ohm.

Note

  1. ↑ Tensione, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ↑ Chen, p. 4.
  3. ↑ Voltaggio, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  4. 1 2 Mazzoldi, Nigro, Voci, p. 29.
  5. 1 2 Mazzoldi, Nigro, Voci, p. 31.
  6. 1 2 Tensione nelle tensioni - Articolo su ElettricoPlus.it, su elettricoplus.it. URL consultato il 16 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2012).
  7. ↑ Valori nominali - ElectroYou, su electroyou.it.
  8. ↑ Carrescia, p. 68.
  9. ↑ Carrescia, p. 88.
  10. ↑ Carrescia, p. 89.
  11. ↑ Carrescia, p. 90.
  12. ↑ Carrescia, p. 92.

Bibliografia

Voci correlate

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