| La consolazione della filosofia | |
|---|---|
| Titolo originale | De consolatione philosophiae |
| Altri titoli | Philosophiae consolatio |
| Autore | Severino Boezio |
| 1ª ed. originale | circa 524 |
| Editio princeps | Savigliano, Hans Glim, 1471 |
| Genere | trattato |
| Lingua originale | latino |
Il De consolatione philosophiae (in italiano, La consolazione della filosofia) è un'opera in latino dello statista romano Severino Boezio, composta attorno all'anno 524, mentre l'autore era rinchiuso in un carcere nei pressi di Pavia dove attendeva l'esecuzione capitale, che subirà nel 525.
L'opera, reputata un capolavoro della cristianità e ultimo grande testo dell'antichità classica, appartiene al genere letterario della consolatio e dal punto di vista formale è in prosimetro.

Il trattato si articola in cinque libri, ognuno dei quali tratta un tema di ordine filosofico.
All'inizio l'autore immagina, secondo un topos letterario molto diffuso nel medioevo e nell'antichità classica, di essere consolato dalla Filosofia, impersonata da una donna bellissima e austera. Guidato dalla sua Maestra, Boezio si interroga sull'esistenza del male e sulla sua natura, sulla fortuna, sulla felicità e sul libero arbitrio.

Nell'opera ritorna il tema della sofferenza del giusto, il giusto che paga, mentre il peccatore trionfa. Boezio paragona la sua fine a quella dei filosofi suoi predecessori, Anassagora cacciato da Atene, Socrate e Seneca uccisi, Zenone che sembra essere morto sotto un tiranno. A questa ingiustizia terrena contrappone la Filosofia, che è una consolazione provvidenziale, una donna venerabile che caccia le sgualdrinelle di teatro, Muse frivole perché creano soltanto l'ambizione e non la verità. La filosofia è perciò l'unica dea degna di essere amata.
Nel De consolatione philosophiae Boezio abbandona lo stile tecnico e arido delle sue composizioni scientifiche per abbracciare un tono, se non ispirato, più felice. L'opera di Boezio è un ottimo esempio di prosimetro dove la poesia si alterna alla prosa, tanto che divenne modello per Dante Alighieri nella composizione della Vita nova.
Come nei testi antichi, viene fatto un largo uso dell'allegoria e la filosofia prende tutte le sue valenze di salvezza, ma in una prospettiva cristiana di salvezza.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 181460251 · BAV 492/11028 · LCCN (EN) n80008553 · GND (DE) 4099136-2 · BNE (ES) XX3383767 (data) · BNF (FR) cb122736625 (data) · J9U (EN, HE) 987007585863405171 · NDL (EN, JA) 032665180 |
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