Demogorgone

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Il Demogorgone in una xilografia seicentesca di Hendrick Goltzius

Demogorgone (pronuncia /demoˈɡɔrɡone/ o /demoɡorˈɡone/) è un essere mitologico.

Storia

Demogorgone, tratto dalla versione del Prometeo liberato di Mario Rapisardi

La figura di Demogorgone è del tutto sconosciuta alla mitologia classica. Il nome nacque verosimilmente in ambiente bizantino per una sorta di errore grammaticale: dal greco antico Δημιουργόν?, Dēmiourgón ("Demiurgo") corrotto in Demogorgon. Boccaccio afferma di averne appreso il nome da Lattanzio, uno scoliasta del IV o del V secolo d.C. nella Tebaide di Publio Papinio Stazio.

Il demogorgone viene descritto da Giovanni Boccaccio come il padre di tutti gli dèi avente tuttavia caratteristiche simili a quelle del principe delle tenebre:

«Con grandissima maestà di tenebre, poscia ch'io hebbi descritto l'albero, quel antichissimo proavo di tutti i Dei Gentili, Demogorgone, accompagnato da ogni parte di nuvoli et di nebbie, a me, che trascorreva per le viscere della Terra apparve; il quale per tal nome horribile, vestito d'una certa pallidezza affumicata et d'una humidità sprezzata, mandando fuori da sé un odore di terra oscuro et fetido, confessando più tosto per parole altrui, che per propria bocca se essere Padre dell'infelice principato, dinanzi a me artefice di nova fatica fermossi. Confesso ch'io mi posi a ridere, mentre riguardando lui mi veni a ricordare della pazzia degli antichi; i quali istimarono quello da alcuno generato, eterno, di tutte le cose Padre, et dimorante nelle viscere della Terra.»

Nei poemi rinascimentali di Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto, Teofilo Folengo, John Milton e François Rabelais, ma anche nelle opere di autori più moderni per esempio Giosuè Carducci, Demogorgone è raffigurato come un mostro infernale.

Nel 1786 Vincenzo Righini compone, su libretto di Lorenzo Da Ponte, l'opera lirica Il Demogorgone ovvero Il filosofo confuso dedicata appunto alla figura del Demogorgone.

Differente è invece la rappresentazione che ne diede Percy Bysshe Shelley nel suo Prometeo liberato. Nel poema romantico, il Demogorgone è il simbolo dell'eternità, è colui che uccide Giove, suo padre, e conclude il poema enunciando ciò che verosimilmente corrisponde al credo rivoluzionario del poeta.

Nella cultura moderna

Note

  1. ↑ Luciano Canepari, 1999.
  2. ↑ Vincenzo Romano, 1951.
  3. ↑ Scolio a Stat. Theb., IV, 516.
  4. ↑ Percy Bysshe Shelley, 1946.
  5. ↑ (EN) Mark Gruenwald, Alan Zelenetz e Bob Hall, A Time to Die, in Thor Annual, vol. 1, n. 10, Marvel Comics.

Bibliografia

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