La locuzionelatinademinutio capitis, tradotta letteralmente, significa diminuzione di un capo.
Origine
Riferita originariamente alla perdita di un membro (e quindi di importanza) da parte un gruppo, l'espressione passò poi a significare, nell'antica Roma, una prioris status permutatio ossia un mutamento (in peggio) nel precedente status della persona.
I giuristi romani distinguevano tre specie di capitis deminutio: maxima, minor o media, e minima.
La capitis deminutio maxima riguarda lo status libertatis e si aveva quando taluno perdeva sia la cittadinanza sia la libertà (per es. nel caso in cui taluno fosse catturato dal nemico). Famosa è la definizione del giurista romanoGaio nelle sue Istituzioni:
(latino)
«Maxima est capitis deminutio, cum aliquis simul et civitatem et libertatem amittit»
(italiano) «La capitis deminutio è massima allorché qualcuno perde contemporaneamente sia la cittadinanza sia la libertà.»
La capitis deminutio minor o media riguarda lo status civitatis e si aveva quando taluno perdeva solo la cittadinanza ma non la libertà (è il caso dei coloni). Il giurista romano Gaio nelle sue Istituzioni così definisce tale specie di deminutio:
(latino)
«Minor sive media est capitis deminutio, cum civitas amittitur,: libertas retinetur; quod accidit ei, cui aqua et ignis interdictum fuerit»
(italiano) «La capitis deminutio è minore o media allorquando taluno perde la cittadinanza ma mantiene la libertà. Ciò che accade a colui il quale subisce il provvedimento dell'aquae et ignis interdictio.»
La capitis deminutio minima riguarda lo status familiae e si aveva quando taluno subiva un mutamento di status, non riguardante la cittadinanza o la libertà. Come nel caso in cui taluno veniva adottato. Gaio ne dà la seguente definizione:
(latino)
«Minima est capitis deminutio, cum et civitas et libertas retinetur, sed status hominis commutatur; quod accidit in his qui adoptantur»
(italiano) «La capitis deminutio è minima quando si mantiene sia la libertà sia la cittadinanza, ma si modifica uno status della persona; ciò che accade quando taluno sia stato adottato.»
Oggi si usa questa espressione per indicare il cambiamento, in peggio, delle condizioni di una persona, o una riduzione di potere sia sul posto di lavoro sia in politica.