Doppio decadimento beta

Il doppio decadimento beta (2νββ) è un decadimento radioattivo molto raro in cui un nucleo atomico con numero di massa A e carica Z decade attraverso la trasformazione simultanea di due neutroni in due protoni, con l'emissione di due elettroni e di due antineutrini elettronici:

(A,Z)→(A,Z+2)+2e−+2ν¯e.

L'esistenza di questo decadimento fu proposta dalla fisica Maria Goeppert-Mayer nel 1935 e fu osservato per la prima volta nel 1950 con tecniche geochimiche nel 130Te. La prima rivelazione diretta di questo processo fu ottenuta nel 1987 nel nuclide 82Se che decade in 82Kr, utilizzando una camera a proiezione temporale.

Questa trasformazione nucleare è tra le più rare che si conoscano ed è stata osservata in più di una dozzina di nuclidi diversi, con emivite comprese tra circa 1018 e 1024 anni (per confronto, l'età dell'Universo è di circa 1,4×1010 anni).

Il decadimento senza neutrini (0νββ)

(A,Z)→(A,Z+2)+2e−

fu proposto per la prima volta da W. H. Furry nel 1939 come possibile conseguenza dell'ipotesi che i neutrini siano particelle di Majorana. A differenza del decadimento con emissione di due antineutrini, questo decadimento viola la conservazione del numero leptonico (ΔL = 2) ed è pertanto proibito nel modello standard della fisica delle particelle. La sua osservazione implicherebbe che i neutrini siano particelle di Majorana. Ad oggi il decadimento non è stato osservato sperimentalmente, ma gli sforzi sperimentali si concentrano su di esso per le profonde conseguenze scientifiche che deriverebbero dalla sua scoperta, dalla natura del neutrino all'origine della sua massa e all'asimmetria tra materia e antimateria nell'universo.

Doppio decadimento beta con emissione di due antineutrini

Emivite per i decadimenti doppio beta con emissione di due antineutrini (valori medi/raccomandati).
Le emivite sono ottenute da misure dirette, ad eccezione di 128Te e 130Ba (misure geochimiche) e di 238U (misura radiochimica).
IsotopoDecadimentoT1/2 (anni)
48Ca2β−(5,96 +1,39/−1,08) × 1019
76Ge2β−(1,745 ± 0,089) × 1021
82Se2β−(9,16 ± 0,45) × 1019
78Kr2EC(1,90 +1,33/−0,76) × 1022
96Zr2β−(2,335 ± 0,210) × 1019
100Mo2β−(7,08 ± 0,14) × 1018
100Mo2β− → 0+1(6,92 ± 0,85) × 1020
116Cd2β−(2,738 ± 0,120) × 1019
128Te2β−(2,167 ± 0,200) × 1024
130Te2β−(8,69 ± 0,18) × 1020
124Xe2EC(1,10 ± 0,22) × 1022
136Xe2β−(2,240 ± 0,061) × 1021
130Ba2EC(1,4 ± 0,8) × 1021
150Nd2β−(1,160 ± 0,370) × 1019
150Nd2β− → 0+1(1,17 +0,26/−0,21) × 1020
238U2β−(2,0 ± 0,6) × 1021
Spettri della somma delle energie cinetiche dei due elettroni emessi nel decadimento doppio beta con emissione di due antineutrini (2νββ) e senza emissione di antineutrini (0νββ). Calcolati per lo 136Xe.

Il decadimento doppio beta con emissione di due antineutrini (2νββ) è un processo nucleare del secondo ordine nell'interazione debole, previsto dal modello standard. La velocità di decadimento Γ è proporzionale alla quarta potenza della costante di Fermi GF (Γ∝GF4) e il numero leptonico totale si conserva (ΔL = 0). Le emivite misurate vanno da circa 1018 a 1024 anni, molto oltre l'età dell'universo: sono tra le più lunghe mai misurate direttamente. È l'unica modalità di decadimento doppio beta osservata sperimentalmente, i valori medi misurati sono riportati in tabella.

Condizioni per il decadimento

Il decadimento doppio beta è osservabile quando il decadimento beta singolo verso il nucleo intermedio (A, Z+1) non avviene oppure è fortemente sfavorito. Ciò può accadere perché il nucleo intermedio risulta energeticamente inaccessibile, a causa dell'energia di appaiamento che rende i nuclei pari-pari (cioè quelli con un numero pari sia di protoni che di neutroni) più stabili dei vicini nuclei dispari-dispari, oppure perché il decadimento beta singolo richiede una grande variazione di spin. Per questo motivo tutti gli emettitori ββ osservati sono nuclei pari-pari.

Canali di decadimento

Il doppio decadimento beta negativo (2β−) precedentemente introdotto è il caso più comune di decadimento.

Sono comunque possibili altri processi che riducono il numero atomico di due unità:

  • doppia cattura elettronica (2EC): (A,Z)+2e−→(A,Z+2)+2νe
  • cattura elettronica con emissione di positrone (ECβ+): (A,Z)+e−→(A,Z+2)+e++2νe
  • doppia emissione di positroni (2β+): (A,Z)→(A,Z+2)+2e++2νe

Finora sono state osservate solo le doppie catture elettroniche con emissione di due neutrini (78Kr, 124Xe, 130Ba), mentre ECβ+ e 2β+ non sono state osservate.

