I De Spucches, Spuches o Despuig sono un'antica e nobile famiglia spagnola che godette nobiltà in Spagna e Sicilia.
Complessivamente la famiglia possedette un principato, due ducati, un marchesato, cinque baronie e numerosi feudi.
La famiglia Despuig è originaria di Tortosa ove facevano parte della Ciutadà honrat (istituzione analoga al Patriziato). Il più antico personaggio di cui si hanno notizie è Ramon Despuig, architetto nel secolo XIV, che per primo progettò il chiostro della Cattedrale di Vich e probabilmente anche delle cappelle di San Cristoforo, San Giacomo e San Luca. Verso il 1329 era insegnante, insieme a Berenguer de Montagut, per la costruzione della Chiesa di Santa Maria del Mar a Barcellona.
Tra gli illustri componenti del ramo spagnolo troviamo anche:
Il primo De Spucches di cui si hanno notizie in Sicilia è un Berlingherio (o Berengario), il 31 marzo 1296, che ottenne in concessione, come feudo, il casale di Calamonaci. Successivamente troviamo svariati personaggi che ricoprono incarichi nelle più importanti città siciliane:
Il ramo dei duchi di Santo Stefano si avvia a partire dalla baronessa Agata Maria Cirino Amato, al momento della sua investitura di duchessa di Santo Stefano di Briga (1705).
Da Giuseppe De Spucches, duca di Santo Stefano, nasce Antonino, principe di Galati e duca di Caccamo, che fu Gentiluomo di Camera, Gran Croce dell'Ordine Costantiniano, cavaliere dell'Ordine di Malta, Presidente della Deputazione della Salute Pubblica e Governatore della Nobile Compagnia della Pace in Palermo nell'anno 1848. Da questi nasce:
Il ramo di questa famiglia è tuttora presente a Palermo.
Con matrimonio celebrato a Palermo nell'anno 1864 il Cav. Francesco Paolo De Spucches, (di Giuseppe, di Placido), sposa la baronessa Giovanna Atenasio Martino Valdina, figlia del barone Luigi Atenasio Battifora e Traverso e della baronessa Casimira Martino Valdina, acquisendo così il titolo di barone di Rocca e Valdina, per lui ed i suoi figli. Il barone Francesco Paolo fu inoltre Sindaco di Roccavaldina. Il ramo di questa famiglia è tuttora presente a Cefalù e Palermo.
Arma: d'azzurro col monte di tre cime d'oro, sormontato da un giglio del medesimo. Lo scudo accollato delle croci di Malta e di Montesa, cimate da un vescovo vestito di bianco e mitrato tenente colla sinistra lo stendardo dell'Ordine di Montesa. Cimiero: un vescovo vestito di bianco e mitrato, tenente con la sinistra uno stendardo dell'Ordine di Montesa. Tenenti: due guerrieri portanti le bandiere dei due ordini. Corona e mantello di principe.