Davide Grasso (Cuneo, 1980) è un sociologo italiano. È autore sulla guerra, i muri di confine tra XX e XXI secolo, il rapporto tra eredità culturale ed istituzioni.
Dopo le prime pubblicazioni sul concetto di eredità culturale e le sue implicazioni filosofiche, nel 2013 pubblica il primo libro, New York Regina Underground. Racconti dalla Grande mela. Lo scrittore Girolamo De Michele scrive in una recensione che «ci muoviamo, al seguito del narratore, tra quartieri stylosi e ghetti, discoteche multietniche e metropolitane, all’interno di una città-mito, di una città-merce “che esiste per la propria valorizzazione”, la cui chiave di lettura è rinvenuta nella favolosa Anastasia delle Città invisibili di Calvino».
Nel 2014 si reca in Turchia e dà vita a un reportage indipendente dal Medio oriente per conto di redazioni radio e web. Parte da Istanbul per attraversare la Turchia, la Palestina, l’Iraq e la Siria.
Nel 2018 pubblica parte dei suoi reportage da Iraq e Siria ne Il fiore del deserto, che viene tradotto in arabo e distribuito anche in Siria e Iraq. Secondo la giornalista Chiara Cruciati dal libro emerge «un crogiolo di volti, etnie, confessioni, provenienze che nell’incontro – e lo scontro – educano se stessi e la più vasta comunità in vista della costruzione di una società nuova».
Il 9 novembre 2019, in occasione del trentennale della caduta del muro di Berlino, pubblica La città e il fantasma. Dal muro di Berlino ai nuovi muri, dove racconta la caduta del muro e dell’Unione Sovietica, le battaglie dei giovani e la musica nel mondo socialista, le guerre successive al 1989 e la diffusione dei muri del XXI secolo.
Dal 2021 è docente all'International University College di Torino e dal 2025 ricercatore e docente presso il Dipartimento di Culture, politica e società dell'Università di Torino. Oltre a pubblicare articoli scientifici sulla sociologia politica della Siria ha scritto sull'eredità architettonica berlinese, su guerra e capitalismo fossile e su marxismo ed ecologia.