Diga di Roseires

La diga di Roseires, sul Nilo Azzurro, in Sudan.

La diga di Roseires (in arabo خزان الروصيرص, Khazzān ar-Rūṣayriṣ) è una grande diga situata sul Nilo Azzurro, nei pressi della città di Ad Damazin, nello Stato del Nilo Azzurro, nel Sudan sud-orientale. Lo sbarramento si trova poco a monte della cittadina di Ar Roseires e costituisce una delle principali infrastrutture idrauliche del paese, utilizzata per la regolazione delle portate fluviali, l'approvvigionamento idrico, l'irrigazione e la produzione di energia idroelettrica.

La diga fu costruita tra il 1961 e il 1966 e venne inizialmente progettata soprattutto per regolare il deflusso del Nilo Azzurro e sostenere lo sviluppo agricolo delle pianure sudanesi. Successivamente fu dotata di una centrale idroelettrica, entrata in funzione nei primi anni settanta, con una potenza installata complessiva di 280 MW. L'opera è costituita da una struttura centrale in calcestruzzo a contrafforti, affiancata da lunghi sbarramenti in terra che si estendono sulle due rive del fiume. In seguito al completamento di un importante progetto di ampliamento, l'altezza massima della diga è stata portata da 68 a 78 m, mentre la lunghezza complessiva del sistema di sbarramento ha raggiunto circa 25 km.

Il progetto di rialzamento, completato alla fine del 2012 e inaugurato ufficialmente il 1º gennaio 2013, ha permesso di incrementare la capacità progettuale del serbatoio da circa 3 a 7,4 miliardi di m³, aumentando le possibilità di regolazione delle acque e di gestione delle piene. La diga riveste inoltre un'importanza particolare nella gestione dei sedimenti trasportati dal Nilo Azzurro, uno dei principali problemi tecnici dei grandi serbatoi artificiali del bacino del Nilo.

Geografia

La diga di Roseires si trova nel Sudan sud-orientale, lungo il corso del Nilo Azzurro, a una distanza di circa 550 km a sud-est di Khartum, capitale del Sudan, e relativamente vicino al confine con l'Etiopia. Lo sbarramento è situato presso Ad Damazin, uno dei principali centri urbani dello Stato del Nilo Azzurro, in una regione caratterizzata da pianure fluviali e rilievi poco elevati.

Il Nilo Azzurro nasce sull'acrocoro Etiopico, presso il lago Tana, e attraversa gli altopiani dell'Etiopia nord-occidentale prima di entrare in Sudan. Durante il suo percorso il fiume raccoglie le acque di numerosi affluenti e trasporta grandi quantità di sedimenti derivanti dall'erosione dei suoli degli altopiani etiopici. La diga intercetta il fiume nel suo alto corso sudanese, prima che le acque raggiungano la diga di Sennar e successivamente confluiscano con quelle del Nilo Bianco presso Khartum. La posizione dello sbarramento consente di regolare una parte considerevole delle portate provenienti dall'Etiopia e di immagazzinare acqua durante la stagione delle piogge, rendendola disponibile nei periodi successivi. Il bacino idrografico a monte della diga ha una superficie stimata in circa 254.230 km², comprendente una vasta parte degli altopiani etiopici drenati dal Nilo Azzurro.

Bacino artificiale

Il bacino artificiale di Roseires, formato dallo sbarramento del Nilo Azzurro.

Lo sbarramento determina la formazione del bacino di Roseires (Roseires Reservoir), un grande lago artificiale che si estende verso monte lungo la valle del Nilo Azzurro. La superficie del bacino varia considerevolmente durante l'anno in funzione delle precipitazioni, delle portate fluviali e delle modalità di gestione dello sbarramento. Prima dell'ampliamento, la superficie del serbatoio era comunemente indicata in circa 290 km². In seguito al rialzamento della diga, l'aumento del livello massimo d'invaso ha comportato una notevole espansione della superficie allagabile. Uno studio pubblicato nel 2025 riporta una superficie di riferimento del bacino pari a circa 627 km², associata alla configurazione successiva all'ampliamento.

