| Lebna Denghèl | |
|---|---|
| Imperatore d'Etiopia | |
| In carica | 1508 – 2 settembre 1540 |
| Predecessore | Na'od |
| Successore | Claudio |
| Nome completo | Lebna Denghèl |
| Altri titoli | Uanag Sagad; Dawit II |
| Nascita | 1496 circa |
| Morte | Debre Damo, 2 settembre 1540 |
| Dinastia | salomonide |
| Padre | Na'od |
| Coniuge | Sabla Vanghel |
Lebna Denghèl (1496 circa – Debrà Damò, 2 settembre 1540) fu imperatore d'Etiopia dal 1508 al 1540, noto anche con i nomi di Uanag Sagad e Dawit II (o Davide II).

Lebna Denghèl succedette al padre Na'od nel 1508, all'età di circa dodici anni. Durante la sua minore età l'impero fu amministrato da una reggenza della quale facevano parte sua madre, Na'od Mogassa, e l'imperatrice Eleni, figura già influente alla corte etiopica.
Durante questi anni Lebna Denghèl ricevette un'educazione nelle tradizioni religiose e nelle leggi dell'impero e fu formato anche nelle attività militari. Eleni ebbe nel frattempo un ruolo rilevante nella politica estera, cercando di rafforzare i rapporti dell'Etiopia con il Portogallo in funzione delle tensioni con il vicino Sultanato di Adal.
Già durante la reggenza di Eleni furono avviati rapporti diplomatici con il Portogallo, interessato a un'alleanza con l'Etiopia nel quadro della propria espansione nell'Oceano Indiano. Nel 1509 Eleni inviò presso il re Manuele I del Portogallo l'armeno Mateus (o Matéwos), che raggiunse Lisbona nel 1514 portando una lettera e doni della corte etiopica.
In seguito alla missione di Mateus, la corona portoghese organizzò una propria ambasciata in Etiopia. La delegazione, guidata da Rodrigo de Lima e comprendente il sacerdote Francisco Álvares, raggiunse nel 1520 la corte di Lebna Denghèl. Durante il viaggio i portoghesi incontrarono anche Pêro da Covilhã, inviato in Oriente alcuni decenni prima dal re Giovanni II del Portogallo e rimasto da allora in Etiopia.
L'ambasciata rimase presso la corte etiopica per diversi anni. Álvares descrisse in seguito il soggiorno nella sua relazione di viaggio, fornendo una delle principali testimonianze europee sull'Etiopia e sulla corte di Lebna Denghèl nella prima metà del XVI secolo. La missione lasciò l'Etiopia nel 1526 e rientrò a Lisbona nel 1527, accompagnata da un'ambasceria etiopica diretta in Europa.
Francisco Álvares, membro dell'ambasciata portoghese, lasciò una descrizione diretta della corte di Lebna Denghèl. Nel suo resoconto descrisse l'imperatore come un giovane sovrano di media statura, riccamente vestito e circondato da un elaborato cerimoniale di corte, sottolineandone l'autorità e la dignità regale.
I rapporti con il Sultanato di Adal rimasero uno dei principali problemi del regno. Nel 1516 Lebna Denghèl condusse una campagna contro l'Adal, riuscendo a sconfiggerne le forze e a ristabilire temporaneamente la supremazia etiopica sulla regione.
La situazione mutò negli anni successivi con l'ascesa di Ahmad ibn Ibrahim al-Ghazi, detto Grāñ. Nel 1527 Ahmad rifiutò di riconoscere la supremazia dell'imperatore etiope e il conflitto tra l'Adal e l'impero cristiano riprese su vasta scala. Nel 1529 le forze di Ahmad inflissero a Lebna Denghèl una grave sconfitta nella battaglia di Shimbra Kure, nell'est dello Scioà.
Dopo la vittoria, Ahmad trasformò il conflitto in una campagna di conquista dell'Etiopia. Tra il 1531 e il 1535 le sue armate occuparono vaste regioni dell'impero, tra cui lo Scioà, l'Amhara e il Lasta, spingendosi successivamente nel Tigrè. Numerose chiese e monasteri furono distrutti e il potere di Lebna Denghèl si ridusse progressivamente a una parte limitata dei territori settentrionali.
Negli ultimi anni del conflitto Lebna Denghèl fu costretto a spostarsi continuamente per sottrarsi alle forze avversarie, mentre diversi membri della famiglia imperiale furono uccisi o fatti prigionieri. Entro la fine degli anni 1530 l'impero cristiano era ormai ridotto soprattutto alle regioni settentrionali e l'imperatore cercò con crescente urgenza un aiuto militare portoghese.
Di fronte all'avanzata delle forze di Ahmad ibn Ibrahim al-Ghazi, Lebna Denghèl intensificò i tentativi di ottenere un intervento militare portoghese. A questo scopo affidò a João Bermudes una missione diplomatica presso Roma e Lisbona, con l'incarico di sollecitare aiuti contro il sultanato di Adal.
Nel 1540, dopo anni di guerra e di ritirata nelle regioni settentrionali dell'impero, Lebna Denghèl morì a Debre Damo il 2 settembre. Gli succedette il figlio Claudio (Galawdewos), che proseguì la guerra contro Ahmad.
Il contingente portoghese giunse in Etiopia nel 1541, ormai durante il regno di Claudio. Guidate da Cristóvão da Gama, le truppe portoghesi contribuirono alla successiva controffensiva etiopica contro Ahmad, che fu infine ucciso nel 1543.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 97760466 · ISNI (EN) 0000 0000 7078 7452 · SBN CFIV280390 · CERL cnp00408322 · LCCN (EN) n97080421 · GND (DE) 120083442 · BNE (ES) XX5525678 (data) · BNF (FR) cb120067971 (data) · J9U (EN, HE) 987007260270105171 |
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