

Il commercio elettronico (in inglese e-commerce o eCommerce) è l’insieme delle transazioni per la vendita e l’acquisto di beni e servizi tramite Internet. Questo tipo di commercio permette alle aziende e ai consumatori di effettuare operazioni commerciali senza la necessità di essere fisicamente presenti nello stesso luogo.
Il termine commercio elettronico ha subito una notevole evoluzione nel corso degli anni ma si distingue tradizionalmente in diretto e indiretto. Nel commercio elettronico diretto l’intero processo di acquisto, pagamento e consegna avviene in formato digitale (ad esempio software o contenuti online). Nel commercio elettronico indiretto la transazione avviene online, ma la consegna del bene è fisica e richiede una logistica tradizionale.
Ecco una panoramica delle principali tappe:
Il concetto di commercio elettronico nasce negli anni '70 con l’introduzione dell’Electronic Data Interchange (EDI), un sistema che permetteva lo scambio elettronico di documenti commerciali come ordini d’acquisto e fatture tra aziende. Questo sistema era utilizzato principalmente da grandi imprese e settori come quello dei trasporti e della logistica.
Con la diffusione di Internet negli anni '90, il commercio elettronico ha iniziato a prendere forma come lo conosciamo oggi. Nel 1994, Netscape ha lanciato il primo browser con protocollo crittografico Secure Socket Layer (SSL), che ha reso possibili le transazioni online sicure. Questo ha aperto la strada alla creazione dei primi siti di e-commerce, come Amazon e eBay, che hanno iniziato a vendere prodotti direttamente ai consumatori. Fu sviluppato un protocollo ad-hoc di transazioni elettroniche sicure, il Secure Electronic Transaction, che contemplasse tutti gli step della compravendita: ma non riuscì a diventare uno standard, a differenza di protocolli più leggeri quali SSL e successivamente TLS.
Negli anni 2000, l'e-commerce ha visto una crescita esponenziale grazie alla maggiore diffusione di Internet e alla nascita di nuove tecnologie. Le aziende hanno iniziato a investire pesantemente nelle piattaforme online, migliorando l’esperienza utente e introducendo nuovi metodi di pagamento. Questo periodo ha visto anche l’emergere del mobile commerce (m-commerce), con l’aumento dell’uso di smartphone e tablet per gli acquisti online.
Negli anni 2010, il commercio elettronico è diventato una componente fondamentale dell’economia globale. L’integrazione con i social media, l’uso di big data e l’intelligenza artificiale hanno trasformato l’e-commerce in un ecosistema complesso e altamente personalizzato. Le piattaforme di e-commerce hanno iniziato a offrire esperienze d’acquisto sempre più personalizzate, basate sui dati e sulle preferenze degli utenti.
Oggi, il commercio elettronico continua a evolversi con l'introduzione di nuove tecnologie come la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR), che offrono esperienze d’acquisto immersive. Inoltre, l’uso di blockchain e criptovalute sta iniziando a influenzare il modo in cui vengono effettuate le transazioni online.
Esistono diverse tipologie di e-commerce. A volte, un sito serve contemporaneamente delle tipologie diverse di clientela:
Le piattaforme di commercio elettronico si basano su infrastrutture tecnologiche integrate che comprendono sistemi di gestione dei contenuti (CMS), gateway di pagamento, servizi di pagamento elettronico (PSP), sistemi di gestione della logistica e soluzioni cloud. L’evoluzione tecnologica ha ridotto le barriere di ingresso, favorendo la diffusione dell’e-commerce anche tra le piccole e medie imprese.
Il commercio elettronico offre numerosi vantaggi, ma presenta anche alcune problematiche. Ecco una panoramica:
L’ottimizzazione per i motori di ricerca è considerata un elemento rilevante nello sviluppo delle piattaforme di commercio elettronico. In ambito professionale viene spesso evidenziata l’integrazione tra sviluppo tecnico e strategie di marketing digitale come fattore determinante per la crescita del progetto online.
