Il decubito è la posizione che un soggetto assume a letto. Deriva dal latino con l'originario significato di coricarsi. È attestato il suo utilizzo in medicina, con significato per lo più patologico, nel 1698.
Il decubito attivo, ovvero quello in cui la muscolatura è attivamente impegnata per mantenere la posizione, può essere distinto in tre forme:
Il decubito passivo, si ha nei casi di perdita della funzione motoria.
Le posizioni sono:
Decubito è anche, per contrazione, la piaga da decubito, dicitura scorretta, poiché dovremmo parlare di ulcera, o più genericamente di lesione da pressione, che compare nei punti soggetti a maggior compressione (quindi, soggetti a ischemia) in chi è costretto per lungo tempo a letto, o comunque in posizioni che determinino una continua pressione sui punti in cui si hanno prominenze ossee.
La parola viene utilizzata, in quest'ultima accezione, più come verbo e anche in riferimento a oggetti: per esempio il catetere vescicale transuretrale può decubitare, cioè può causare un'ulcera lungo le pareti dell'uretra su cui poggia.
Il decubito a pancia sotto o laterale a faccia sotto comporta decubito sulla mandibola che viene sbilanciata in malocclusione laterale. La compressione che si esercita sui denti ostacola la circolazione sanguigna nei tessuti che sostengono i denti, la conseguenza è l'infezione, e la malattia parodontale (piorrea) è una piaga da decubito.