La capacità progettuale originaria del serbatoio era di circa 3 miliardi di m³, successivamente aumentata a 7,4 miliardi di m³ con il progetto di rialzamento completato nel 2012. Il volume effettivamente disponibile può tuttavia risultare inferiore alla capacità nominale a causa dell'accumulo di sedimenti, che costituisce uno dei principali problemi di gestione del bacino.

Storia

La costruzione della diga di Roseires si inserisce nel quadro dei grandi progetti idraulici sviluppati in Sudan durante il XX secolo per sostenere l'espansione dell'agricoltura irrigua e la produzione di energia elettrica. I lavori di realizzazione iniziarono nel 1961 e furono completati nel 1966. Il progetto originario prevedeva la costruzione di una grande struttura centrale in calcestruzzo, collegata a sbarramenti laterali in terra, e la formazione di un serbatoio destinato alla regolazione delle portate del Nilo Azzurro. Le caratteristiche del sito furono scelte tenendo conto della morfologia fluviale, della natura geologica del substrato e della possibilità di realizzare una struttura capace di trattenere un volume considerevole di acqua. La diga venne progettata in modo da consentire un eventuale futuro rialzamento, ritenuto necessario per aumentare la capacità del serbatoio e rispondere alla crescente domanda idrica.

Costruzione e primi decenni

Durante la fase iniziale, l'obiettivo principale della diga era il sostegno ai sistemi di irrigazione agricola situati lungo il medio e basso corso del Nilo Azzurro. Nel 1971 venne aggiunta una centrale idroelettrica, che permise di utilizzare il dislivello idraulico creato dallo sbarramento per la produzione di energia elettrica. La centrale raggiunse una potenza installata complessiva di 280 MW, contribuendo allo sviluppo del sistema elettrico sudanese.

Con il passare degli anni emersero tuttavia importanti problemi legati all'accumulo di sedimenti nel serbatoio. Le elevate quantità di materiale trasportato dal Nilo Azzurro durante la stagione delle piene provocarono una progressiva diminuzione della capacità utile d'invaso. Questo fenomeno rese necessarie operazioni periodiche di rimozione dei sedimenti e la realizzazione di interventi di manutenzione delle strutture idrauliche.

Progetto di rialzamento

Durante gli ultimi decenni del XX secolo vennero sviluppati diversi progetti per aumentare l'altezza della diga e recuperare parte della capacità di accumulo compromessa dalla sedimentazione. L'intervento prevedeva il rialzamento dello sbarramento principale in calcestruzzo e delle dighe laterali in terra, oltre all'adeguamento delle strutture di scarico e delle apparecchiature idromeccaniche. Il progetto incontrò inizialmente difficoltà finanziarie e operative, che ne ritardarono la realizzazione.

Nel 2008 venne avviata una nuova fase dei lavori, sostenuta anche da finanziamenti internazionali. L'OPEC Fund for International Development approvò un contributo di 30 milioni di dollari per il progetto, il cui costo complessivo era stimato in circa 476,5 milioni di dollari. L'ampliamento comportò il rialzamento della diga centrale di circa 10 m, portandone l'altezza massima a 78 m. Anche gli sbarramenti laterali vennero rialzati e prolungati, consentendo di aumentare significativamente il volume del bacino artificiale.

Il completamento dell'intervento permise di portare la capacità progettuale del serbatoio da circa 3 miliardi a 7,4 miliardi di m³. Il progetto comprese inoltre il consolidamento delle strutture esistenti, l'adeguamento delle paratoie e il miglioramento delle apparecchiature destinate alla gestione delle portate e dei sedimenti. I lavori furono sostanzialmente completati alla fine del 2012 e il nuovo sbarramento venne inaugurato ufficialmente il 1º gennaio 2013.

