Dipodillus rupicola

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Dipodillus rupicola
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Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
FamigliaMuridae
SottofamigliaGerbillinae
GenereDipodillus
SpecieD.rupicola
Nomenclatura binomiale
Dipodillus rupicola
L.Granjon, V.M.Aniskin, V.Voloboue, & B.Sicard, 2002

Dipodillus rupicola (L.Granjon, V.M.Aniskin, V.Volobouev & B.Sicard, 2002) è un Roditore della famiglia dei Muridi endemico del Mali.

Descrizione

Dimensioni

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 95 e 106 mm, la lunghezza della coda tra 136 e 142 mm, la lunghezza del piede tra 26 e 27 mm, la lunghezza delle orecchie tra 14,5 e 16,5 mm e un peso fino a 39 g.

Aspetto

Le parti dorsali sono castane, con la base dei peli grigia, mentre le parti ventrali sono interamente bianche. La linea di demarcazione lungo i fianchi è netta. Sono presenti delle macchie bianche distinte sopra e davanti ogni occhio e dietro la base di ogni orecchio. Le orecchie sono relativamente grandi. Le zampe sono bianche. La coda è più lunga della testa e del corpo e termina con un ciuffo di peli scuri. La pianta dei piedi è priva di peli. Il cariotipo è 2n=52 FNa=68.

Biologia

Comportamento

È una specie terricola e notturna.

Distribuzione e habitat

Questa specie è conosciuta soltanto lungo il corso centrale del Fiume Niger, nel Mali.

Vive in zone rocciose e colline circondate da savane aride.

Conservazione

La IUCN Red List, sebbene sia conosciuta soltanto in poche località ma con un habitat attualmente privo di minacce e una popolazione presumibilmente numerosa, classifica D.rupicola come specie a rischio minimo (Least Concern).

Note

  1. 1 2 3 (EN) Granjon, L. 2008, Dipodillus rupicola, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Dipodillus rupicola, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ↑ Happold, 2013.

Bibliografia

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