| Duomo di Chiari | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Lombardia |
| Località | Chiari |
| Coordinate | 45°32′11.15″N 9°55′46.02″E |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Brescia |
| Stile architettonico | tardo-barocco |
Il Duomo di Chiari, anche noto come Duomo dei Santi Faustino e Giovita o Basilica Faustiniana, consacrato ai Santi Faustino e Giovita, fu eretto nel Cinquecento in piazza Zanardelli.
L'esistenza della chiesa è attestata fin dal 1148, anno in cui è citata in una bolla papale.
Fin dal XIII secolo l'edificio subì interventi di ricostruzione e ampliamento. Nel XV secolo l'antica fabbrica risultava ormai inadeguata alle dimensioni della città, pertanto si decise di ricostruirla integralmente, a partire dal 1432. Il nuovo edificio fu consacrato nel 1500 dal vescovo di Scizia Leone, vicario generale del vescovo di Brescia Paolo Zane.
Tra XVII e XVIII secolo ulteriori lavori interessarono la chiesa: tra il 1642 e il 1647 fu riedificata la cappella del Santissimo Sacramento, su progetto di Agostino Avanzo, nel 1722 fu rifatto il coro, nel 1740 la cupola, nel 1748 fu sostituito l'altare maggiore (quello precedente fu spostato nella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio). Inoltre, nel 1758 il campanile fu ricostruito, mentre tra il 1791 e il 1792 furono poste le balaustre e fu costruita la cappella della Madonna delle Grazie. Allo stesso secolo risale la realizzazione dell'organo, opera degli Antegnati.
Nel secolo successivo la fabbrica fu oggetto di ulteriori lavori, che interessarono la decorazione della cupola (realizzara da Giuseppe Teosa nel 1807), la cappella della Madonna delle Grazie (rinnovata da Antonio Vita e Luciano Tagliani tra 1829 e 1831), gli interni (nel 1837). In seguito, nel 1841 fu costruita la cappella di san Luigi Gonzaga, opera di Giacomo Moraglia, mentre nel 1846 la facciata fu ricostruita secondo forme neoclassiche.
Tra il 1850 e il 1851 fu realizzato il battistero (opera di Abbondio Sangiorgio), tra 1870 e 1871 fu restaurata la cappella del Santissimo Sacramento, di fronte alla quale, nel 1883 fu costruita una nuova cappella, opera di Carlo Melchiotti, decorata nel 1900 da Giovanni Riva. Al 1895 risale la sostituzione dell'organo, opera della ditta Lingiardi di Pavia.
Tra il 1935 e il 1936 l'edificio fu oggetto di un restauro complessivo, cui seguì, nel 1938, il rifacimento dell'organo, ad opera della ditta Balbiani Bossi.
Secondo quanto stabilito dal Concilio Vaticano II, tra il 1971 e il 1975 venne posta una mensa eucaristica antistante l'altare maggiore, sostituita nel 1993 da una in bronzo. In quello stesso anno, vennero rimosse le balaustre marmoree (spostate nel coro) e fu collocato alla sinistra dell'altare l'ambone marmoreo, opera dello scultore Mario Robaudi. Infine, nel 2007 la copertura della sacrestia fu interessata da restauri.
La chiesa, posta al centro di Chiari, presenta una pianta a croce latina, orientata lungo l'asse est-ovest.
La facciata, sul lato occidentale dell'edificio, si presenta articolata in due registri: quello inferiore presenta quattro lesene corinzie, intervallate da tre portali di accesso all'edificio; quello superiore, separato dal precedente tramite una trabeazione aggettante, è dotato di una lunetta centrale ed è coronato da un frontone, sormontato al centro da una croce metallica.
Sul lato meridionale dell'edificio, nei pressi della facciata, si erge il campanile quadrangolare. Alto 55 metri, fu costruito nel 1758 su disegno dell’abate Antonio Marchetti: ha un basamento troncopiramidale sul quale s'innalza la torre, dal corpo liscio rinforzato da conci angolari. Sulla cima si trova la cella campanaria, contenente il concerto di 11 campane, caratterizzate da quattro aperture ad arco dotate di balaustre. Sui quattro lati si trovano altrettanti quadranti dell’orologio, risalenti al XIX secolo, dipinti a campi concentrici con i colori di ciascuna Quadra.
Lo spazio interno è ripartito in tre navate, delle quali quella centrale di dimensioni maggiori. Sui fianchi delle navate laterali si trovano le due cappelle centrali, nonché gli altari laterali.
Sull'intersezione col transetto si innesta la cupola, mentre il presbiterio quadrangolare, rialzato rispetto al piano dell'edificio, presenta cantorie sulle pareti (nelle quali trova posto l'organo) e si conclude nell'abside semicircolare, in cui trova posto il coro ligneo.
All'interno dell'edificio si trovano varie opere, tra le quali un dipinto raffigurante i Trionfi dei santi Faustino e Giovita, opera dei Fiammenghini realizzata tra il 1621 e il 1633, un'Immacolata Concezione (o Incoronazione della Vergine), opera di Pompeo Batoni del 1750, e una pala dello stesso Batoni raffigurante la Vergine con il Bambino e i santi Girolamo, Giacomo Maggiore e Filippo Neri, databile al 1763. Inoltre, all’inizio della navata destra è situato il Mausoleo di Stefano Antonio Morcelli, realizzato nel 1828 da Gaetano Matteo Monti. Infine, vi si trovano sculture di Antonio Calegari e pitture di Pietro Ricchi, detto il Lucchese.
Nella cripta sono conservate le reliquie di sant'Agape, martire greca di Salonicco, che nel 304 d.C. venne uccisa per essersi rifiutata di partecipare a un rito pagano.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 151467484 · LCCN (EN) n2002161949 |
|---|