Caratteristiche tecniche

La diga di Roseires è costituita da una struttura principale in calcestruzzo a contrafforti, affiancata da due grandi sbarramenti laterali in terra. Il settore centrale attraversa direttamente l'alveo del Nilo Azzurro e comprende le principali strutture di regolazione delle portate, gli scarichi di fondo e gli impianti per la produzione di energia idroelettrica. Gli sbarramenti laterali si estendono invece sulle pianure adiacenti, impedendo all'acqua del serbatoio di aggirare la struttura principale durante i periodi di massimo invaso.

Diga principale

La struttura centrale è una diga a contrafforti in calcestruzzo, caratterizzata da una serie di elementi portanti progettati per resistere alla pressione esercitata dall'acqua del bacino. La diga originaria aveva un'altezza massima di 68 m, successivamente aumentata a 78 m con il progetto di rialzamento. La sezione centrale in calcestruzzo ha una lunghezza di circa 1 km e ospita le principali strutture idrauliche dell'impianto. L'intervento di ampliamento comprese la realizzazione di nuovi elementi in calcestruzzo e il rafforzamento dei contrafforti esistenti, necessari per sostenere l'aumento del livello massimo dell'acqua.

Sbarramenti laterali

La diga principale è affiancata da due lunghi sbarramenti in terra, situati sulle rive orientale e occidentale del Nilo Azzurro. Prima dell'ampliamento, i rilevati laterali avevano lunghezze approssimative di 4 km e 8,5 km. Il progetto di rialzamento comportò anche il loro prolungamento, portando la lunghezza complessiva delle strutture in terra a circa 24 km. Considerando anche la sezione centrale in calcestruzzo, la lunghezza totale del sistema di sbarramento raggiunge approssimativamente 25 km.

La grande estensione dei rilevati riflette la morfologia relativamente pianeggiante della valle, dove il contenimento delle acque richiede la costruzione di opere laterali molto più lunghe rispetto alla sola diga centrale.

Scarichi e paratoie

La diga comprende differenti sistemi di regolazione delle portate, destinati a consentire il passaggio delle piene e il rilascio controllato delle acque. Tra questi figurano cinque scarichi di fondo, ciascuno dotato di aperture di circa 3 × 5 m, progettati per favorire il deflusso delle acque e il trasporto dei sedimenti accumulati in prossimità dello sbarramento. Nella configurazione originaria, la capacità complessiva degli scarichi di fondo era stimata in circa 5208 m³/s. In seguito agli interventi di ampliamento e adeguamento, la capacità di scarico è stata aumentata fino a circa 7500 m³/s.

La diga dispone inoltre di uno sfioratore dotato di paratoie, con una capacità di scarico indicata in circa 694 m³/s. Il funzionamento coordinato degli scarichi permette di regolare il livello del bacino e di gestire le portate durante i periodi di maggiore afflusso.

Centrale idroelettrica

La diga di Roseires è dotata di una centrale idroelettrica che utilizza l'energia potenziale dell'acqua accumulata nel serbatoio. L'impianto comprende turbine di tipo Kaplan, particolarmente adatte a funzionare con portate elevate e dislivelli idraulici relativamente contenuti. La potenza installata complessiva della centrale è di 280 MW. Secondo i dati tecnici dell'International Hydropower Association, l'impianto presenta un salto idraulico lordo di circa 45 m e una portata di progetto di 840 m³/s.

La produzione elettrica annua è stata indicata in circa 1800 GWh, ma il valore effettivo può variare in funzione delle condizioni idrologiche, delle modalità di gestione del serbatoio e della disponibilità degli impianti. La centrale costituisce una componente importante del sistema elettrico sudanese, soprattutto per il contributo alla produzione di energia durante i periodi nei quali le portate del Nilo Azzurro consentono un funzionamento regolare delle turbine. L'ampliamento della diga ha consentito una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse idriche, favorendo il miglioramento delle condizioni operative dell'impianto.