Firma sperimentale

Poiché i due antineutrini sfuggono al rivelatore portando via parte dell'energia, la somma delle energie dei due elettroni ha uno spettro continuo, con massimo al di sotto del valore Qββ (cioè dall'energia totale disponibile per i prodotti del decadimento) della transizione. Nel decadimento senza antineutrini, discusso nel paragrafo successivo, i due elettroni avrebbero a disposizione l'intera energia disponibile, producendo un picco monoenergetico in corrispondenza di Qββ. I due diversi spettri energetici sono illustrati in figura. La capacità di distinguere sperimentalmente i due processi dipende in modo cruciale dalla risoluzione energetica del rivelatore.

Doppio decadimento beta senza antineutrini

Il doppio decadimento beta senza antineutrini (0νββ) è un processo ipotetico in cui un nucleo (A, Z) si trasforma in (A, Z + 2) con l'emissione di due soli elettroni.

Poiché non vengono emessi antineutrini, il numero leptonico varia di due unità (|ΔL|=2), a differenza del doppio decadimento beta con due antineutrini, che lo conserva. Il processo può quindi avvenire solo se il numero leptonico non è conservato, il che richiede che i neutrini siano particelle di Majorana.

Se il neutrino è una particella di Majorana, il suo campo coincide con il proprio coniugato di carica, cioè con il campo che descrive l'antiparticella:

ν=νC.

Neutrino e antineutrino sarebbero quindi la stessa particella e si distinguerebbero soltanto per l'elicità.

Diagramma di Feynman del decadimento doppio beta con emissione di due antineutrini (2νββ).
Diagramma di Feynman del decadimento doppio beta senza emissione di due antineutrini (0νββ), mediato da un neutrino di Majorana.

Se i neutrini sono di Majorana, nel 0νββ un solo neutrino virtuale viene scambiato fra i due vertici deboli del decadimento, come illustrato in figura. Poiché le correnti deboli accoppiano soltanto campi di chiralità sinistra, il primo vertice emette, nel limite ultrarelativistico, un antineutrino di elicità quasi interamente positiva, mentre il secondo vertice può assorbire soltanto un neutrino di elicità quasi interamente negativa. Se i neutrini sono massivi, gli autostati di massa non sono autostati della chiralità e lo stato emesso contiene una piccola componente di elicità negativa, con ampiezza dell'ordine di mi/E, che può essere assorbita al secondo vertice. L'ampiezza del processo è quindi proporzionale alla massa efficace di Majorana mββ:

mββ=|∑i=13Uei2mi|,

dove la somma è estesa ai tre stati di massa e Uei sono gli elementi della prima riga della matrice di mescolamento completa U (si veda oscillazione di neutrini), che incorpora le fasi di Majorana e non solo la parte analoga al caso di Dirac.

I processi 2EC, ECβ+ e 2β+, descritti in precedenza, possono avvenire anch'essi senza emissione di neutrini. Dal punto di vista sperimentale risultano però meno favorevoli del ββ0ν a causa del minore spazio delle fasi disponibile.

L'osservazione sperimentale del 0νββ avrebbe implicazioni profonde. I neutrini sarebbero i primi fermioni elementari di Majorana osservati e il numero leptonico totale risulterebbe non conservato: una violazione di questo tipo potrebbe essere collegata, attraverso il meccanismo della leptogenesi, all'asimmetria cosmica tra materia e antimateria.

Nelle teorie oltre il modello standard il 0νββ potrebbe essere mediato da meccanismi diversi dallo scambio di un neutrino leggero di Majorana, ad esempio correnti destrorse o scambio di particelle supersimmetriche. Come mostrato per la prima volta da Schechter e Valle, l'osservazione del 0νββ implica tuttavia, indipendentemente dal meccanismo, che i neutrini abbiano una massa di Majorana.

Emivita e massa efficace di Majorana

Gli esperimenti sul 0νββ consentono di porre limiti sul tempo di dimezzamento del processo, che nel caso di scambio di un neutrino leggero di Majorana è legato ai parametri fondamentali dalla relazione:

(T1/20ν)−1=G0ν(Q,Z)gA4|M0ν|2mββ2me2

dove G0ν è il fattore di spazio delle fasi (in anni−1), M0ν l'elemento di matrice nucleare (adimensionale), gA l'accoppiamento assiale e me la massa dell'elettrone.

Una misura del tempo di dimezzamento consentirebbe di ricavare mββ, ma con un'incertezza dominata da quella sugli elementi di matrice nucleari. Analogamente, un limite inferiore sperimentale su T1/20ν si traduce in un limite superiore su mββ il cui valore dipende dal modello nucleare adottato. Entrambe le conversioni valgono nell'ipotesi che il processo sia mediato dallo scambio di neutrini leggeri di Majorana.

Spazio delle fasi ed elementi di matrice nucleari

Il fattore G0ν(Q,Z) descrive la cinematica dei due elettroni emessi e dipende dal Q valore della transizione, cioè dall'energia totale disponibile per i prodotti del decadimento, e dalla carica nucleare Z. Cresce rapidamente all'aumentare di Qββ (approssimativamente come Qββ5), rendendo più favorevoli gli isotopi con un'elevata energia disponibile. Può essere calcolato con elevata precisione tenendo conto dell'interazione coulombiana tra gli elettroni emessi e il nucleo.

