Suffragio universale

Le suffrage universel, litografia di Frédéric Sorrieu dedicata a Ledru-Rollin, il fautore del suffragio universale maschile in Francia del 1848.

Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini, normalmente al raggiungimento della maggiore età, possono esercitare il diritto di voto e partecipare alle elezioni politiche e amministrative, e ad altre consultazioni pubbliche (come i referendum), senza alcuna restrizione di natura culturale, socioeconomica o psicologica (per es. di etnia, ceto, genere, orientamento sessuale); è perciò contrapposto al suffragio ristretto, che può essere fondato sul censo (suffragio censitario), sul sesso (suffragio maschile, perché il diritto di voto non è riconosciuto alle donne) o sul grado d'istruzione.

Storia

Generalmente viene considerata come iniziale la data del 1893, in cui la Nuova Zelanda introdusse, primo Stato al mondo, il suffragio universale, quindi maschile e femminile. In realtà, per quanto riguarda il suffragio femminile, almeno due precedenti vanno citati: durante la cosiddetta Epoca della libertà svedese, tra il 1718 e il 1772, ci fu un ristretto diritto di voto per le donne; nella Repubblica di Corsica tra il 1755 e il 1769, in virtù della costituzione promulgata da Pasquale Paoli. Anche la Repubblica Romana del 1849, che durò pochi mesi, prevedeva in teoria il suffragio universale maschile e femminile, non menzionando il sesso degli elettori.

In Francia, nel 1792, in seguito alla Rivoluzione francese fu introdotto il suffragio universale, anche se fu abolito pochi anni dopo dal Direttorio. Nel corso dell'Ottocento, gli Stati europei si mossero su questa strada: da un suffragio ristretto - per la maggior parte dei casi attribuito a una porzione della popolazione in base a criteri censitari o relativi all'istruzione - si passò via via al suffragio universale. Il primo paese europeo ad aver introdotto il suffragio universale fu la Finlandia, nel 1906[fonte, ottava riga]. In Russia fu introdotto nel 1917 a seguito della rivoluzione di febbraio e riconfermato dalla Costituzione sovietica del 1918.

In Italia, nel 1912 il governo Giolitti introdusse il suffragio universale maschile per chi avesse compiuto trent'anni con legge del 30 giugno 1912, n. 666. Nel 1918 tale diritto fu esteso ai maschi che avessero compiuto 21 anni o che avessero effettuato in servizio militare. Questo diritto fu soppresso nel primo dopoguerra sotto il governo fascista nel 1928. Dal 1945 in Italia sarà effettivo e stabile.

Nel XX secolo, a partire dagli anni novanta è stato istituito in tutto il mondo, eccetto in alcuni gruppi di paesi musulmani e Città del Vaticano.[senza fonte]

Descrizione

In base a esso viene garantito il diritto di voto come fondamentale espressione di democrazia diretta dal basso (si ammette tuttavia che in caso di condanna per determinati reati, al condannato si possa sospendere il diritto di voto, temporaneamente o permanentemente). Storicamente si può distinguere tra il suffragio universale maschile, con restrizione al solo sesso maschile, e il suffragio universale propriamente detto, che comprende il completo suffragio femminile. Il suffragio universale è opposto al suffragio ristretto, in cui a votare sono solo coloro che rispettano certi requisiti.

Il principio di suffragio universale è correlato alle idee di volontà generale e di rappresentanza politica promosse da Jean-Jacques Rousseau: in base a questi principi, si elabora l'assunto in base al quale la rappresentanza politica trova legittimazione nella propria volontarietà.

I cittadini e le cittadine, nei moderni Stati democratici, sono alla base del sistema politico e col suffragio universale viene eletto l'organo legislativo di uno Stato; nelle repubbliche presidenziali, ciò avviene anche per l'elezione del capo dello Stato. Il principio del suffragio universale maschile è stato introdotto per la prima volta durante la Rivoluzione francese dal Comitato di salute pubblica.

Nel mondo

Francia

A partire dalla Rivoluzione francese del 1789, si verificano molte insurrezioni e manifestazioni popolari per ottenere per tutti il diritto al voto, non solo nel rispetto dei principi della rivoluzione, ma anche per il sentimento patriottico e nazionalistico che sarebbe risultato incrementato e cementato dalla partecipazione attiva di tutta la popolazione.

Italia

Stati Uniti d'America

"Il voto alle donne" pennant del XX secolo

Regno Unito

Le leader della WSPU: Annie Kenney (a sinistra) e Christabel Pankhurst

È uno tra i primi paesi europei ad attuare riforme elettorali tendenti a universalizzare il voto:

Altri Stati

PaeseAnno di passaggio
Albania1945
Andorra1970
Arabia Saudita2015
Argentina1947
Australia1902
Belgio1948
Brasile1932
Canada1920
Cile1949
Danimarca1917
Ecuador1924
Emirati Arabi Uniti2006
Finlandia1906
Francia1945
Germania1919
Giappone1946
Indonesia1949
Iran1963
Irlanda1918
Israele1948
Italia1946
Liechtenstein1984
Kuwait2005
Norvegia1913
Nuova Zelanda1893
Oman1994
Regno Unito1918
Pakistan1956
Polonia1918
Portogallo1931
Principato di Monaco1962
Qatar2003
Russia1917
Romania1918
San Marino1959
Serbia1946
Siria1949
Spagna1931
Slovacchia1920
Slovenia1946
Sudafrica1930
Svezia1917
Svizzera1971
Turchia1923
Tunisia1959
Uruguay1917
USA1965

Note

  1. ↑ suffragio, Treccani, su treccani.it.
  2. ↑ Thierry Ottaviani, La Corse pour les Nuls, Editions Générales, 2010, ISBN 978-2754015462.
  3. 1 2 Articolo 17 della Costituzione della Repubblica Romana: "Ogni cittadino che gode i diritti civili e politici a 21 anni è elettore, a 25 eleggibile".
  4. 1 2 3 Il suffragio universale, su legislature.camera.it. URL consultato il 19 gennaio 2025.
  5. ↑ Nel maggio 1927 Mussolini aveva annunciato "noi seppelliamo la menzogna del suffragio universale democratico", cfr. Ferrari, 1983
  6. ↑ Francesco Luigi Ferrari, Il regime fascista italiano, Ed. di Storia e Letteratura, 1983, p. LX.
  7. ↑ "The progressive enlargement of suffrage through to 1913 when universal suffrage among males was granted (...) was a true constitutional change, for it transformed an oligarchical constitution into a democratic one": Bernardo Giorgio Mattarella, ADMINISTRATIVE LAW IN ITALY: AN HISTORICAL SKETCH (1), Riv. trim. dir. pubbl., fasc.4, 2010, pag. 1009.
  8. ↑ Francesco Calasso, Enciclopedia del diritto, vol. 14, Giuffrè, 1958, p. 664.
  9. ↑ Giampiero Buonomo, Incompatibilità e ragionevolezza, in Diritto e giustizia, 5 luglio 2003.
  10. ↑ La donna finlandese vuole essere libera di badare a sé stessa[collegamento interrotto], su guidafinlandia.info. URL consultato il 30 marzo 2014.
  11. ↑ A livello confederale, a livello cantonale le date differiscono, ad esempio Appenzello Interno concesse il voto alle donne solo nel 1991.
  12. ↑ History of Federal Voting Rights Laws: The Voting Rights Act of 1965 e successive modifiche, emendato nel 1975 e stabilizzato nel 2006, su justice.gov, United States Department of Justice. URL consultato il 9 marzo 2015.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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