Dina Carroll

Dina Carroll
NazionalitàRegno Unito (bandiera) Regno Unito
GenereSoul
Rhythm and blues
Dance pop
Periodo di attività musicale1981 – 2003 (inattiva dal 2003)
Album pubblicati4
Studio2
Raccolte2

Geraldine Carroll, detta Dina (Newmarket, 21 agosto 1968), è una cantante britannica.

Ha pubblicato solo due album ma di grande successo nel Regno Unito tra il 1993 ed il 1996.

Biografia

Di origini scozzesi e afroamericane, ha iniziato a cantare negli anni '80. Nel 1989 ha firmato un contratto con Jive Records/Zomba Records. Dopo alcuni singoli e un paio di collaborazioni (Brothers in Rhythm, Quartz), nel gennaio 1993 pubblica il suo primo album discografico So Close (A&M Records). Il disco ottiene un clamoroso successo debuttando alla posizione #2 della Official Albums Chart e rimanendo nella "top 20" per sei mesi. Nel 1994 riceve il premio ai BRIT Awards 1994 nella categoria "artista femminile". L'album viene anche candidato al Premio Mercury. Il sesto singolo estratto dall'album è quello che ha avuto più successo: si tratta di Don't Be a Stranger.

Dopo esser passata alla Mercury Records, pubblica due importanti singoli (The Perfect Year e Escaping) prima del suo secondo album Only Human, diffuso nel 1996. Anche questo album raggiunge la posizione #2 della classifica di vendite britannica.

Durante le registrazioni di questo disco le viene diagnosticata l'otosclerosi, una malattia ereditaria che le aveva colpito le orecchie. Nonostante questo ha continuato a lavorare prima di essere sottoposta ad un intervento chirurgico di sostituzione del timpano. Dopo un ragionevole recupero, tornò a lavorare per il terzo album nel 1998. Si recò a Los Angeles con il produttore Rhett Lawrence. Pubblicò anche un singolo (One, Two, Three), ma la pubblicazione dell'album fu annullata perché l'artista non era soddisfatta del lavoro fatto a livello di missaggio.

Nel 2001 ha pubblicato un nuovo singolo inserito in una raccolta dal titolo (Someone Like You), cover di Van Morrison.

Discografia

Album
Raccolte
Singoli
Video

Note

  1. ↑ chart, su chartstats.com. URL consultato il 20 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2013).

Collegamenti esterni

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