| Distretto di Tradate | |||||
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| Informazioni generali | |||||
| Capoluogo | Tradate 1450 abitanti (1751) | ||||
| Dipendente da | Dipartimento del Verbano Dipartimento d'Olona (dal 1798) | ||||
| Suddiviso in | 18 comuni (25 dal 1798) | ||||
| Amministrazione | |||||
| Forma amministrativa | Distretto | ||||
| Organi deliberativi | Municipalità | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | 1797 | ||||
| Causa | Invasione napoleonica | ||||
| Fine | 1801 | ||||
| Causa | Proclamazione della Repubblica Italiana | ||||
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Il distretto di Tradate era il nome di un distretto ideato dal governo giacobino della Repubblica Cisalpina nel dipartimento del Verbano, e nel dipartimento d'Olona dopo il colpo di Stato del 1798.
La Costituzione della Repubblica Cisalpina progettò un nuovo ordinamento degli enti locali lombardi, partendo dal presupposto di una nuova geografia basata su una razionalizzazione illuministica anziché sul retaggio di secoli di storia. La funzione dei distretti, che andavano a sostituire l'istituto plurisecolare della pieve, sarebbe divenuto quello di svolgere le più alte funzioni municipali nelle aree di notevole parcellizzazione comunale.
Nell'area nordoccidentale milanese, l'antichissima pieve di Castelseprio, il cui capoluogo nominale era decaduto da addirittura mezzo millennio, fu lasciata invariata ma venne riportata sotto Varese riproponendo l'innovativa riforma di Giuseppe II di pochi anni prima. Il distretto venne classificato col numero 18.
Definito dalla legge 6 germinale anno VI, l'ente non riuscì ad avere una vera applicazione fino al colpo di Stato militare che rovesciò il primo governo giacobino sostituendolo con uno più finalizzato ad ottenere risparmi per la guerra. Il distretto di Tradate, riportato sotto Milano col numero 19, fu ampliato guadagnando pezzi a est dalla pieve di Appiano e non solo, per un totale di 17.000 abitanti.
Dopo un solo anno l'invasione austriaca travolse comunque tutto ristabilendo in pieno comuni e vecchie pievi. Anche quando l’anno successivo, il 1800, prontamente tornarono i francesi, si preferì a questo punto mantenere provvisoriamente le autorità locali in essere fino a che nel 1801 questo livello amministrativo venne definitivamente superato a favore dei cantoni.
I comuni inizialmente ricompresi furono gli stessi della pieve.
Dopo il golpe l’elenco fu allungato con Gerenzano, Cassina Massina e Cislago, e con Mozzate, Locate Varesino, Carbonate e Turate, ma tutto fu subito annullato dagli austriaci.