L'elemento di matrice nucleare M0ν descrive la struttura nucleare della transizione tra lo stato fondamentale 0+ del nucleo iniziale e quello del nucleo finale. Viene calcolato a partire dalle correnti deboli adroniche e leptoniche, includendo la dipendenza dal momento trasferito. Poiché non è direttamente osservabile, il suo valore deve essere stimato mediante modelli di struttura nucleare, che talvolta presentano differenze significative tra i diversi approcci teorici.

Tra le principali fonti di incertezza vi sono:

  • la scelta del modello di struttura nucleare utilizzato;
  • il cosiddetto quenching della costante di accoppiamento assiale gA. Tradizionalmente i modelli assumono il valore del nucleone libero, gA≃1,27, mentre studi più recenti suggeriscono un valore efficace ridotto gAeff=qgA, con q≃0,74–0,8, dipendente dal nucleo considerato. Poiché il tasso di decadimento dipende approssimativamente da (gAeff)4, una riduzione di gAeff comporta un aumento del tempo di dimezzamento previsto e rende più difficile l'osservazione sperimentale del processo;
  • il trattamento delle correlazioni nucleone-nucleone a corto raggio.

I metodi ab initio costituiscono uno dei più recenti sviluppi teorici volti a ridurre tali incertezze: i primi calcoli degli elementi di matrice del ββ0ν hanno riguardato il 48Ca.

Ricerche sperimentali

Sensibilità e requisiti sperimentali

In un esperimento di ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini il numero di eventi attesi è proporzionale alla massa dell'isotopo ββ, Mββ, e al tempo di misura, t, ed è inversamente proporzionale all'emivita del decadimento. Indicando con ε l'efficienza di rivelazione, con W la massa molare dell'isotopo e con NA il numero di Avogadro, il numero di eventi attesi N può essere stimato come:

N=ln⁡2NAWεMββtT1/20ν

per tempi di misura molto più brevi dell'emivita. Per un'emivita di 1027 anni, anche in condizioni ideali, con efficienza unitaria, risoluzione perfetta e assenza di fondo, sono necessari circa 330 kg·anno di 136Xe per attendersi mediamente un evento. La ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini richiede quindi l'impiego di grandi quantità di isotopo, generalmente arricchito.

In assenza di segnale osservato, un esperimento può escludere le emivite per le quali il numero di eventi attesi supera un valore limite NUL, compatibile con il livello di confidenza prescelto (circa 2,3 al 90% C.L. in assenza di fondo e di eventi osservati). Ponendo N = NUL nella relazione precedente si ottiene l'emivita minima che l'esperimento è in grado di escludere, cioè la sua sensibilità:

T1/20ν=ln⁡2NAWεMββtNUL

Poiché mββ∝1/T1/20ν, la sensibilità sulla massa efficace di Majorana migliora con l'esposizione (Mββt), ma con una dipendenza diversa a seconda del livello di fondo. In regime background-free, NUL è pressoché costante e si ha:

mββ∝(εMββt)−1/2

Quando invece il fondo domina l'incertezza statistica, NUL cresce come la radice quadrata del numero di eventi di fondo attesi e la sensibilità segue approssimativamente la relazione

mββ∝ε−1/2(BΔEMββt)1/4

dove B è l'indice di fondo, espresso in conteggi per unità di energia, massa e tempo, mentre ΔE rappresenta l'ampiezza della regione di interesse centrata sul valore Qββ.

Per ridurre il fondo radioattivo, gli esperimenti sono generalmente installati in laboratori sotterranei e utilizzano schermature passive e attive, materiali caratterizzati da concentrazioni estremamente basse di radionuclidi naturali, sistemi per l'abbattimento del radon e tecniche di discriminazione degli eventi, quali veto attivi, identificazione delle particelle, analisi topologica e selezione di un volume fiduciale.

Oltre a mantenere livelli di fondo estremamente bassi, un esperimento competitivo richiede:

  • un'elevata risoluzione energetica, che consente di restringere la regione di interesse attorno a Qββ e di limitare il contributo del decadimento doppio beta con emissione di due neutrini;
  • un'elevata efficienza di rivelazione; poiché la sensibilità su mββ dipende da ε−1/2, un raddoppio dell'efficienza produce un miglioramento equivalente a quello ottenibile quadruplicando l'esposizione o riducendo il fondo di un fattore quattro;
  • un isotopo caratterizzato da elevato valore di Qββ, elementi di matrice nucleare favorevoli e sufficiente abbondanza naturale o facilità di arricchimento, tali da permettere l'impiego di grandi masse.

Isotopi candidati

Principali isotopi candidati per la ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini
IsotopoQββ
(keV)
Abb.
(%)
Eventi
attesi
T1/20ν
(anni)
mββ
(meV)
Esperimento
48Ca42720,1987>5,8×10223500–
22000
ELEGANT VI
76Ge20397,855>1,9×102675–200GERDA + MAJORANA
+ LEGEND-200
82Se29958,851>4,6×1024263–545CUPID-0
96Zr33502,844>9,2×10217200–
19500
NEMO-3
100Mo30349,842>2,9×1024210–610AMoRE-I
116Cd28137,536>2,2×10231000–
1700
Aurora
130Te252734,132>3,5×102570–250CUORE
136Xe24588,931>3,8×102628–122KamLAND-Zen
800
150Nd33715,628>2,0×10221600–
5300
NEMO-3
Eventi attesi: 1 t di isotopo arricchito al 100%, 10 anni di misura, efficienza unitaria, fondo nullo, T1/20ν = 1027 anni. Limiti su T1/20ν al 90% di livello di confidenza. Gli intervalli sui limiti su mββ riflettono la dispersione dei calcoli degli elementi di matrice nucleare e le diverse convenzioni adottate dalle collaborazioni, e non sono necessariamente confrontabili in modo diretto tra esperimenti differenti.

