
Daryl Bem, o Daryl J. Bem (Denver, 10 giugno 1938), è uno psicologo, saggista e parapsicologo statunitense, professore emerito presso la Cornell University, e figura di rilievo nell'ambito della psicologia sociale.
È noto a livello internazionale per aver formulato la teoria dell'autopercezione, secondo cui le persone assumono atteggiamenti in linea con le conclusioni desunte dal proprio stesso comportamento. Ha anche studiato il processo decisionale di gruppo, la scrittura a mano, l'orientamento sessuale, le teorie della personalità, e i fenomeni paranormali, fornendo indirettamente un impulso ad un'auto-riforma della parapsicologia accademica.
Daryl J. Bem intraprese inizialmente gli studi di fisica, conseguendo in questo campo il bachelor of arts (una laurea di primo livello) presso il Reed College nel 1960.
Iniziò quindi gli studi di specializzazione in fisica presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), ma nel frattempo cominciò a sviluppare un crescente interesse per i rapidi mutamenti dell'opinione pubblica e negli atteggiamenti sociali riguardo alla desegregazione degli stati del Sud, nel contesto storico della nascita del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti.
Tale mutamento di interessi lo spinse ad abbandonare la fisica per orientarsi verso la psicologia sociale, nell'ambito della quale ottenne nel 1964 il dottorato di ricerca (Ph.D.) presso l'Università del Michigan.
Nel corso della sua carriera accademica ha insegnato in vari atenei statunitensi, tra cui la Carnegie Mellon University, l'Università di Stanford e l'Università di Harvard, prima di stabilirsi definitivamente alla Cornell University nel 1978, dove ha insegnato fino al suo pensionamento nel 2008, venendo successivamente nominato professore emerito.
Oltre all'attività di ricerca e insegnamento, Bem ha offerto contributi in ambito istituzionale e civile: ha presentato una formale testimonianza davanti a una sottocommissione del Senato degli Stati Uniti sugli effetti psicologici degli interrogatori di polizia, e ha prestato servizio come consulente tecnico ed esperto in tribunale in svariati procedimenti legali associati alla discriminazione sessuale.
Si è sposato con la psicologa Sandra Bem, nota per i suoi studi pionieristici sui ruoli di genere, con la quale ha condiviso un sodalizio intellettuale incentrato sui modelli di matrimonio paritario.
Sviluppata da Bem a partire dalla seconda metà degli anni sessanta, la teoria dell'autopercezione (Self-Perception Theory) afferma che le persone sviluppano i loro atteggiamenti ed emozioni interiori analizzando il proprio comportamento manifesto e le circostanze in cui esso si verifica.
Ad esempio, una persona a cui venga chiesto di tessere un elogio funebre di Fidel Castro, avrebbe successivamente un atteggiamento più positivo nei suoi confronti rispetto a prima: proprio come se la stessa persona guardasse qualcun altro tenere un discorso in favore di Fidel Castro, deducendone la sua simpatia verso quest'ultimo.
La teoria si propose come una spiegazione alternativa alla dissonanza cognitiva di Leon Festinger, sostenendo come il cambiamento di atteggiamento possa avvenire senza la necessità di postulare uno stato di conflitto tra le proprie convinzioni e i comportamenti assunti.
Nel 1996 Bem ha formulato inoltre una teoria sullo sviluppo dell'orientamento sessuale, esposta nell'articolo Exotic Becomes Erotic: A Developmental Theory of Sexual Orientation (L'esotico diventa erotico: una teoria dello sviluppo dell'orientamento sessuale), pubblicato sulla rivista "Psychological Review".
La teoria sostiene che i fattori biologici come geni, ormoni prenatali ecc. non determinano direttamente l'orientamento sessuale, ma influenzino il temperamento infantile, interagendo con l'ambiente.
Il temperamento spingerebbe a sua volta il bambino verso una «conformità di genere», cioè a preferire attività e giochi tipici del proprio sesso (conformità), oppure atipici (non conformità).
I bambini con comportamenti non conformi al proprio sesso tenderebbero a giocare con coetanei del sesso opposto, sentendosi diversi dai compagni dello stesso sesso e percependoli come «esotici» (diversi o estranei), sviluppando così un «senso di diversità» rispetto a loro.
Questa percezione di diversità genera nei bambini un'attivazione fisiologica aspecifica (nonspecific arousal), ancora priva cioè di un significato sessuale definito, in presenza del gruppo percepito come «diverso». Essa però, con l'avvento della pubertà, verrebbe ricodificata a livello cognitivo, e la sua connotazione esotica diverrebbe erotica trasformandosi in attrazione sessuale.
