Decio Calvari

Decio Calvari nel 1936.

Decio Calvari (Tivoli, 1863 – Roma, 1937) è stato un teosofo, esoterista e funzionario italiano, tra i principali promotori della prima ora del movimento teosofico in Italia.

Figura chiave dell'esoterismo e dello spiritualismo italiano del primo Novecento, fondò la prima loggia stabile a Roma e diresse influenti riviste del settore, tra cui Teosofia e Ultra.

Biografia e carriera professionale

Nato a Tivoli nel 1863, Calvari si diplomò in ragioneria e si trasferì a Roma, dove intraprese una lunga e stabile carriera amministrativa come funzionario negli uffici della Camera dei Deputati.

Raggiunse la carica di vice direttore dell'Ufficio di Questura della Camera, e nel 1923 sarà insignito del titolo di commendatore del Regno d'Italia.

L'approccio allo spiritualismo

In gioventù, parallelamente all'attività professionale, si interessò di spiritismo e di ricerca psichica.

Intorno al 1894 si avvicinò alla teosofia, unendosi ai primi nuclei di studio che si stavano organizzando a Milano e nella capitale.

In questo contesto conobbe Olga Giaccone, che divenne sua moglie e costante collaboratrice nella stesura di articoli e saggi di argomento teosofico e spiritualistico.

L'impegno nel movimento teosofico

Nel 1896 il gruppo teosofico romano, guidato da Calvari, iniziò a dare alle stampe alcuni tra i primi opuscoli divulgativi in lingua italiana dedicati alla materia.

Nel 1897 fu tra i fondatori ufficiali della Loggia Teosofica di Roma (chiamata «Associazione Teosofica Romana»), nata sotto la presidenza di Anne Catherine Lloyd, e supportata da una biblioteca finanziata dalla contessa Constance Wachtmeister.

Nello stesso anno assunse la direzione del primo organo ufficiale del movimento in Italia, il periodico mensile Teosofia, che guidò fino al 1903.

Nel 1904 Calvari partecipò anche alla fondazione della prima loggia italiana di un ordine massonico misto, che permetteva cioè l'iniziazione paritaria delle donne, la n. 16 all'Oriente di Roma, chiamata «Le Droit Humain», insieme a Dunstano Cancellieri e Giuseppe Sulli Rao. La nascita di questa loggia era strettamente legata all'ambiente teosofico.

Sempre nel 1904 venne eletto segretario della sezione italiana della Società Teosofica, carica che mantenne per un solo anno prima di cederla al botanico Ottone Penzig, a causa di crescenti dissidii interni relativi alla gestione sia nazionale che internazionale del movimento.

La rivista Ultra e la scissione del 1910

La rivista Ultra.

Nel 1907 Calvari fondò la rivista Ultra, una delle più longeve in Italia in ambito esoterico.

Nel 1910, l'acuirsi delle tensioni dottrinali e organizzative portò Calvari, insieme ad altre figure di spicco come Augusto Agabiti e il generale Carlo Ballatore, a consumare una scissione dalla Società Teosofica madre con sede ad Adyar.

Il gruppo romano aderì infatti alla Lega Teosofica Indipendente (Independent Theosophical League) con sede a Benares, un'organizzazione internazionale nata per propugnare un ritorno alla purezza degli insegnamenti originali di Helena Petrovna Blavatsky, contestando la dirigenza di Annie Besant e Charles Webster Leadbeater.

Sotto la guida di Calvari, la branca italiana della Lega Indipendente si dimostrò estremamente attiva. La rivista Ultra divenne un fondamentale punto di raccordo ecumenico per l'intera area occultistica, ermetica e spiritualista italiana dell'epoca, in grado di far dialogare teosofi, antroposofi e artisti d'avanguardia dell'epoca, come i futuristi.

Costoro fecero di Firenze il principale centro di penetrazione e diffusione del movimento teosofico in Italia, attraverso i cenacoli della rivista Leonardo e del caffè Giubbe Rosse.

Sulle pagine di Ultra e attorno alle attività della nuova associazione (che nel 1927 prese il nome di «Ultra» – Associazione per la Ricerca Spirituale), scrissero e collaborarono intellettuali di rilievo quali Julius Evola, Arturo Reghini, Roberto Assagioli, Adriano Tilgher, Giovanni Colonna di Cesarò, Arturo Onofri, Giuseppe Tucci.

La rivista cessò le pubblicazioni nel 1930 a causa del mutato clima politico e culturale e della progressiva diminuzione degli abbonati. Calvari continuò a tenere conferenze e incontri di carattere spirituale a Roma fino a pochi mesi prima della morte, avvenuta nel 1937.

L'attività e il pensiero

Calvari insisteva sugli aspetti pratici e operativi del "vero" occultismo, identificando quest'ultimo direttamente con la teosofia.

Al tempo stesso era animato dall'intento di rinvigorire la tradizione esoterica tipicamente italiana, nelle cui radici rinascimentali egli vedeva numerosi punti in comune con la teosofia medesima.