I requisiti descritti limitano il numero di isotopi realmente competitivi, fra i 35 possibili in natura, per la ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini. La tabella riassume i principali nuclei candidati impiegati negli esperimenti attuali e i migliori limiti sperimentali disponibili.

Principali esperimenti

I diversi isotopi candidati sono studiati mediante tecniche sperimentali molto differenti, che comprendono scintillatori liquidi caricati con isotopi ββ, rivelatori bolometrici criogenici, semiconduttori al germanio ad alta purezza e camere a proiezione temporale. Di seguito sono descritti i programmi sperimentali che hanno fornito i risultati più significativi nella ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini.

KamLAND-Zen e KamLAND2-Zen

KamLAND-Zen è un esperimento dedicato alla ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini del 136Xe presso il laboratorio sotterraneo di Kamioka, nella prefettura di Gifu (Giappone). L'esperimento utilizza 745 kg di xenon arricchito al (90,85±0,13)% in 136Xe, disciolto in scintillatore liquido all'interno del rivelatore KamLAND. Nell'ultima fase operativa, denominata KamLAND-Zen 800, l'apparato ha raggiunto una risoluzione energetica pari a σE/E=6,7%/E(MeV), un'efficienza complessiva dell'84% e un indice di fondo nella regione di interesse inferiore a 8,6×10-5 conteggi/(keV·kg·anno).

Combinando un'esposizione di 2,1 ton·anno di 136Xe raccolta da KamLAND-Zen 800 con quelle delle fasi precedenti, la collaborazione ha stabilito un limite inferiore sull'emivita del decadimento doppio beta senza neutrini pari a 3,8×1026 anni (90% C.L.). Il risultato corrisponde a un limite superiore sulla massa efficace di Majorana mββ compreso fra 28 e 122 meV.

La futura evoluzione dell'esperimento, denominata KamLAND2-Zen, mira a incrementare la sensibilità mediante una maggiore massa isotopica, una migliore raccolta della luce e una più efficace soppressione dei fondi cosmogenici. Il progetto prevede l'impiego di circa 1000 kg di 136Xe, nuovi fotomoltiplicatori ad alta efficienza quantica, concentratori ottici e uno scintillatore con maggiore resa luminosa, con l'obiettivo di migliorare di circa un fattore due la risoluzione energetica e raggiungere una sensibilità all'emivita dell'ordine di 2×1027 anni, corrispondente a una sensibilità su mββ dell'ordine di 20 meV. L'inizio della presa dati di KamLAND2-Zen è previsto per il 2029.

CUORE e CUPID

CUORE (Cryogenic Underground Observatory for Rare Events) è un esperimento bolometrico installato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso per la ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini del 130Te. Il rivelatore è costituito da 988 cristalli di TeO2 da circa 750 g ciascuno, per una massa totale di 742 kg, corrispondente a circa 206 kg di 130Te grazie alla sua abbondanza isotopica naturale del 34,1%. I cristalli operano come bolometri a una temperatura di circa 10 mK.

L'esperimento ha raggiunto una risoluzione energetica di 7,31 ± 0,02 keV (FWHM) al valore di Qββ, un'efficienza totale di analisi del 93,4% e un indice di fondo di 1,49 × 10−2 conteggi/(keV·kg·anno), dominato dalle particelle α prodotte da contaminazioni superficiali.

Il risultato più recente, ottenuto con un'esposizione di 567,0 kg·anno di 130Te, non ha evidenziato alcun eccesso statisticamente significativo rispetto al fondo atteso e ha stabilito il limite T1/20ν>3,5×1025 anni (90% C.L.). Tale risultato corrisponde a un limite superiore sulla massa efficace di Majorana mββ compreso fra circa 70 e 250 meV.

L'infrastruttura criogenica di CUORE potrà essere riutilizzata da CUPID (CUORE Upgrade with Particle IDentification), esperimento di nuova generazione che utilizzerà cristalli scintillanti di Li2MoO4 arricchiti in 100Mo e la misura simultanea di calore e luce per discriminare il fondo dovuto alle particelle α. CUPID punta a raggiungere una sensibilità all'emivita dell'ordine di 1027 anni, esplorando un'ampia parte della regione di massa associata all'ordinamento inverso.

GERDA e LEGEND

GERDA (GERmanium Detector Array) ha operato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso tra il 2011 e il 2019 in due fasi successive, accumulando un'esposizione totale di 127,2 kg·anno di 76Ge. L'esperimento impiegava rivelatori al germanio iperpuro arricchiti all'87–88% in 76Ge, per una massa complessiva di circa 35 kg, immersi direttamente in argon liquido ultrapuro, utilizzato sia come schermatura sia come veto attivo.

