Dubai Islamic Bank

Dubai Islamic Bank
Una filiale della banca ad Ajman
StatoEmirati Arabi Uniti (bandiera) Emirati Arabi Uniti
ISINAED000201015
Fondazione1975 a Dubai
Sede principaleDubai
Settoreservizi finanziari, settore immobiliare
Sito webwww.dib.ae/

La Dubai Islamic Bank (DIB; in arabo بنك دبي الإسلامي‎?, Bank Dubaya al'Iislamiu) è la principale banca commerciale che opera secondo i dettami della finanza islamica. Dal 1992 è quotata alla Borsa di Dubai e la Dubai Investment Company, un ente pubblico dell'Emirato, ne detiene la quota di maggioranza pari al 28,7%.

Si tratta della seconda banca islamica più grande al mondo, con un attivo di 63 miliardi di dollari e 1,9 milioni di clienti serviti in diversi paesi.

Storia

La Dubai Islamic Bank venne fondata nel 1975, in un momento in cui l'aumento considerevole del prezzo del petrolio a seguito della crisi petrolifera del 1973 aveva favorito un accumulo notevole di ricchezza monetaria da parte degli Stati arabi del Golfo Persico, in particolare dell'Arabia Saudita. Il suo capitale iniziale complessivo era di 50 milioni di dirham degli Emirati Arabi Uniti (AED), con una copertura finanziaria pari al 30% proveniente dall'Emirato di Dubai e dal Kuwait, e al 70% da imprese private.

Nel 1979 la banca fondò la Salama Islamic Arab Insurance Company, la seconda compagnia assicurativa del suo genere dopo la Faisal Islamic Bank of Sudan, poi l'anno seguente venne aperta la prima filiale bancaria a Dubai, seguita da una seconda inaugurazione ad Abu Dhabi due anni più tardi. Con la quotazione alla Borsa di Dubai nel 1992, la banca divenne di proprietà pubblica.

A partire dagli anni 2000 la banca ha investito anche nel settore immobiliare, fondando la compagnia Tamweel dedita ai finanziamenti ipotecari, e ha svolto attività di investment banking, che costituiscono appena il 3% dei ricavi totali, una percentuale irrisoria se confrontata all'80% dei ricavi provenienti dalle attività di corporate e retail banking. Nel 2000, assieme alla Banca islamica per lo sviluppo e alla Abu Dhabi Islamic Bank, la Dubai Islamic Bank ha contribuito a fondare la Bosna Bank International. Nel 2002 ha fondato la società di investimenti immobiliari Tanmyeh & Deyaar, poi nel 2008 ha fondato la Dar Al Sharia Consulting Company per fornire servizi di consulenza nell'ambito della finanza islamica.

La banca ha ampliato la sua rete anche all'estero aprendo filiali in Pakistan (2006), Giordania (2010) e Kenya (2017). Nel 2005 ha acquisito una partecipazione del 60% nella Bank of Khartoum, oltre a una quota del 33% nella Panin Dubai Syariah Bank in Indonesia.

Nel 2004 la banca ha finanziato l'ampliamento dell'Aeroporto Internazionale di Dubai con un budget di 1 miliardo di dollari.

Servizi

La Dubai Islamic Bank offre i principali prodotti finanziari conformi alla finanza islamica, come sukuk, musharaka, murabaha, mudaraba e istisna, oltre a servizi di home banking e di finanziamenti destinati all'acquisto di beni di consumo e veicoli.

Controversie

Presso la Dubai Islamic Bank si sono verificati due distinti episodi di frode bancaria. Nel periodo compreso tra il 1995 e il 1998 l'istituto subì ingenti perdite finanziarie a causa di un'appropriazione indebita perpetrata tramite transazioni non autorizzate, per un valore complessivo di 300 milioni di dollari statunitensi. Nel corso delle indagini emerse che 12 individui di varie nazionalità avevano cospirato con tre dipendenti della banca, violando il rapporto di fiducia e dando luogo a transazioni illecite. A seguito di tale appropriazione indebita il governo di Dubai decise di incrementare la propria partecipazione nella banca dal 6% al 30%, al fine di garantirne la tenuta. Venne accertato che i fondi sottratti alla filiale di Dubai erano stati trasferiti, tramite 183 messaggi telex, su conti riconducibili a un truffatore di nome Foutanga Babani Sissoko, mentre la parte restante era stata invece prelevata dalla banca dallo stesso truffatore e dai suoi complici, che l'avevano portata via all'interno di sacchetti di plastica.

Nel 2008 la banca fu al centro di uno dei più gravi casi di frode finanziaria verificatisi a Dubai. Vennero individuati sei responsabili, che nel 2011 furono condannati a 10 anni di reclusione dall'organo giudiziario di ultima istanza dell'Emirato, imponendo loro una sanzione pecuniaria di 501 milioni di dollari, oltre a 2 milioni di dollari a titolo di risarcimento per le perdite subite dalla banca. Le principali accuse mosse contro i responsabili includevano frode, associazione a delinquere e complicità nello scandalo.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Murat Ustaoğlu e Abdüssamet Pulat, Dubai Islamic Bank, in The Palgrave Encyclopedia of Islamic Finance and Economics, Springer International Publishing, pp. 1–3, DOI:10.1007/978-3-030-93703-4_271-1, ISBN 978-3-030-93703-4. URL consultato il 29 ottobre 2026.

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