Divi filius è una frase latina che significa "figlio di un dio" ed era un titolo molto usato dall'imperatore Augusto, pronipote e figlio adottivo di Giulio Cesare.
Il 1º gennaio del 42 a.C., quasi due anni dopo l'assassinio di Giulio Cesare ma prima della vittoria finale del secondo triumvirato contro i cesaricidi, il senato riconobbe Cesare come divinità. Da quel momento in poi dunque ci si riferì a lui come Divus Iulius, mentre suo figlio Ottaviano si fece chiamare Divi filius o Divi Iulii filius. Questi usò inoltre questo titolo per incrementare il suo prestigio politico e superare i rivali nella scalata al potere. Costituì per lui infatti un utile strumento di propaganda e fu inciso nelle monete da lui battute.
Poiché molti imperatori furono divinizzati post mortem, il titolo Divi filius fu assunto dai loro successori, come ad esempio nel caso del successore di Augusto, Tiberio, o come per Nerone e Domiziano.