Nella seconda fase operativa GERDA raggiunse una risoluzione energetica di circa 3 keV (FWHM) al valore di Qββ=2039 keV e un indice di fondo di 5,2 × 10−4 conteggi/(keV·kg·anno), diventando il primo esperimento sul doppio decadimento beta a operare in regime background-free, ossia con meno di un evento di fondo atteso nella regione del segnale.

L'analisi finale non evidenziò alcuna prova del decadimento doppio beta senza neutrini e stabilì il limite T1/20ν>1,8×1026 anni (90% C.L.). Tale risultato corrisponde a un limite superiore sulla massa efficace di Majorana compreso tra circa 79 e 180 meV.

GERDA ha costituito la base del programma LEGEND (Large Enriched Germanium Experiment for Neutrinoless ββ Decay), nato dalla fusione delle collaborazioni GERDA e Majorana Demonstrator. Quest'ultimo aveva accumulato 64,5 kg·anno di esposizione con una risoluzione energetica record di 2,52 keV (FWHM) e aveva stabilito un limite di T1/20ν>8,3×1025 anni (90% C.L.).

La prima fase del programma, LEGEND-200, è in funzione ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso con circa 200 kg di germanio arricchito e utilizza una versione aggiornata dell'apparato GERDA. La combinazione dei dati di LEGEND-200, GERDA e Majorana Demonstrator ha stabilito il miglior limite attualmente disponibile per il 76Ge, pari a T1/20ν>1,9×1026 anni (90% C.L.).

L'obiettivo finale del programma è LEGEND-1000, che prevede circa 1000 kg di germanio arricchito, un indice di fondo inferiore a 10−4 conteggi/(keV·kg·anno) e una sensibilità all'emivita superiore a 1028 anni. Una tale sensibilità consentirebbe di esplorare masse efficaci di Majorana nell'intervallo approssimativo 9–21 meV, coprendo gran parte della regione prevista dall'ordinamento inverso delle masse dei neutrini.

NEMO-3 e SuperNEMO

NEMO-3 (Neutrino Ettore Majorana Observatory) ha operato nel Laboratoire Souterrain de Modane, in Francia, dal 2003 al 2011. A differenza della maggior parte degli esperimenti sul doppio decadimento beta, nei quali la sorgente radioattiva coincide con il rivelatore, NEMO-3 utilizzava sottili lamine contenenti diversi isotopi ββ circondate da un sistema di tracciamento e da un calorimetro. Questa configurazione consentiva di ricostruire individualmente le traiettorie e le energie degli elettroni emessi, fornendo una buona capacità di identificazione degli eventi.

Grazie alla possibilità di sostituire l'isotopo di interesse senza modificare sostanzialmente l'apparato sperimentale, NEMO-3 ha studiato numerosi nuclei, tra cui 48Ca, 82Se, 96Zr, 100Mo, 116Cd e 150Nd. Sebbene la limitata massa isotopica e la moderata risoluzione energetica rendano questa tecnica meno competitiva nella ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini rispetto agli esperimenti più recenti, essa permette una caratterizzazione dettagliata della cinematica del decadimento e una misura accurata dei processi con emissione di due neutrini. L'esperimento ha infatti fornito alcune delle più precise determinazioni delle emivite del decadimento doppio beta con emissione di due neutrini per numerosi isotopi e ha contribuito in modo significativo allo studio dei meccanismi nucleari coinvolti.

Il successore SuperNEMO adotta la stessa filosofia sperimentale su scala maggiore, utilizzando moduli indipendenti nei quali la sorgente è fisicamente separata dal rivelatore. Il programma è attualmente focalizzato principalmente sullo studio del 82Se e sul perfezionamento delle tecniche di ricostruzione topologica degli eventi. Pur non puntando alla massima sensibilità globale su 0νββ, SuperNEMO potrà fornire informazioni complementari grazie alla misura diretta delle energie e degli angoli dei due elettroni emessi, caratteristiche che possono aiutare a distinguere eventuali meccanismi fisici responsabili del decadimento.

nEXO e NEXT

Oltre agli esperimenti attualmente operativi, sono in sviluppo nuove generazioni di rivelatori basati sullo 136Xe. Il progetto nEXO prevede una camera a proiezione temporale contenente circa 5 tonnellate di xenon liquido arricchito e mira a raggiungere una sensibilità all'emivita superiore a 10^28 anni.

L'esperimento NEXT (Neutrino Experiment with a Xenon TPC), installato presso il Laboratorio Subterráneo de Canfranc in Spagna, utilizza invece una camera a proiezione temporale riempita con xenon gassoso ad alta pressione. Sebbene operi con masse inferiori rispetto a KamLAND-Zen e ai futuri rivelatori a xenon liquido, NEXT offre un'eccellente risoluzione energetica e la capacità di ricostruire la topologia delle tracce elettroniche, caratteristiche che permettono una forte soppressione del fondo e forniscono un importante banco di prova per future applicazioni su scala maggiore.

Massa efficace mββ e scala assoluta delle masse

Massa efficace di Majorana del neutrino, mββ, in funzione della massa del neutrino più leggero, mlight. La banda gialla (verde) corrisponde all'ordinamento normale (inverso) ed è calcolata con i parametri di oscillazione riportati nel PDG 2026. La regione esclusa orizzontalmente deriva dai limiti sperimentali sul decadimento doppio beta senza neutrini (0νββ) calcolati assumendo i due valori estremi degli elementi di matrice nucleare (NME). Il (piccolo) contributo delle incertezze sui parametri di oscillazione alle regioni consentite è rappresentato dalle bande con tonalità più chiara.
Massa efficace di Majorana del neutrino, mββ, in funzione della massa efficace del neutrino elettronico, mβ. La banda gialla (verde) corrisponde all'ordinamento normale (inverso) ed è calcolata con i parametri di oscillazione riportati nel PDG 2026. La regione esclusa orizzontalmente deriva dai limiti sperimentali sul decadimento doppio beta senza neutrini (0νββ) calcolati assumendo i due valori estremi degli elementi di matrice nucleare (NME). La regione esclusa verticalmente deriva dai limiti imposti dall'esperimento KATRIN.

La massa efficace mββ è strettamente correlata alla scala assoluta delle masse dei neutrini, che non è accessibile alle misure di oscillazione, sensibili soltanto alle differenze tra le masse al quadrato, Δm212 e |Δm322|. La ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini costituisce quindi una sonda complementare per lo studio delle masse dei neutrini.

Un modo efficace di visualizzare questa relazione consiste nel rappresentare il valore di mββ in funzione della massa del più leggero dei tre stati di massa, mlight, su scala bilogaritmica, come mostrato nella figura di sinistra. Per mlight non esiste un limite inferiore, poiché le oscillazioni non lo fissano.

Gli esperimenti sulle oscillazioni hanno stabilito, grazie agli effetti di materia nel Sole, che ν2 è più pesante di ν1, ma non hanno ancora stabilito se lo stato ν3 sia più pesante o più leggero rispetto agli altri due. Restano quindi possibili due ordinamenti: quello normale, con m1<m2<m3, in cui il neutrino più leggero è ν1, e quello inverso, con m3<m1<m2, in cui il più leggero è ν3. La massa mlight corrisponde quindi a m1 nel primo caso e a m3 nel secondo.

Le oscillazioni fissano comunque dei limiti inferiori su altre grandezze:

Nell'ordinamento normale non esiste invece alcun limite inferiore su mββ: per mlight=0 si avrebbe mββ compresa fra circa 1,5 e 3,7 meV, ma per questi valori le fasi di Majorana possono produrre una cancellazione completa.

Queste grandezze spiegano la forma del grafico: la regione permessa per l'ordinamento inverso resta maggiore di zero anche per mlight→0, mentre quella per l'ordinamento normale può scendere fino a zero. L'asse delle ascisse, che nei grafici parte tipicamente da 10−4 eV, è una scelta di rappresentazione e non un confine fisico: il dominio è mlight≥0. L'estensione delle regioni ammesse dipende soprattutto dal valore ignoto delle fasi di Majorana, mentre le incertezze sui parametri di oscillazione ne spostano i bordi in modo secondario, come mostrato in figura. Le incertezze sugli elementi di matrice nucleari (NME) non modificano le regioni permesse, ma impediscono di rappresentare i limiti sperimentali in modo univoco.

Un limite inferiore su mlight richiederebbe una misura diretta della scala assoluta delle masse, oggi disponibile soltanto sotto forma di limiti superiori da misure dirette misurando decadimenti beta. La massa efficace del decadimento beta, mβ=∑i|Uei|2mi2, è limitata dall'esperimento KATRIN a mβ<0,45 eV (90% C.L.). È una grandezza sperimentale complementare a mββ, e nella figura a destra sono mostrate le regioni consentite nel piano (mβ,mββ). Poiché mβ non dipende dalle fasi di Majorana, a ogni valore della scala assoluta delle masse e per un dato ordinamento corrisponde un unico valore di mβ; al contrario, mββ può assumere un intervallo di valori determinato dalle fasi di Majorana.

A differenza delle misure cinematiche del decadimento beta, la ricerca del decadimento doppio beta senza neutrini fornisce informazioni sulla massa dei neutrini soltanto se questi sono particelle di Majorana: per neutrini di Dirac il decadimento non può avvenire e gli esperimenti non potrebbero osservare alcun segnale. Tali informazioni richiedono inoltre che il decadimento sia mediato dallo scambio di neutrini leggeri. Un risultato nullo non permette di stabilire la natura dei neutrini, perché anche per neutrini di Majorana mββ può essere molto piccola o nulla, ad esempio nell'ordinamento normale per cancellazione tra le fasi di Majorana.

