Drengot Quarrel

Disambiguazione – "Drengot" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Drengot (disambigua).

La casata dei Drengot (anche noti come Drengot di Quarrel, dal poleonimo francese de Quarrel) è stata una famiglia normanna protagonista delle vicende storiche della Campania, della Basilicata e della Puglia. I capostipiti della famiglia giunsero in Italia (1016 circa) e si posero al servizio dei principi longobardi del Mezzogiorno.

Arma di Casa Drengot

D'azzurro al crescente d'argento, con tre stelle d'oro in capo.

Origini

La famiglia Drengot era originaria di Les Carreaux, vicino Avesnes-en-Bray, a est di Rouen; Quarrelis o Quadrellis sarebbe stata la forma latina medievale di Carreaux, "de Quarrel". Secondo altre fonti, i Drengot provenivano da Villaines-la-Carelle, presso Alençon.

Il cognome sarebbe di origine scandinava: la parola Drengot deriverebbe dall'antico norreno DRENG (nome Drengr, DrængR, Drengi) "uomo giovane, uomo di valore" + suffisso romanzo -ot. Altri testi di storia danese testimonierebbero l'origine scandinava dei Drengot, passati attraverso la Francia per giungere in Italia.

I primi membri conosciuti della famiglia sono cinque fratelli: il primogenito Rainulfo, Gilberto Buatère, Asclettino, Rodolfo e Osmondo. Quest'ultimo, nelle vicinanze di Rouen, avrebbe ucciso Guglielmo Repostel, vicino al duca Riccardo II di Normandia, per questioni di onore personale. Con l'accusa di tale assassinio, nel 1017 Osmondo fu bandito dal regno, e tutti i fratelli Drengot lo accompagnarono (insieme ad una masnada di 250 guerrieri composta da altri esiliati, militari senza terra e avventurieri simili) in un pellegrinaggio a Monte Sant'Angelo sul Gargano, al santuario dell'arcangelo-soldato Michele. Alcune fonti affermano che i guerrieri Normanni fecero una tappa anche a Roma per incontrare papa Benedetto VIII.

Le fonti divergono sul capo della compagnia di ventura: Orderico Vitale e Guglielmo di Jumièges dicono che fosse Osmondo. Per Rodolfo il Glabro era Rodolfo. Leone Ostiense, Amato di Montecassino e Ademaro di Chabannes nominano invece Gilberto Buatère: infatti la maggior parte delle cronache dell'Italia meridionale indicano in Gilberto il capo normanno nella battaglia di Canne del 1º ottobre 1018.

I primi successi: le contee di Ariano e Aversa

Probabilmente vennero presto a contatto con i principi longobardi del sud Italia, in particolare con Guaimario III di Salerno e con Pandolfo IV di Capua, ai quali essi prestarono i loro servigi come mercenari (inizialmente forse come scorte armate nel cammino di pellegrinaggio verso il santuario del Gargano). Determinante fu l'incontro con Melo di Bari, che nel 1017 si era posto alla guida di una seconda insurrezione antibizantina in Puglia. I normanni, ingaggiati come mercenari, registrarono alcune vittorie iniziali, ma furono sbaragliati a Canne nel 1018 dal catapano bizantino Basilio Boioannes: le truppe furono decimate e il loro capo, Gilberto, cadde in battaglia (secondo un'altra versione eliminato dopo la battaglia dal fratello Rainulfo, che ne prese il posto). I superstiti della banda trovarono comunque rifugio ad Ariano, sull'Appennino campano, sede di un'importante contea longobarda; qui, nel giro di qualche anno, riuscirono a usurpare il potere, tanto che la contea normanna di Ariano venne formalmente riconosciuta dall'imperatore Enrico II di Franconia già nel 1022.

In seguito Rainulfo emerse come capo indiscusso delle rimanenti milizie normanne, che si ritirarono dalla Puglia in Campania. Qui, secondo Amato di Montecassino, si ritrovarono senza alleati e circondati da nemici, ma sarebbero riusciti a trarre vantaggio dalle forti rivalità che dividevano gli indisciplinati principi longobardi. Nel 1029 Rainulfo offrì il suo sostegno al duca di Napoli, Sergio IV, contro Pandolfo di Capua. Il duca poté così riprendere il potere nella sua città e, in segno di gratitudine, diede a Rainulfo non solo sua sorella in sposa, ma anche il feudo di Aversa.

Rainulfo immediatamente prese a fortificare la cittadina; nacque così, secondo alcune fonti, il primo stato normanno in Italia (1030), sebbene il titolo comitale di Aversa gli fosse riconosciuto e confermato soltanto nel 1037 dall'imperatore Corrado II. Dopo aver sconfitto in battaglia i bizantini nel 1038, Rainulfo si dichiarò principe, formalizzando la propria indipendenza dal ducato napoletano e dai suoi precedenti alleati longobardi. Conquistò alcuni territori del principato di Capua e con l'approvazione di Corrado li unì al dominio, costituendo così l'entità politica più vasta di tutto il Mezzogiorno d'Italia.

