Daniela Palazzoli (Milano, 30 gennaio 1940 – Milano, 12 ottobre 2025) è stata una storica dell'arte italiana.
Studiosa e teorica dell'arte contemporanea, si laureò all'Università degli Studi di Milano e poco dopo ricoprì il ruolo di docente alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Dopo aver ottenuto la docenza presso l'Accademia di belle arti di Brera (1974) ne fu anche eletta Direttrice nella seconda metà degli anni ottanta per un mandato quinquennale; le succederà Fernando De Filippi dopo discusse votazioni interne al corpo accademico braidense.
Autrice di numerosi testi e appassionata collezionista di opere fotografiche d'epoca, divenne una profonda studiosa e teorica di questo comparto delle arti visuali, riuscendo a farla apprezzare come forma d'Arte al grande pubblico attraverso la curatela di eventi e di importanti mostre di rilievo internazionale realizzate per conto di gallerie private e di istituzioni pubbliche.
Ricoprì incarichi gestionali alla Triennale di Milano e collaborò, con vari ruoli in ambiti editoriali e museali, alla crescita di quella cultura – conservativa ed al contempo propositiva – maturata anche in virtù del suo interesse per il collezionismo d'arte internazionale.
Si concentrò in particolare sul concetto di libro d'artista, parte integrante dell'Arte postale inteso come "oggetto" ed insieme in guisa di "luogo di cultura" per l'artista e per il fruitore, cogliendo un parallelismo tra libro post-tipografico ed i testi e supertesti che il Web ci mette a disposizione, recuperando un'esperienza sensoriale e non soltanto audio-visiva.
Daniela Palazzoli è morta a Milano nel 2025.
La studiosa raccolse, in un "fondo" che porta il suo nome, oltre 1.500 volumi riguardanti l'evoluzione della fotografia dagli esordi sino agli anni settanta, e che ora, gestito dall''Universita Iuav di Venezia, è a disposizione di ricercatori e studiosi che possono ritrovare movimenti, gruppi ed autori che hanno attraversato gli oltre 150 anni della storia di questa forma che sin dagli esordi ha spiazzato il mondo della pittura e che invece, dagli anni novanta del novecento, compare sempre più ibridata con la stessa.
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