De Filippis Delfico

«Sarà il porgitore di questo foglio … d. Gregorio De Filippis Delfico che possiede pienamente il mio cuore … Il Delfico alloro era già secco, ed egli in quattro anni ci ha regalato tre belli germogli, i quali saranno felici, se emuli delle virtù del genitore.»

De Filippis Delfico è il cognome di una famiglia formata dal matrimonio celebrato nel 1820 tra Gregorio De Filippis di Napoli e Marina, ultima dei Delfico di Teramo, città nella quale la famiglia si stabilì inizialmente.

Gregorio (1801-1847), era nato a Napoli, da Troiano e da Aurora Cicconi, teramana d'origine, appartenente alla famiglia Cicconi di Morro d'Oro, alla quale erano appartenuti Michelangelo e Francesco Cicconi, quest'ultimo consigliere di Stato. La famiglia Cicconi di Morrodoro era imparentata con i Filangeri di Candida di Trani e risalenti a Gaspare de Bracamonte de Pegnoranda ed a S.Tommaso D'Aquino. Marina (1801- 1867), era figlia di Orazio Delfico e Diomira Mucciarelli (nobile famiglia patrizia di Ascoli, imparentata con i Malaspina, Neroni, la cui madre era una Tiraboschi, nobile di Jesi e Senigallia, nipote dell'illustre storico), nata durante l'esilio dei genitori a San Marino ed ultima della sua famiglia.

I nove figli di Gregorio e Marina De Filippis Delfico

Da costui discende la famiglia Paris di Roseto degli Abruzzi ed i conti Rosati di Monteprandone poi Rosati di Monteprandone De Filippis Delfico.

«Avete mai pensato che da quasi dieci anni a intervalli, io giro intorno a voi e sono attratto dal vostro fascino? … Che avete voi? Quale segreta attrazione è ne' vostri occhi varianti come un'acqua profonda che chiuda in sé strani tesori?»
Quando il poeta le fece omaggio di una copia del romanzo "Il piacere", Vinca gli rispose in termini crudi ed espliciti:
«Io non so capire come siete voi, chi vi ha traviato così … Come potete scrivere perennemente in un'atmosfera corrotta.»
D'Annunzio frequentò per molti anni la casa dei Sorge ed ebbe modo di conoscere anche i De Filippis Delfico. Nelle lettere a Vinca ricorrono infatti i nomi delle sorelle Alba e Diomira e del padre Filippo. D'altro tono fu l'amicizia tra Vinca e Francesco Paolo Michetti, legato ai Sorge da vincoli di "comparato" e, quindi, più intimo dei parenti più stretti. Michetti ritrasse Vinca in diverse occasioni: il più noto dei ritratti è senz'altro il "pastello su carta" del 1887. Nata nel 1861, Vinca si spense nel 1911 per un tumore non curato.

Note

  1. ↑ Cfr. Mauro Rosati di Monteprandone De Filippis Delfico, Genealogia delle famiglie Martinetti e Martinetti-Bianchi
  2. ↑ Franco Di Tizio, Francesco Paolo Michetti nella vita e nell'arte, Pescara, Ianieri editore, 2007, p.175.

Bibliografia

Voci correlate

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