De Spucches

De Spucches
ACTVM SPLENDENTEMQUE PRO FIDE PRO REGE
D’azzurro, al monte d’oro, di tre colli, caricati da una stella d’argento, sormontata da un giglio d’oro.
Titoli
  • Principe di Galati
  • Duca di Caccamo
  • Duca di Santo Stefano
  • Marchese di Schysò
Stemma della famiglia De Spucches

I De Spucches, Spuches o Despuig sono un'antica e nobile famiglia spagnola che godette nobiltà in Spagna e Sicilia.

Complessivamente la famiglia possedette un principato, due ducati, un marchesato, cinque baronie e numerosi feudi.

Il ramo spagnolo

La famiglia Despuig è originaria di Tortosa ove facevano parte della Ciutadà honrat (istituzione analoga al Patriziato). Il più antico personaggio di cui si hanno notizie è Ramon Despuig, architetto nel secolo XIV, che per primo progettò il chiostro della Cattedrale di Vich e probabilmente anche delle cappelle di San Cristoforo, San Giacomo e San Luca. Verso il 1329 era insegnante, insieme a Berenguer de Montagut, per la costruzione della Chiesa di Santa Maria del Mar a Barcellona.

Finestra del Palazzo Despuig, Tortosa

Tra gli illustri componenti del ramo spagnolo troviamo anche:

Il ramo siciliano

Il primo De Spucches di cui si hanno notizie in Sicilia è un Berlingherio (o Berengario), il 31 marzo 1296, che ottenne in concessione, come feudo, il casale di Calamonaci. Successivamente troviamo svariati personaggi che ricoprono incarichi nelle più importanti città siciliane:

Ramo dei Duchi di Santo Stefano

Il ramo dei duchi di Santo Stefano si avvia a partire dalla baronessa Agata Maria Cirino Amato, al momento della sua investitura di duchessa di Santo Stefano di Briga (1705).

Ramo dei Principi di Galati e Duchi di Caccamo

Lo stesso argomento in dettaglio: Giuseppe de Spuches.

Da Giuseppe De Spucches, duca di Santo Stefano, nasce Antonino, principe di Galati e duca di Caccamo, che fu Gentiluomo di Camera, Gran Croce dell'Ordine Costantiniano, cavaliere dell'Ordine di Malta, Presidente della Deputazione della Salute Pubblica e Governatore della Nobile Compagnia della Pace in Palermo nell'anno 1848. Da questi nasce:

Il ramo di questa famiglia è tuttora presente a Palermo.

Ramo dei Baroni di Rocca e Valdina

Con matrimonio celebrato a Palermo nell'anno 1864 il Cav. Francesco Paolo De Spucches, (di Giuseppe, di Placido), sposa la baronessa Giovanna Atenasio Martino Valdina, figlia del barone Luigi Atenasio Battifora e Traverso e della baronessa Casimira Martino Valdina, acquisendo così il titolo di barone di Rocca e Valdina, per lui ed i suoi figli. Il barone Francesco Paolo fu inoltre Sindaco di Roccavaldina. Il ramo di questa famiglia è tuttora presente a Cefalù e Palermo.

Stemma

Arma: d'azzurro col monte di tre cime d'oro, sormontato da un giglio del medesimo. Lo scudo accollato delle croci di Malta e di Montesa, cimate da un vescovo vestito di bianco e mitrato tenente colla sinistra lo stendardo dell'Ordine di Montesa. Cimiero: un vescovo vestito di bianco e mitrato, tenente con la sinistra uno stendardo dell'Ordine di Montesa. Tenenti: due guerrieri portanti le bandiere dei due ordini. Corona e mantello di principe.

Motto

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 Antonino Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, 1912.
    «Originaria di Spagna, vanta le stesse origini del gran maestro dell’ordine di Malta Raimondo de Spucches di Majorca.»
  2. 1 2 3 4 Vincenzo Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia, ossia Raccolta araldica, Visconti & Huber, 1875, p. 354.
  3. ↑ (CA) Salvador Rovira i Gómez, Els nobles tortosins del segle XVI: estat de la qüestió, in Recerca, n. 2, 1997.
  4. ↑ Asp, Moncada, 400, 547; (35) 37
  5. ↑ Gian Battista Fieschi Garaventa, Cosmografia del Littorale di Sicilia colla Descrizione delle Città, Terre, Castelli e Torri marittime, a cura di Lavinia Gazzè, Società di Storia Patria per la Sicilia Orientale, p. 575.
  6. ↑ Antonino Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, 1912.
    «Fu pure la famiglia Amato posseditrice del titolo ducale di S. Stefano superiore, titolo concesso, con privilegio dato a 13 luglio esecutoriato a 31 agosto 1705, a Maria Agata Amato e Cirino che fu moglie di un Biagio Spucches per il che questo titolo passò nella famiglia di quest’ultimo.»
  7. 1 2 Antonino Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, 1912.
    «Questi titoli pare che siano passati in casa Spucches, vedendo, nel parlamento siciliano del 1848, sedere fra i pari, come principe di Galati, Antonio de Spucches.»

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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