Ad esempio dovrebbe compiere le seguenti operazioni:
Nofollow per i link non necessari;<div class=”product-view” itemscope itemtype=”http://sito.org/Product“>
Nel 2012 una ricerca italiana ha calcolato che il fatturato complessivo delle aziende italiane off-line (aziende che hanno una struttura fisica reale e non sviluppano il loro business esclusivamente sul web, come i club di gioco on-line) che usano il web per vendere i propri prodotti e/o servizi è di circa 10 miliardi di euro. I settori più importanti sono risultati il turismo (46%), l'abbigliamento (11%), l'elettronica-informatica (10%) e le assicurazioni on-line (10%).
Nel 2015 secondo Confindustria Digitale, il commercio elettronico con il mercato digitale varrebbe 6,6 punti di Prodotto interno lordo italiano, generando 700.000 posti di lavoro in cinque anni, dei quali, secondo le stime di Federprivacy, fino a 70.000 esperti di protezione dati.
Secondo dati Nielsen, nel 2019 il commercio elettronico in Italia rappresenterebbe l'1,6% del valore della Grande distribuzione organizzata, compreso fra i 100 e 150 miliardi di euro.
Secondo la ricerca "Ecommerce Italia 2025" di Casaleggio Associati, nel 2024 il mercato del commercio elettronico in Italia ha raggiunto un valore complessivo di 85,4 miliardi di euro, con una crescita del +6% rispetto all'anno precedente. La crescita risulta parzialmente influenzata dall'inflazione, che ha contribuito per circa un terzo all'incremento complessivo (2,33%). I settori con le performance migliori sono stati Scommesse e Casinò (+31%), Auto e Moto (+25%), Assicurazioni (+17%) e Moda (+16%), mentre il comparto Editoria ha registrato una contrazione del 14%. Per volume di fatturato, i settori principali rimangono Viaggi e Turismo (21,8 miliardi di euro), Marketplace (14,8 miliardi) e Tempo Libero (13,4 miliardi). Gli acquisti da dispositivi mobili hanno raggiunto il 42,1% del totale delle transazioni online. A inizio 2025 gli italiani connessi a Internet risultavano 53,3 milioni, con un tasso di penetrazione dell'89,9%.
Secondo la Ricerca dell'Osservatorio eCommerce B2C della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2025 gli acquisti online in Italia hanno raggiunto 62,1 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto ai 58,8 miliardi del 2024, trainata sia dall'eCommerce di prodotto (40,1 miliardi) sia dai servizi (22 miliardi).
Secondo Josue Velazquez-Martinez, docente di logistica sostenibile al MIT di Boston, la consegna con opzione supplementare "veloce" richiede un dispendio di energia tre volte maggiore rispetto alla consegna tradizionale.
Restituire la merce costa molto in termini climatici. Secondo i dati raccolti da PresaDiretta, i resi sono aumentati del 66% tra il 2010 e il 2015. Inoltre i molti imballaggi creati ai fini del commercio elettronico provocano un pesante impatto ambientale.
Fabio Iraldo, docente all’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, ha paragonato l'impatto ambientale dei costi dello spostamento fisico in un negozio con l'ecommerce. Egli sostiene che comprare online diventa conveniente dal punto di vista ambientale quando la distanza fisica supera i 15 km. Nei restanti casi l'ecommerce ha un impatto negativo in termini di trasporto e di imballaggio.
Decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, «Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico».
Nello specifico, tre sono le disposizioni degne di nota:
Sebbene non serva un controllo preventivo, tuttavia grandi piattaforme come ad esempio YouTube, avrebbero l’obbligo di implementare tecnologia di filtraggio per il controllo di contenuti che violino il diritto d’autore.
A tale decreto si aggiungono le seguenti norme:
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 960 · LCCN (EN) sh96008434 · GND (DE) 4592128-3 · BNF (FR) cb12532009h (data) · J9U (EN, HE) 987007561259505171 · NDL (EN, JA) 00577580 |
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