Sedimentazione del bacino

Uno dei principali problemi tecnici della diga di Roseires è rappresentato dall'accumulo di sedimenti trasportati dal Nilo Azzurro. Il fiume riceve gran parte dei materiali solidi dagli altopiani etiopici, dove le precipitazioni monsoniche e i processi erosivi favoriscono il trasporto di grandi quantità di particelle minerali. Durante la stagione delle piene, il Nilo Azzurro trasporta sedimenti fini e grossolani che, entrando nel bacino artificiale, tendono a depositarsi a causa della diminuzione della velocità della corrente. Questo processo determina una progressiva riduzione del volume disponibile per l'accumulo dell'acqua e può ostacolare il funzionamento delle opere di presa e delle turbine.

Uno studio pubblicato nel 2018 ha stimato che, prima del rialzamento della diga, circa il 30% della capacità del serbatoio fosse stato perso a causa della sedimentazione, nonostante le operazioni periodiche di rilascio dei sedimenti attraverso gli scarichi.

Gestione dei sedimenti

La gestione dei sedimenti avviene principalmente attraverso l'utilizzo degli scarichi di fondo e mediante operazioni di dragaggio. Gli scarichi consentono di rilasciare acqua ad alta velocità durante determinate fasi delle piene, cercando di favorire il trasporto dei materiali solidi verso valle. Questa tecnica, nota come sluicing, permette di limitare almeno parzialmente la deposizione dei sedimenti nel serbatoio. Tuttavia, la posizione degli scarichi di fondo non consente di rimuovere efficacemente tutti i materiali accumulati in prossimità delle opere di presa della centrale idroelettrica. Per questo motivo vengono eseguite anche operazioni di dragaggio meccanico, finalizzate alla rimozione dei depositi che potrebbero compromettere il funzionamento delle turbine.

Il rialzamento della diga ha costituito una risposta al progressivo interrimento del bacino, aumentando notevolmente la capacità di accumulo e migliorando le possibilità di regolazione delle portate. La sedimentazione rimane tuttavia un problema strutturale, che richiede monitoraggio costante e l'adozione di strategie di gestione a lungo termine.

Irrigazione e gestione delle risorse idriche

La diga di Roseires svolge un ruolo importante nella regolazione delle acque destinate all'agricoltura irrigua del Sudan. Il Nilo Azzurro costituisce infatti una delle principali risorse idriche utilizzate per alimentare i grandi progetti agricoli situati nelle pianure centrali e orientali del paese. La regolazione delle portate permette di immagazzinare acqua durante la stagione delle piogge e di rilasciarla nei periodi relativamente più secchi, contribuendo a rendere più stabile la disponibilità idrica. Il progetto di ampliamento della diga è stato concepito anche per migliorare l'efficienza dell'irrigazione e sostenere lo sviluppo agricolo delle regioni a valle.

L'aumento della capacità di accumulo consente una maggiore flessibilità operativa, soprattutto durante gli anni caratterizzati da portate fluviali inferiori alla media. Tuttavia, la quantità effettivamente destinata all'irrigazione dipende anche dalla disponibilità dei canali di distribuzione, dagli impianti di sollevamento e dalle infrastrutture agricole. La costruzione e il potenziamento di tali infrastrutture rappresentano pertanto elementi essenziali per trasformare l'aumento della capacità del serbatoio in una maggiore disponibilità d'acqua per le coltivazioni.

Impatti ambientali e sociali

La realizzazione e il successivo ampliamento della diga di Roseires hanno modificato profondamente il regime idrologico del Nilo Azzurro e le caratteristiche ambientali della valle fluviale. La presenza del serbatoio determina infatti variazioni delle portate naturali, della distribuzione dei sedimenti e della dinamica degli ecosistemi acquatici e ripariali. L'accumulo di sedimenti a monte riduce la quantità di materiali solidi trasportati verso valle e può modificare i processi di erosione e deposizione lungo il corso del fiume. La regolazione delle portate può inoltre alterare la stagionalità delle inondazioni, influenzando gli ambienti alluvionali e le attività economiche che dipendono dalle piene naturali.

Uno studio pubblicato nel 2016 ha documentato importanti modificazioni del regime idrologico e delle condizioni ambientali associate alla diga, evidenziando anche le conseguenze socioeconomiche dell'ampliamento del bacino.

Conseguenze sulle comunità locali

L'ampliamento del serbatoio ha comportato l'allagamento di nuove superfici e la necessità di trasferire parte della popolazione residente nelle aree interessate. Secondo la documentazione relativa al finanziamento del progetto, era previsto il trasferimento di circa 7400 famiglie verso nuovi insediamenti dotati di infrastrutture e servizi sociali. La rilocalizzazione ha rappresentato una delle principali componenti sociali dell'intervento e ha richiesto la realizzazione di abitazioni, collegamenti stradali e strutture destinate alle comunità trasferite.

L'ampliamento del serbatoio ha inoltre modificato l'utilizzo del territorio, influenzando l'agricoltura, l'allevamento, la pesca e le attività economiche locali. Accanto ai benefici attesi in termini di approvvigionamento idrico e produzione energetica, questi cambiamenti hanno comportato importanti conseguenze sulla distribuzione degli insediamenti e sui rapporti tra le comunità e l'ambiente fluviale.

Rapporti con le altre dighe del Nilo Azzurro

La diga di Roseires appartiene a un sistema di grandi infrastrutture idrauliche costruite lungo il Nilo Azzurro e i suoi affluenti. A valle si trova la diga di Sennar, completata nel 1925, mentre a monte, in territorio etiopico, è situata la Grande diga del Rinascimento Etiope, una delle maggiori opere idroelettriche realizzate nel bacino del Nilo.

La presenza di diversi sbarramenti lungo lo stesso sistema fluviale rende necessaria una gestione coordinata delle portate, soprattutto durante la stagione delle piogge e nei periodi di riempimento o svuotamento dei serbatoi. Le modalità operative delle dighe a monte possono influenzare la quantità d'acqua e di sedimenti che raggiunge Roseires, modificando le condizioni di funzionamento del serbatoio sudanese. La regolazione delle portate assume quindi una dimensione transfrontaliera, poiché interessa le risorse idriche condivise tra Etiopia e Sudan.

Uno studio pubblicato nel 2025 ha esaminato l'utilizzo dei dati satellitari per monitorare i serbatoi della Grande diga del Rinascimento Etiope e della diga di Roseires, evidenziando il potenziale delle tecniche di osservazione della Terra nella gestione delle risorse idriche transfrontaliere. La cooperazione tra i paesi del bacino del Nilo Azzurro costituisce pertanto un elemento importante per migliorare la gestione delle risorse idriche, la sicurezza delle infrastrutture e il controllo delle piene.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Sudan - Roseires, su International Hydropower Association.
  2. 1 2 3 (EN) Heightening of the Roseires Dam Rehabilitation Project, su OPEC Fund for International Development.
  3. 1 2 (EN) Annual Report 2008 (PDF), Arab Fund for Economic and Social Development, 2008.
  4. 1 2 (EN) Sudan inaugurates Roseires Dam (PDF), in OFID Quarterly, OPEC Fund for International Development, aprile 2013, pp. 24–25.
  5. 1 2 (EN) Enhancing Transboundary Water Governance Using African Earth Observation Data Cubes in the Nile River Basin: Insights from the Grand Ethiopian Renaissance Dam and Roseries Dam, in Water, vol. 17, n. 13, 2025, p. 1956.
  6. ↑ (EN) Technical Features of the Roseires Dam (PDF), Banca Mondiale.
  7. ↑ (EN) Alessandra Crosato, Paolo Paron, Yasir A. Mohamed e Yasir S. A. Ali, Transboundary sediment transfer from source to sink using a mineralogical analysis. Case study: Roseires Reservoir, Blue Nile, Sudan, in International Journal of River Basin Management, vol. 16, n. 4, 2018, DOI:10.1080/15715124.2017.1411919.
  8. ↑ (EN) Hydrological, socio-economic and reservoir alterations of Er Roseires Dam in Sudan, in Science of the Total Environment, 566–567, 2016, pp. 938–948, DOI:10.1016/j.scitotenv.2016.05.029.

Bibliografia

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