Successivamente, ad Asclettino, che aveva partecipato con successo alle battaglie con le quali gli Altavilla si erano impossessati di ampi territori in Puglia, fu riconosciuta la contea di Acerenza nella spartizione tra i dodici capi normanni fatta a Melfi nel 1042.

Nel 1045, alla morte di Rainulfo I, la contea di Aversa passò al nipote Asclettino II, figlio di Asclettino I conte di Acerenza. Un altro figlio di Asclettino I, Rainulfo II Drengot, ebbe come erede Roberto di Alife, e da quest'ultimo discesero Riccardo di Raviscanina, Rainulfo di Alife e Gilberto, o Ghilbert, che ebbe la baronia di Solofra e i cui successori assunsero il cognome Giliberto (i Giliberti di Solofra rimasero l'unico ramo superstite dei Drengot poi estintosi in Casa Quaranta).[senza fonte]

Asclettino II morì senza figli (1046) e la contea fu assegnata da Guaimario IV, principe di Salerno, a Rodolfo Cappello, scatenando così una contesa con gli altri membri della famiglia Drengot: Riccardo, fratello di Asclettino II, combatté a fianco del cugino Rainulfo II Trincanotte, figlio di Rodolfo Drengot, contro Rodolfo Cappello, ma furono sconfitti e imprigionati; in seguito Riccardo venne liberato e riuscì infine a divenire il tutore del conte Ermanno (1049), figlio del Trincanotte, al quale poi successe come sesto conte di Aversa.

Il dominio a Capua

Nel 1058 la famiglia Drengot riuscì ad impossessarsi anche del principato di Capua. Nel 1057, Pandolfo VI morì e Riccardo I di Aversa immediatamente assediò la città di Capua che capitolò l'anno successivo.

Nel febbraio 1059, Ildebrando di Soana, il futuro papa Gregorio VII, si recò a Capua per ottenere l'appoggio alla riforma di papa Niccolò II contro l'antipapa Benedetto X mentre Riccardo assediava Benedetto a Galeria.

Gli accordi di Melfi

Niccolò II si recava, quindi, nella città di Melfi per tre importanti atti che portarono Riccardo al titolo ufficiale di Principe di Capua: tra le parti, infatti, stipulava in giugno 1059 il Trattato di Melfi, poi il Pontefice celebrava dal 3 agosto al 25 agosto 1059 il Concilio di Melfi I ed infine sottoscriveva il 23 agosto 1059 il Concordato di Melfi, dove egli confermava Riccardo conte di Aversa e principe di Capua e Roberto il Guiscardo duca di Apulia, Calabria e Sicilia. Riccardo giurava fedeltà al papato e il rispetto per il territorio papale, impegnandosi a restituire alla Chiesa romana tutto il Mezzogiorno d'Italia.

Papa Alessandro II, salito al soglio di Pietro (ottobre 1061) anche grazie al sostegno armato di Riccardo, confermò l'investitura ai nuovi signori Normanni.

Il Mezzogiorno all'inizio del XII secolo

Riccardo, assunse il titolo di principe, ma fino al 1062 lasciò formalmente il dominio nelle mani di Landolfo VIII, figlio di Pandolfo. Nel 1062 Riccardo inviava suo figlio Giordano per togliere Gaeta a Atenolfo II.

I rapporti con la Famiglia Altavilla

I Drengot si trovarono opposti agli Altavilla durante l'insurrezione dei baroni del 1071. Il Guiscardo si riappacificò poi con Riccardo, ma entrambi furono scomunicati quando si posero su posizioni filoimperiali nella lotta per le investiture. Con la morte di Riccardo di Aversa cominciò il declino della famiglia Drengot a vantaggio degli Altavilla che si imposero come i protagonisti della conquista del meridione d'Italia e della Sicilia contro bizantini e saraceni, con la conseguente nascita di un regno unitario nel Mezzogiorno.

Nel 1092 i Drengot furono espulsi da Capua dagli abitanti longobardi; riuscirono a ristabilirvisi nel 1098, ma il declino della famiglia era ormai irreversibile. Roberto II di Capua, alleatosi con Rainulfo di Alife, entrò in conflitto col re Ruggero II di Sicilia con alterne vicende, ma perse il dominio sul principato nel 1135 (cosa ufficializzata dalla pace di Mignano del 1139), e con la sua morte, nel 1156, la dinastia si concluse.