«Attraverso la creazione di una biblioteca filosofico-religiosa e di un'associazione per lo svolgimento di conferenze pubbliche, cercheremo di far tornare in vita a Firenze la grande idea neoplatonica che ha avuto nel Quattrocento rappresentanti della grandezza di Marsilio Ficino e Leonardo da Vinci.»

I rapporti con Antonio Fogazzaro

Calvari intrattenne rilevanti contatti epistolari con lo scrittore Antonio Fogazzaro, del quale intercettò gli interessi per la ricerca psichica e per le tematiche dell'evoluzione spirituale.

Nel maggio del 1896, Calvari inviò a Fogazzaro uno dei suoi primi opuscoli teosofici, ricevendone una risposta che testimoniava una conoscenza non superficiale delle attività teosofiche. Lo scrittore vicentino rimase un abbonato costante della rivista Ultra dal 1907 fino alla morte, avvenuta nel 1911.

Nella lettera di accompagnamento, Calvari auspicava un cambiamento degli orizzonti della scienza in senso spirituale:

«A Lei, sottile scrutatore delle cose dello Spirito, io mi permetto di mandare in busta a parte un mio opuscolo il quale, come vedrà, tende, in maniera assai modesta, a mettere in evidenza un lato speciale di una metafisica nuova che nei paesi dove si pensa, in Inghilterra, per esempio, è attualmente in gran voga. […]

La S[ignoria] V[ostra] I[llustrissima] sa meglio di me essere vicino il tempo in cui tanto la psicologia, quanto la biologia si trasformeranno radicalmente, sì da rispondere più e meglio di quel che non abbia fatto la scienza finora, a quelle aspirazioni e a quei sentimenti che sono tanta parte della nostra natura e che invano, materialisti ciechi, vere anime perdute, hanno cercato di soffocare negli uomini.»

Quando nel 1907 il gesuita Gioachino Ambrosini pubblicò il volume polemico Occultismo e modernismo, mirante ad accusare i cattolici modernisti, e in particolare Fogazzaro, di cripto-teosofismo, Calvari intervenne su Ultra nel febbraio 1908 con una fitta recensione in sua difesa.

Paradossalmente, Calvari confermava le tesi del gesuita Ambrosini, asserendo l'esistenza di profonde infiltrazioni e assonanze ideologiche tra il pensiero teosofico e le istanze di riforma del modernismo cattolico, pur ribaltandone il giudizio di valore e considerandole un merito anziché un'eresia.

Gli studi su Francesco Giuseppe Borri

Nel 1907 Calvari pubblicò per la casa editrice milanese Ars Regia la monografia Un filosofo ermetico italiano del secolo XVII: Francesco Giuseppe Borri, inserita nel più ampio progetto culturale di Ultra. L'opera esprimeva l'urgenza ideologica di riabilitare la figura dell'alchimista milanese seicentesco Borri, in quanto perseguitato dall'Inquisizione, interpretando le sue dottrine, in particolare quelle relative agli spiriti elementari contenute nella spuria Chiave del Gabinetto, alla luce della teosofia della Blavatsky e di Annie Besant.

L'autore ebbe infatti una conoscenza solo indiretta dei testi originali del Seicento, mediata dagli studi di De Castro e Ademollo, mentre escluse i più recenti contributi documentari di Arturo Magnocavallo, basati su fonti di prima mano. Calvari finì così per basarsi su testi all'epoca ritenuti genuini, ma poi rivelatisi pseudoepigrafi, come quelli da attribuire in realtà al Conte di Gabalì di Montfaucon de Villars o a Girolamo Arconati Lamberti.

Il medesimo corpus di scritti spuri fu d'altronde accolto, tra il 1910 e il 1911, anche nel Commentarium di Giuliano Kremmerz, a dimostrazione di come l'ambiente occultista dell'epoca ne privilegiasse il valore dottrinale rispetto alla veridicità storica.

Opere e articoli

Traduzioni

Onorificenze

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 22 dicembre 1923

Note

  1. 1 2 Vittorino Vezzani, In memoria di Decio Calvari, Roma, Sansaini e C., 1938.
  2. 1 2 3 4 5 Marco Pasi, Teosofia e antroposofia nell'Italia del primo Novecento, in Gian Mario Cazzaniga (a cura di), Storia d'Italia, Annali 25, Esoterismo, Torino, Einaudi, 2010, pp. 579-584 e 590.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Massimo Marra, Decio Calvari, un filosofo ermetico italiano del secolo XVII (Francesco Giuseppe Borri), saggio introduttivo, 2017.
  4. ↑ M. Pasi, p. 248.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 M. Pasi, p. 249.
  6. 1 2 M. Pasi, p. 250.
  7. ↑ Cit. da Resumé du Mouvement Théosophique en Italie, in Transactions of the First Annual Congress of the Federation of the European Sections of the Theosophical Society, a cura di J. Van Manen, Amsterdam, Brill, 1906, pp. 381-82.
  8. 1 2 M. Pasi, p. 251.
  9. ↑ M. Pasi, p. 252.
  10. ↑ M. Pasi, p. 253.
  11. 1 2 Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale, su opac.sbn.it.

Bibliografia