Note

  1. ↑ (EN) M. Goeppert-Mayer, Double Beta-Disintegration, in Physical Review, vol. 48, n. 6, 15 settembre 1935, pp. 512–516, DOI:10.1103/PhysRev.48.512. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  2. ↑ (EN) Mark G. Inghram e John H. Reynolds, Double Beta-Decay of Te 130, in Physical Review, vol. 78, n. 6, 15 giugno 1950, pp. 822–823, DOI:10.1103/PhysRev.78.822.2. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) S. R. Elliott, A. A. Hahn e M. K. Moe, Direct evidence for two-neutrino double-beta decay in $^{82}\mathrm{Se}$, in Physical Review Letters, vol. 59, n. 18, 2 novembre 1987, pp. 2020–2023, DOI:10.1103/PhysRevLett.59.2020. URL consultato il 26 aprile 2024.
  4. 1 2 3 4 5 6 (EN) Pritychenko, B. e Tretyak, V. I., Comprehensive Review of 2β Decay Half-Lives, in Atomic Data and Nuclear Data Tables, vol. 161, 2025, p. 101694, DOI:10.1016/j.adt.2024.101694.
  5. ↑ (EN) W. H. Furry, On Transition Probabilities in Double Beta-Disintegration, in Physical Review, vol. 56, n. 12, 15 dicembre 1939, pp. 1184–1193, DOI:10.1103/PhysRev.56.1184. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  6. ↑ Ettore Majorana, Teoria simmetrica dell’elettrone e del positrone, in Il Nuovo Cimento, vol. 14, n. 4, 1937-04, pp. 171–184, DOI:10.1007/BF02961314. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  7. 1 2 (EN) Matteo Agostini, et al., Toward the discovery of matter creation with neutrinoless β β decay, in Reviews of Modern Physics, vol. 95, n. 2, 30 maggio 2023, DOI:10.1103/RevModPhys.95.025002. URL consultato il 22 ottobre 2026.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Juan José Gómez-Cadenas, et al., The search for neutrinoless double-beta decay, in La Rivista del Nuovo Cimento, vol. 46, pp. 619–692, DOI:10.1007/s40766-023-00049-2.
  9. ↑ Avignone, F. T., Elliott, S. R. e Engel, J., Double beta decay, Majorana neutrinos, and neutrino mass, in Reviews of Modern Physics, vol. 80, 2008, p. 481, DOI:10.1103/RevModPhys.80.481.
  10. 1 2 Giunti, C. e Kim, C. W., 6, Majorana neutrinos, in Fundamentals of Neutrino Physics and Astrophysics, Oxford University Press, 2007, pp. 189–190, 193, 197, 499–501.
  11. ↑ (EN) M. Fukugita e T. Yanagida, Baryogenesis without grand unification, in Physics Letters B, vol. 174, n. 1, 1986-06, pp. 45–47, DOI:10.1016/0370-2693(86)91126-3.
  12. ↑ (EN) J. Schechter e J. W. F. Valle, Neutrinoless double-β decay in SU(2)×U(1) theories, in Physical Review D, vol. 25, n. 11, 1º giugno 1982, pp. 2951–2954, DOI:10.1103/PhysRevD.25.2951.
  13. ↑ (EN) Jouni T. Suhonen, Value of the Axial-Vector Coupling Strength in β and ββ Decays: A Review, in Frontiers in Physics, vol. 5, n. 55, 16 novembre 2017, DOI:10.3389/fphy.2017.00055.
  14. ↑ (EN) J. M. Yao et al., Ab initio benchmarks of neutrinoless double-β decay in light nuclei with a chiral Hamiltonian, in Physical Review C, vol. 103, n. 1, 2021, p. 014315, DOI:10.1103/PhysRevC.103.014315.
  15. ↑ (EN) A. Belley et al., Ab initio neutrinoless double-beta decay matrix elements for 48Ca, 76Ge, and 82Se, in Physical Review Letters, vol. 126, n. 4, 2021, p. 042502, DOI:10.1103/PhysRevLett.126.042502.
  16. ↑ (EN) S. Novario et al., Coupled-cluster calculations of neutrinoless double-β decay in 48Ca, in Physical Review Letters, vol. 126, n. 18, 2021, p. 182502, DOI:10.1103/PhysRevLett.126.182502.
  17. ↑ (EN) A. Giuliani, The Quest for Neutrinoless Double Beta Decay: Progress and Prospects, in Physics and the Cosmos, vol. 1, 2026, pp. 6, DOI:10.53941/pac.2026.100006.
  18. ↑ (EN) Umehara, S. et al., Neutrino-less double-β decay of 48Ca studied by CaF2(Eu) scintillators, in Physical Review C, vol. 78, 2008, pp. 058501, DOI:10.1103/PhysRevC.78.058501.
  19. ↑ (EN) LEGEND Collaboration, First Results on the Search for Lepton Number Violating Neutrinoless Double Beta Decay with the LEGEND-200 Experiment, in Physical Review Letters, vol. 136, n. 2, 2026, pp. 022701, DOI:10.1103/25tk-nctn.
  20. ↑ (EN) Azzolini, O. et al., Final Result on the Neutrinoless Double Beta Decay of 82Se with CUPID-0, in Physical Review Letters, vol. 129, n. 11, 2022, pp. 111801, DOI:10.1103/PhysRevLett.129.111801.
  21. 1 2 (EN) Argyriades, J. et al., Measurement of the two neutrino double beta decay half-life of Zr-96 with the NEMO-3 detector, in Nuclear Physics A, vol. 847, 2010, pp. 168–179, DOI:10.1016/j.nuclphysa.2010.07.009.
  22. ↑ (EN) Agrawal, A. et al., Improved Limit on Neutrinoless Double Beta Decay of 100Mo from AMoRE-I, in Physical Review Letters, vol. 134, 2025, pp. 082501, DOI:10.1103/PhysRevLett.134.082501.
