| De magnete | |
|---|---|
| Titolo originale | De Magnete, Magneticisque Corporibus, et de Magno Magnete Tellure |
| Autore | William Gilbert |
| 1ª ed. originale | 1600 |
| Genere | trattato |
| Sottogenere | scientifico |
| Lingua originale | latino |
De Magnete, Magneticisque Corporibus, et de Magno Magnete Tellure (Sul magnete, e sui corpi magnetici, e sulla Terra grande magnete) è un libro scientifico pubblicato nel 1600 dal medico e scienziato inglese William Gilbert.
Nel De Magnete Gilbert descrisse molti dei suoi esperimenti con il suo modello del pianeta Terra chiamato terrella, una piccola sfera magnetizzata, studiando la deviazione dell’ago della bussola dal nord. Rappresentò la gravità, allontanandosi dalla visione cosmologica aristotelica, come una forza simile a quella magnetica tale da tenere la Luna in orbita intorno alla Terra. Descrisse anche l'elettricità statica prodotta dall’ambra e, poiché l’ambra è chiamata Elektron in greco ed electrum in latino, decise di riferirsi al fenomeno con l’aggettivo di electricus dando origine ai termini moderni di "elettrico" e "elettricità".
Il De magnete esercitò molta influenza sugli studiosi contemporanei tra i quali Galileo, come testimoniato dalle lettere che questi scambiò con Paolo Sarpi e con Giovanfrancesco Sagredo; ciò testimonia l'interesse per l'opera di Gilbert, sia per l’argomento trattato che per il modo rigoroso, per l’epoca, in cui venivano descritti i suoi esperimenti, e per il rigetto delle teorie antiche sul magnetismo, sebbene Gilbert dichiarasse un debito di riconoscenza verso Pierre de Maricourt, di cui alcuni esperimenti compaiono nel trattato.
Il De magnete è costituito da sei libri.