Il dibbuk, dibuk, o dybbuk (in yiddish: דיבוק, dal verbo ebraico: דָּבַק davak, "attaccarsi", "aderire") nella tradizione ebraica è uno spirito maligno o un'anima in grado di possedere gli esseri viventi. Coloro che credono all'esistenza dei dibukin ritengono che sia lo spirito disincarnato di una persona morta, un'anima alla quale è stato vietato l'ingresso al mondo dei morti, lo Sheol.
Il base al credo, queste anime generalmente vagherebbero per il mondo poiché mancherebbe loro la "forza" di mantenere l'attaccamento a Dio per l'ingresso nel Ghehinnom per poi avere accesso al Gan Eden. Come dibbuk, l'anima del trapassato con le succitate mancanze si attaccherebbe al corpo di una persona vivente e coabita con essa.
Il dibbuk abbandonerà l'ospite quando avrà raggiunto i propri obiettivi (a volte dopo essere stato aiutato).
Si ritiene che il dibbuk non sia una condizione "desiderabile" o buona e spesso è in contrasto con le Leggi divine, infatti la persona fisica "ospitante" subirebbe conseguenze come ad esempio non riuscendo a vivere la propria vita e la propria identità o il proprio percorso spirituale.
Il dibbuk non è una forma di reincarnazione.
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