  23. ↑ (EN) Barabash, A. S. et al., Final results of the Aurora experiment to study 2β decay of 116Cd with enriched 116CdWO4 crystal scintillators, in Physical Review D, vol. 98, n. 9, 2018, pp. 092007, DOI:10.1103/PhysRevD.98.092007.
  24. 1 2 (EN) CUORE Collaboration, Constraints on lepton number violation with the 2 tonne · year CUORE dataset, in Science, vol. 390, n. 6777, 16 ottobre 2025, pp. 1029–1032, DOI:10.1126/science.adp6474.
  25. 1 2 3 4 (EN) KamLAND-Zen Collaboration, Search for Majorana Neutrinos with the Complete KamLAND-Zen Dataset, in Physical Review Letters, vol. 135, n. 26, 29 dicembre 2025, pp. 262501, DOI:10.1103/jkf6-48j8.
  26. 1 2 Arnold, R. et al., Measurement of the 2νββ decay half-life of 150Nd and a search for 0νββ decay processes with the full exposure from the NEMO-3 detector, in Physical Review D, vol. 94, n. 7, 2016, pp. 072003, DOI:10.1103/PhysRevD.94.072003.
  27. ↑ (EN) Detector Upgrade for KamLAND2, su Research Center for Neutrino Science, Tohoku University. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  28. ↑ (EN) CUPID Collaboration, CUPID, the Cuore upgrade with particle identification, in The European Physical Journal C, vol. 85, n. 7, 3 luglio 2025, pp. 737, DOI:10.1140/epjc/s10052-025-14352-1. URL consultato il 29 ottobre 2026.
  29. 1 2 (EN) GERDA Collaboration, Final Results of GERDA on the Search for Neutrinoless Double-β Decay, in Physical Review Letters, vol. 125, n. 25, 17 dicembre 2020, pp. 252502, DOI:10.1103/PhysRevLett.125.252502.
  30. ↑ (EN) I. J. Arnquist et al. (MAJORANA Collaboration), Final Result of the MAJORANA DEMONSTRATOR's Search for Neutrinoless Double-β Decay in 76Ge, in Physical Review Letters, vol. 130, 2023, p. 062501, DOI:10.1103/PhysRevLett.130.062501.
  31. ↑ (EN) Legend-200 Collaboration, First Results on the Search for Lepton Number Violating Neutrinoless Double- β Decay with the LEGEND-200 Experiment, in Physical Review Letters, vol. 136, n. 2, 16 gennaio 2026, DOI:10.1103/25tk-nctn. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  32. ↑ (EN) R. Brugnera et al. (LEGEND Collaboration), Neutrinoless double-beta decay search with the LEGEND experiment, in Journal of Instrumentation, vol. 20, 2025, p. C03050, DOI:10.1088/1748-0221/20/03/C03050.
  33. ↑ (EN) NEMO Collaboration, Investigation of double-beta decay with the NEMO-3 detector, in Physics of Atomic Nuclei, vol. 74, n. 2, 2011-02, pp. 312–317, DOI:10.1134/S1063778811020062. URL consultato il 26 ottobre 2026.
  34. ↑ (EN) NEMO Collaboration, Results of the search for neutrinoless double- β decay in Mo 100 with the NEMO-3 experiment, in Physical Review D, vol. 92, n. 7, 21 ottobre 2015, DOI:10.1103/PhysRevD.92.072011. URL consultato il 26 ottobre 2026.
  35. ↑ (EN) SuperNEMO Collaboration, The SuperNEMO Demonstrator: a unique technology for high-precision measurements of ββ-decay modes, 2026, DOI:10.22323/1.485.0175.
  36. ↑ (EN) G Adhikari, et al., nEXO: neutrinoless double beta decay search beyond 10 28 year half-life sensitivity, in Journal of Physics G: Nuclear and Particle Physics, vol. 49, n. 1, 1º gennaio 2022, pp. 015104, DOI:10.1088/1361-6471/ac3631. URL consultato il 26 ottobre 2026.
  37. ↑ (EN) The NEXT collaboration, Demonstration of neutrinoless double beta decay searches in gaseous xenon with NEXT, in Journal of High Energy Physics, vol. 2023, n. 9, 27 settembre 2023, DOI:10.1007/JHEP09(2023)190. URL consultato il 26 ottobre 2026.
  38. 1 2 3 4 (EN) F. Takahashi et al. (Particle Data Group), Review of Particle Physics, in International Journal of Modern Physics A, vol. 41, n. 2630011, 2026, DOI:10.1142/S0217751X26300115.
  39. 1 2 (EN) KATRIN Collaboration et al., Direct neutrino-mass measurement based on 259 days of KATRIN data, in Science, vol. 388, n. 6743, 2025, pp. 180–185, DOI:10.1126/science.adq9592.
  40. ↑ (EN) Francesco Vissani, Signal of neutrinoless double beta decay, neutrino spectrum and oscillation scenarios, in Journal of High Energy Physics, vol. 1999, n. 06, 18 giugno 1999, pp. 022, DOI:10.1088/1126-6708/1999/06/022.
  41. ↑ (EN) S. Dell'Oro, S. Marcocci, M. Viel e F. Vissani, Neutrinoless double beta decay: 2015 review, in Advances in High Energy Physics, vol. 2016, n. 2162659, 2016, DOI:10.1155/2016/2162659.

Voci correlate

Controllo di autoritàLCCN (EN) sh86007791 · GND (DE) 4330897-1 · J9U (EN, HE) 987007531952905171
  Portale Fisica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fisica

|}