La teoria di Bem, nota come EBE (Exotic-Becomes-Erotic, o «l'esotico diventa erotico»), sebbene sia stata ritenuta talvolta troppo generalizzabile, ha ricevuto anche riconoscimenti, conferme e apprezzamenti da parte della psicologia dello sviluppo. Bem ha successivamente difeso e ampliato il modello in pubblicazioni successive nei primi anni duemila.
A partire dagli anni novanta, Bem ha indirizzato parte delle sue ricerche verso la parapsicologia, concentrandosi in particolare sul protocollo Ganzfeld (dal tedesco «campo totale»), una tecnica di deprivazione sensoriale utilizzata per verificare l'eventuale esistenza della percezione extrasensoriale (ESP).
Nel 1994 Bem ha pubblicato insieme al parapsicologo Charles Honorton un articolo sulla rivista Psychological Bulletin, intitolato Does psi exist? Replicable evidence for an anomalous process of information transfer (Esiste il paranormale? Evidenze replicabili di un processo anomalo di trasferimento delle informazioni). Attraverso una meta-analisi di diversi studi condotti con un sistema automatizzato (denominato autoganzfeld), gli autori hanno riscontrato un tasso di successo globale del 32%, a fronte del 25% atteso per puro caso statistico.
Nonostante lo scetticismo di una parte della comunità scientifica ortodossa, che ha contestato possibili falle nei sistemi di randomizzazione informatica, Bem e Honorton hanno sostenuto che tale scostamento rappresentasse una prova metodologicamente solida e replicabile dei fenomeni psi ( o paranormali).
In seguito Bem, nel corso dei primi anni 2000, è passato a condurre una serie di esperimenti volti a dimostrare in maniera replicabile l'esistenza della premonizione, i cui risultati furono pubblicati nel 2011 sull'organo scientifico "Journal of Personality and Social Psychology", nell'articolo Feeling the Future: Experimental Evidence for Anomalous Retroactive Influences on Cognition and Affect.
Lo studio si proponeva di evidenziare fenomeni di retrocausalità, ossia che eventi futuri non prevedibili potessero influenzare nel presente le risposte cognitive dei soggetti coinvolti: ai partecipanti veniva mostrata una lista di vocaboli da memorizzare, e in seguito sarebbe emerso che costoro ricordavano meglio, durante la fase di test, proprio certe specifiche parole con cui furono chiamate a esercitarsi solo in un secondo momento, estratte casualmente da un computer, come se l'esercizio successivo avesse un influsso causale su quello precedente.
Su nove esperimenti condotti su oltre mille partecipanti, in 8 casi su 9 Bem riferì di una percentuale di successo leggermente superiore al caso (circa il 53% contro il 50% atteso), una percentuale lieve ma sufficiente ad escludere che si trattasse di pura fortuna. La pubblicazione ha però generato allarmismo all'interno della comunità scientifica, che accolse con scetticismo i suoi risultati, inducendola a un programma di revisione dei protocolli statistici che ha coinvolto non solo il "Journal of Personality and Social Psychology" ma l'intero sistema delle riviste scientifiche, accusate di pubblicare studi non replicabili, a seguito degli insuccessi riscontrati da altri laboratori nel cercare di confermare gli effetti descritti da Bem.
Lo scienziato peraltro era perfettamente consapevole di quanto le sue conclusioni sfidassero il senso comune della fisica e della psicologia del suo tempo, commentando ironicamente l'accoglienza scettica dei suoi dati da parte del mondo accademico con una citazione da Alice nel paese delle meraviglie.
Tra le conseguenze della sua pubblicazione, essa ebbe un impatto ancora più radicale sulla parapsicologia accademica, che da allora si è riformata adottando i principi della scienza aperta (Open Science), per rispondere allo scetticismo diffuso e alle difficoltà di replica.
Già nel 2010, gli psicologi Richard Wiseman e Caroline Watt avevano istituito il Bem Replication Registry, un registro concepito specificamente per tracciare in modo prospettico tutti i tentativi di replica dello studio sulla precognizione. Successivamente, nell'autunno del 2012, Caroline Watt e James E. Kennedy hanno strutturato questa intuizione fondando il KPU Registry presso l'Unità di Parapsicologia Koestler dell'Università di Edimburgo: si tratta di uno dei primi registri pubblici e permanenti a imporre la pre-registrazione obbligatoria delle ipotesi e dei piani statistici prima dell'inizio della raccolta dei dati, distinguendo tra analisi esplorative e confermative, al fine di eliminare bias metodologici e pratiche di p-hacking (tendenza a manipolare i dati per ottenere risultati positivi).
Analisi epistemologiche successive hanno evidenziato come l'adozione sistematica di questi rigidi criteri, tra cui il modello dei Registered Reports, storicamente anticipato dalle riviste del settore già negli anni settanta, abbia imposto agli istituti di parapsicologia degli standard di trasparenza e dei filtri statistici persino più severi di quelli comunemente applicati dalla psicologia ordinaria.
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