Domenico Maggio, detto Mimì (Napoli, 2 febbraio 1879 – Roma, 6 giugno 1943), è stato un attore e cantante italiano.
Figlio di Vincenzo, pizzaiolo che aveva la bottega al Borgo Maddalena, fu il capostipite di una famiglia di teatranti; artista passionale, ricco di fascino e di buone qualità canore, è stato l'interprete preferito dei più importanti autori e dei migliori impresari del café chantant d'inizio '900. Debuttò all'età di 20 anni, al Teatro Rossini di Napoli, duettando con Elvira Catania.
Dopo alcune esibizioni al Teatro Rossini, la sua attività lavorativa diventò più intensa, e di conseguenza anche la sua fama.
Nel 1910 formò il trio Maggio-Coruzzolo-Ciaramella, con Silvia Coruzzolo e Roberto Ciaramella, rappresentando le prime sceneggiate napoletane, venendo così ritenuto il "padre della sceneggiata napoletana".
Nel 1916 mise su una Formazione dove militò un giovanissimo Totò e con cui rappresentò Pupatella, di Libero Bovio e Francesco Buongiovanni.
Nei primi anni del secolo incise anche alcuni 78 giri; inoltre partecipò nel 1921 alla "1° Piedigrotta Partenope", la prima gara canora piedigrottesca legata alla casa di edizioni musicali Partenope con la canzone A vedova (scritta da Nicola Cinque e Francesco Esposito). Tra le altre canzoni da lui lanciate è da ricordare Canta maggio, che è stata una delle prime scritte da Cesare Andrea Bixio.
Si sposò con Antonietta Gravante nel 1900, una cabarettista di successo, proveniente da una ricca famiglia, figlia d'arte (discendeva da svariate generazioni, sette secondo la tradizione familiare, di artisti circensi). La coppia ebbe 16 figli, di cui 7 seguirono le orme paterne: Icario, Rosalia, Pupella, Dante, Beniamino, Enzo e Margherita. Mimì Maggio morì a Roma, il 6 Giugno 1943, all'età di 64 anni.