Genealogia

 Ignoto
 
     
 Rainulfo I Drengot
...-1045
sp. Sichelgaita (sorella del duca di Napoli Sergio IV), poi la figlia del duca di Amalfi
Gilberto detto Buatère
...-1018
Asclettino I Drengot de Quadrellis
 Osmondo Drengotus o Drengot
...-1018
 Rodolfo
...-post 1020
  
        
Asclettino II Drengot comes iuvenis
...-1046
Matilda
sp. Umfredo d'Altavilla
Rainulfo II Drengot
sp. Emma («filia quondam Ioffrit Normannus»)
 Riccardo I
...-1078
sp. Fredesenda (figlia di Tancredi d'Altavilla)
 Roberto
sp. Rocca (figlia di Drogone d'Altavilla)
 Rainulfo II Trincanotte
...-1048
 Rodolfo Trincanotte
Gilberto
     
                
 Umfredo
Guglielmo
Roberto
...-1115
sp. Gaitelgrima
 Limpiasa
sp. Sergio VI duca di Napoli
Ignota
sp. un figlio di Atenolfo I duca di Gaeta
Ignota
sp. Guglielmo di Montreuil
Giordano I
...-1090
sp. Gaitelgrima di Salerno
 Gionata
...-1094
Gradilone
...-1079
Enrico
...-1102
Alessandro
Drogone
Uberto
Ermanno
...-1049
Ioscelino
Guglielmo Trincanotte
...-1082
    
            
 Rainulfo III
...-1139
sp. Matilde d'Altavilla
 Riccardo di Raviscanina
c. 1100-c. 1155
Gilberto
Gaitelgrima
sp. Guglielmo II di Puglia
Maria
Riccardo II
c. 1075-1106
Roberto I
...-1120
Giordano II
...-1127
sp. Gaitelgrima di Sorrento
Gionata di Gaeta
...-1121
 Ruggiero
Roberto
Rainulfo
    
     
 Roberto
Adelicia
sp. Rainaldo dell'Aquila, conte di Avenel e principe di Biards
Andrea di Raviscanina
c. 1130-c. 1180
 Riccardo III
...-1120
Roberto II
...-1156
sp. Sabia
  
    
 Adamo dell'Aquila
sp. una figlia di re Ruggero
Matilde dell'Aquila
sp. Costantino II Paternò, conte di Butera e di Maratona
 Roberto
Giordano sebastos bizantino

Note

Annotazioni
  1. ↑ 1º conte di Aversa (1030-1045); morì senza figli.
  2. ↑ O Gisilberto o Gisleberto.
  3. ↑ 1º conte di Acerenza.
  4. ↑ O Radulfo o Raul.
  5. ↑ 2º conte di Aversa (1045-1046); morì senza figli.
  6. ↑ Signore di Alife e Caiazzo.
  7. ↑ 6º conte di Aversa (1049-1078) e 1º principe normanno di Capua (1058-1078).
  8. ↑ Conte di Vieste e Lucera.
  9. ↑ 4º conte di Aversa (1047-1048), succeduto a Rodolfo Cappello.
  10. ↑ O Raul.
  11. ↑ Signore di Roccapiemonte.
  12. ↑ 1º conte di Alife e Caiazzo (1086-1115), signore di Avellino.
  13. ↑ 2º principe normanno di Capua (1078-1090) e 7º conte di Aversa.
  14. ↑ Conte di Carinola.
  15. ↑ Signore di Trevico.
  16. ↑ Signore di Lucera e conte di Monte Sant'Angelo.
  17. ↑ 5º conte di Aversa sotto tutorato (1048-1049).
  18. ↑ 2º conte di Alife e Caiazzo (1108-1139) e duca di Puglia (1137-1139).
  19. ↑ Signore della rocca di Sant'Angelo d'Alife e di Raviscanina.
  20. ↑ Signore di Solofra e capostipite dei baroni Giliberti di Celenza Valfortore.
  21. ↑ Contessa di Nocera.
  22. ↑ 3º principe normanno di Capua (1090-1091 e 1098-1106) e 8º conte di Aversa.
  23. ↑ 4º principe normanno di Capua (1106-1120) e 9º conte di Aversa.
  24. ↑ 6º principe normanno di Capua (1120-1127) e 11º conte di Aversa.
  25. ↑ Duca di Gaeta; che fosse figlio di Gionata di Carinola non è certo.
  26. ↑ Signore di Eboli.
  27. ↑ Signore di Eboli.
  28. ↑ Conte di Alife.
  29. ↑ 5º principe normanno di Capua (1120) e 10º conte di Aversa.
  30. ↑ 7º principe normanno di Capua (1127-1135) e 12º conte di Aversa.
Riferimenti
  1. ↑ È questa la tesi, che fa esplicito riferimento ad Asmund (Osmondo) Drengot, proposta in (DA) Peder G. Thorsen, De Danske Runemindesmaerker, vol. I, 1864, p. 160.
  2. ↑ (EN) Dreng, su nordicnames.de.
  3. 1 2 Russo.
  4. ↑ D'Onofrio.
  5. ↑ Gallo, p. 3.
  6. 1 2 3 4 Chalandon, tom. I, p. 112.
  7. ↑ Rosa Canosa, ROBERTO II, principe di Capua in "Dizionario Biografico degli Italiani", su treccani.it. URL consultato il 17 aprile 2021.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni