
Lo ione ditionato (nome tradizionale e IUPAC) è un ossoanione di formula S2O2−6, la cui formula di struttura è −O3S−SO3−; la sua massa molecolare è 160,13 u. Un altro suo nome sistematico è esaossodisolfato(V). Questo ione è il membro zero dei politionati, nei quali sono inseriti n atomi di zolfo tra due gruppi terminali SO3−, e che pertanto hanno formula di struttura generale −O3S−Sn−SO3−, dove n può anche arrivare anche a 20.
Lo zolfo è qui esavalente come nel solfato, ma, data la presenza nello ione del legame S−S, ha numero di ossidazione +5, invece che +6.
Questo dianione deriva dalla doppia deprotonazione dell'acido ditionico (H2S2O6, noto solo in soluzione), che è ritenuto un acido forte e, solo formalmente, dall'addizione di anidride solforosa allo ione solfato (SO2 + SO42− → S2O2−6).
Viene preparato per ossidazione dell'anidride solforosa (SO2) con biossido di manganese (MnO2) in soluzione acquosa a ≈ 0 °C:
Poi l'anione viene precipitato come BaS2O6 (sale poco solubile) e il precipitato viene addizionato di acido solforico in quantità equimolecolare, ottenendo così una soluzione acquosa concentrata di acido ditionico:
Sali tipici contenenti lo ione ditionato sono il ditionato di sodio (Na2S2O6), il ditionato di potassio (K2S2O6) e il ditionato di bario (Ba(S2O6)2).
In presenza di forti ossidanti o riducenti prende parte a reazioni di ossidoriduzione formando ioni solfato nel primo caso, e ioni solfito o ditionito nel secondo. La specie è sufficientemente stabile dal punto di vista cinetico da permettere di bollire le sue soluzioni acquose senza che si decomponga.
L'irradiazione con raggi gamma di ditionati metallici produce anioni ralicalici SO3•−. L'elettrone spaiato in esso presente può essere facilmente rivelato dalla risonanza paramagnetica elettronica e in tal caso il ditionato di bario è stato proposto come composto base per realizzazione di dosimetri di radiazioni ionizzanti.
Il dianione −O3S−SO3− può fungere da ligando bidentato.