
La danza macabra è un tema iconografico tardo medievale nel quale è rappresentata una danza fra uomini e scheletri, a simboleggiare una sorta di rito per predisporre alla morte e omaggiarne il trionfo.
Gli scheletri sono una personificazione della morte, mentre gli uomini sono solitamente abbigliati in modo da rappresentare le diverse categorie della società dell'epoca, dai personaggi più umili, come contadini e artigiani, ai più potenti, come l'imperatore, il papa, principi e prelati.
Una delle più antiche raffigurazioni conosciute della danza macabra è senza dubbio quella che venne realizzata a Parigi, lungo una delle mura del vecchio Cimitero degli Innocenti, nel 1424. Da qui il nome fu consacrato con il suo termine latino chorea macabaeorum, cioè "danza dei Maccabei", una rappresentazione sacra riferita al racconto biblico dei sette fratelli Maccabei che, condannati a morte, scomparivano ad uno ad uno dalla scena del martirio, come una specie di danza. La traslazione dal latino al francese generò il termine danse machabré, da cui deriva la parola "macabro". Il murale parigino andò distrutto nel 1669, ma nel frattempo era stato copiato sui muri di altri cimiteri europei, come quello vicino all'antica cattedrale di San Paolo a Londra e aveva ispirato un numero enorme di raffigurazioni pittoriche e a stampa.
La diffusione del tema, assieme ad un certo compiacimento nella rappresentazione di scheletri e di morti, è stata messa in relazione con la grande peste del 1348, che infuriò in tutta Europa e che rese la morte un fenomeno familiare nei vari paesi europei. Alberto Tenenti sottolinea come il "senso di pietà" per la propria sorte e l'ironia tragica, tipica di questi componimenti, siano stati passaggi fondamentali per liberare l'uomo dall'ideale cristiano della morte. I dipinti dedicati a questo tema sono visitabili in varie località d'Europa: Italia, Croazia (Vermo), Francia, Germania, Polonia (Cracovia), Svizzera, Estonia, Slovenia (Cristoglie), ecc.
Il soggetto ha genericamente la funzione di memento mori ("ricordati che devi morire") e, rispetto ai soggetti apocalittici più diffusi nell'Alto Medioevo, come le rappresentazioni del Giudizio universale, esprime una visione più individualistica della morte e talvolta anche una certa ironia nei confronti delle gerarchie sociali dell'epoca. È importante notare che la figura della Morte come agente della volontà divina scomparve per un certo periodo, lasciando iconograficamente soltanto i cadaveri, simboli del conturbante richiamo dell'Aldilà, quasi laicizzando l'ideale della morte.
Questa parentesi però dura per poco tempo: a breve, componimenti come La danza macabra delle donne (Martial d'Auvergne) e La danza dei ciechi (Pietro di Michault) riconsegnano il tema della danza macabra al moralismo e alla sfera religioso-sacrale cristiana.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 27232 · LCCN (EN) sh85035646 · GND (DE) 4134162-4 · BNE (ES) XX5534530 (data) · BNF (FR) cb11937542g (data) · J9U (EN, HE) 987007540963605171 |
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