Datagate o Nsagate, o a volte definita come divulgazioni sulla sorveglianza di massa del 2013, è una serie di inchieste giornalistiche pubblicate nel giugno 2013 e volte a rivelare dettagli sulle operazioni di sorveglianza e compromissione di massa, messe in atto dall'Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense (NSA) in complicità con servizi di intelligence di altri paesi, sia nei confronti di cittadini e istituzioni statunitensi che stranieri.
Tali inchieste sono iniziate alla fine del 2012, quando Edward Snowden ha iniziato a mettere a disposizione di alcuni giornalisti numerosi documenti top secret collezionati durante la sua attività per l'NSA. I primi documenti riservati sono stati pubblicati il 6 giugno 2013 dai quotidiani The Washington Post e The Guardian, attirando una notevole attenzione da parte del pubblico e del resto dei media.
Come risultato di tali divulgazioni, diversi movimenti, tra cui Restore the Fourth, sono nati per protestare contro le attività di sorveglianza; l'Electronic Frontier Foundation si è unita a una coalizione di vari gruppi per avviare azioni legali contro l'NSA; mentre l'amministrazione statunitense si è vista costretta a gestire tensioni diplomatiche con paesi alleati e non. Snowden, con il sostegno di varie associazioni per la tutela dei diritti umani, quali Amnesty International, Human Rights Watch, Transparency International e Index on Censorship, il 14 giugno 2013 è stato incriminato in accordo con l'Espionage Act del 1917 con l'accusa di furto di proprietà governativa. In seguito gli è stato concesso un temporaneo asilo politico in Russia, il che ha contribuito a deteriorare le relazioni diplomatiche tra il governo russo e statunitense.
Durante la seconda guerra mondiale, il Regno Unito e gli Stati Uniti attuarono una serie di accordi per la condivisione delle intercettazioni delle comunicazioni dei nemici. Nel marzo 1946, per mantenere in vita tali accordi anche a guerra conclusa, fu siglato un nuovo patto segreto, il British-US Communication Intelligence Agreement, noto come BRUSA. Nel 1945 fu messo in piedi l'ormai defunto Project SHAMROCK, creato per intercettare tutte le comunicazioni telegrafiche da e verso gli Stati Uniti. Più tardi le maggiori compagnie telefoniche statunitensi, tra le quali Western Union e ITT World Communications, aiutarono il governo degli Stati Uniti in un primo tentativo di accedere alle reti di comunicazione globale.
Mentre alcune agenzie si dedicavano alle comunicazioni internazionali, l'FBI, sotto la guida di John Edgar Hoover, portava avanti una vasta attività di intercettazione nei confronti di molti personaggi pubblici, tra cui Albert Einstein, Frank Sinatra, Eleanor Roosevelt, Marilyn Monroe, John Lennon e Martin Luther King Jr., indicato in un memo dell'FBI come «il più pericoloso e potente leader negro negli USA». Molte di tale attività vennero esposte al pubblico già durante lo scandalo Watergate.
L'NSA nacque segretamente nel 1952, per volontà del presidente Harry Truman.
Nel 1988, un articolo intitolato Somebody's listening, scritto da Duncan Campbell sul New Statesman, riportò per la prima volta l'esistenza del programma ECHELON. Avviato da Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti, insieme noti come AUSCANNZUKUS, e basato sull'accordo UKUSA, era nato con lo scopo di monitorare le comunicazioni militari e diplomatiche dell'Unione Sovietica durante la guerra fredda. Anche se la sua esistenza era già nota, l'UKUSA agreement divenne ufficialmente pubblico solo nel 2010.
Con il passare degli anni, divenne una rete di intercettazione globale. Negli anni 1990, il sistema ECHELON era in grado di intercettare comunicazioni satellitari, telefonate tradizionali, traffico internet e trasmissioni a microonde. Il suo funzionamento venne descritto nel 1996 nel libro Secret Power, di Nicky Hager. Nonostante l'esistenza di ECHELON continuò a essere ufficialmente negata da vari esponenti del governo statunitense, fu invece confermata da un'indagine del Parlamento europeo del 2001, la quale lo definì un «sistema globale di intercettazione di comunicazioni private e commerciali».
Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, la portata delle attività di intercettazione negli Stati Uniti aumentò esponenzialmente. Allo scopo di evitare il ripetersi di tali eventi, fu siglato il Patriot Act, cui seguirono altri provvedimenti della stessa natura. Tra questi anche il Protect America Act, che rimuove la necessità di un mandato per l'esecuzione di intercettazione nei confronti di obiettivi stranieri, e il FISA Amendments Act (Foreign Intelligence Surveillance Act).
Tra il 2005 e il 2012, Wired svelò l'esistenza del sistema di raccolta dati STELLARWIND, voluto dal presidente Bush poco tempo dopo gli attacchi dell'11 settembre. Il programma, il quale prevede l'analisi di metadati raccolti monitorando il traffico internet, oltre che da altri tipi di telecomunicazione, venne continuato dall'amministrazione Obama. Nel marzo del 2012, in particolare, la rivista pubblicò un articolo che faceva riferimento alla costruzione negli Stati Uniti di un centro di sorveglianza di massa di vaste proporzioni, il quale divenne presto oggetto di un'interrogazione parlamentare. In tale interrogazione, il direttore dell'NSA Keith B. Alexander negò la veridicità di quanto dichiarato da Wired, negando anche l'esistenza di un qualsiasi tipo di programma di sorveglianza di massa sui cittadini statunitensi.
Tra fine 2012 e i primi mesi del 2013, Edward Snowden consegnò tra i 15 e i 20.000 documenti top secret ai giornalisti del The Guardian Glenn Greenwald e Laura Poitras. Dal 6 giugno 2013, il quotidiano inglese iniziò a pubblicare parte di tali documenti, portando alla luce come l'NSA abbia messo in piedi una complessa rete di spionaggio, basata su programmi come PRISM, XKeyscore e Tempora, in grado di intercettare il traffico internet e telefonico di utenti di ogni parte del mondo. A tal fine l'NSA ha usufruito oltre al supporto di altre istituzioni statunitensi, quali l'FBI o il Dipartimento di Giustizia, anche di importanti società private, tra le quali Verizon, Telstra, Google e Facebook.
Fondamentale è stata anche la collaborazione dei servizi di intelligence straniera, per accedere ai principali punti di snodo delle telecomunicazioni sparsi per il mondo. Oltre ai servizi degli altri paesi, soprannominati i "cinque occhi", che hanno siglato l'accordo UKUSA, ossia il Defence Signals Directorate australiano, il Communications Security Establishment canadese, il Government Communications Security Bureau neozelandese e il Government Communications Headquarters britannico, l'NSA ha cooperato con agenzie di varia nazionalità, tra cui il Bundesnachrichtendienst tedesco, l'Unit 8200 israeliano e il National Defence Radio Establishment svedese (Försvarets radioanstalt), il quale ha dato accesso ai cavi sotto al mar baltico.
Nati con la giustificazione della lotta al terrorismo e la preservazione della sicurezza nazionale, i vari programmi di sorveglianza sono stati estesi a pieno campo ed impiegati impropriamente ed illecitamente per valutare la politica estera e la stabilità economica di altri paesi, e per raccogliere informazioni riservate di natura commerciale industriale, anche riguardanti soggetti privati; ciò anche allo scopo di avvantaggiare l'amministrazione statunitense durante le trattative durante la preparazione di trattati internazionali o accordi di natura economica con altri paesi.
Segue un elenco di alcuni obiettivi della rete di sorveglianza dell'NSA svelati tra i mesi di giugno e ottobre 2013.
Nel 2019 Snowden ha pubblicato Errore di sistema, l'autobiografia in cui presenta il suo personale resoconto dei fatti che hanno portato alla sua decisione di pubblicare le importanti rivelazioni da lui condotte all'attenzione del grande pubblico su scala globale. Snowden, nel saggio, è arrivato a paragonare la pervasività del sistema da lui portato alla conoscenza del grande pubblico a quella degli apparati di sicurezza della Repubblica Popolare Cinese.
Tra i principali programmi di sorveglianza e software svelati dai documenti di Snowden sono presenti: