Il concorso si articolerà, come dal 2008, in due semifinali e una finale.
Organizzazione
Produzione
Il 12 agosto 2026 l'Unione europea di radiodiffusione (UER) ha approvato alcune modifiche e precisazioni al regolamento dell'Eurovision Song Contest, in vigore a partire dall'edizione 2027. Le principali novità riguardano tre ambiti:
è stata introdotta la possibilità per l'UER di escludere dall'organizzazione del concorso l'emittente vincitrice qualora il Paese ospitante, o una sua specifica regione, sia interessato da un conflitto armato, da una situazione geopolitica sensibile o da altre circostanze tali da compromettere la sicurezza e la stabilità dei partecipanti. In tali casi, l'ente paneuropeo può disporre una valutazione indipendente della situazione e individuare un'emittente alternativa incaricata dell'organizzazione dell'evento;
sono state inoltre chiarite le disposizioni relative all'utilizzo dell'audio, stabilendo che la melodia principale debba essere eseguita dal vivo dall'artista principale. Le basi preregistrate e i cori non possono sostituire né fornire un'assistenza indebita alla voce principale;
l'età minima per partecipare al concorso è stata innalzata da 16 a 18anni, con l'obiettivo di rafforzare la tutela degli artisti più giovani e ridurre le pressioni associate alla partecipazione alla manifestazione. L'età dei partecipanti viene verificata alla data delle prime prove generali, previste nel mese di maggio.
Il giorno successivo, l'UER ha annunciato che, dopo sei edizioni consecutive, l'azienda israeliana di cosmetici Moroccanoil non sarebbe più stata partner ufficiale della manifestazione.
Il 15 settembre 2026 sono stati annunciati i membri dello staff organizzativo dell'evento: Simeon Kasabov (direttore esecutivo dell'emittente BNT) e Atanas Genov (già produttore dell'adattamento bulgaro di Star Academy) ricopriranno il ruolo di produttori esecutivi, mentre la regia sarà affidata a Milena Milotinova (direttrice generale dell'emittente BNT). Ad essi si aggiungono Ilias Kokotos come supervisore esecutivo, Marvin Dietmann come direttore artistico e responsabile dell'evento, Rosica Grigorova come responsabile delle finanze e Kremena Kndieva come responsabile legale.
Logo e slogan
Come già avviene dall'edizione del 2023, lo slogan sarà United by Music.
L'8 giugno 2026 la BNT ha annunciato e presentato il bando per ospitare la manifestazione, tramite il quale le quattro città candidate avrebbero potuto presentare ufficialmente un dossier dettagliato e che rispettavano tutte le necessità per ospitare il concorso. Il successivo 13 luglio, l'emittente ha comunicato che la scelta è stata ristretta alle città di Burgas e Sofia, scartando di conseguenza Plovdiv e Varna.
L'annuncio ufficiale della sede ospitante dell'Eurovision Song Contest 2027 – inizialmente previsto per il 31 luglio – è arrivato il 13 agosto 2026 sul sito ufficiale della manifestazione canora: la sede scelta è l'Arena Burgas dell'omonima città.
Articolazione della selezione
Il processo di selezione della scelta è stato articolato nel seguente modo:
le città interessate hanno preso visione dei criteri fondamentali per ospitare la manifestazione;
alle stesse città sono state poi concesse quattro settimane per preparare i propri piani e progetti per ospitare l'evento;
nel mese di luglio l'emittente organizzatrice ha valutato le candidature in base ai criteri fondamentali;
entro la metà di agosto l'emittente organizzatrice ha visitato le città selezionate e i progetti preparati sono stati inviati all'Unione europea di radiodiffusione (UER) che avrebbe decentrato, di concerto con l'emittente organizzatrice, la città ospitante.
Criteri fondamentali
la sede deve essere al coperto, dotata di aria condizionata secondo gli standard vigenti, e inoltre ben perimetrabile;
la sede deve avere una capacità al 70% della capienza massima compresa tra gli 8 000 e i 10 000 spettatori;
la sede deve essere dotata di un'area principale che consenta la realizzazione di un allestimento di alto livello con altezze disponibili di almeno 18m, buone capacità di carico sul tetto e facile accesso al carico;
la sede deve essere disponibile per sei settimane prima dell'evento, le due settimane dello show e quella successiva per il disallestimento;
la sede deve avere a disposizione una vicina sala stampa che possa accogliere almeno 1 000 giornalisti;
la sede deve avere aree a raso e di facile accesso, contigue e integrate nel perimetro dell'infrastruttura per il supporto tecnico-logistico di 5 000 metri quadrati;
la città deve avere a disposizione oltre 2 000 camere d'albergo nelle aree contigue all'evento;
la città deve avere un aeroporto internazionale non più lontano di un'ora e mezza dalla sede dell'evento.
Andorra: il 6 luglio 2026 l'emittente RTVA ha confermato che il paese non sarebbe tornato a partecipare in quest'edizione.
Bielorussia: in seguito alla sospensione dell'emittente bielorussa BTRC dall'UER, avvenuta il 1º luglio 2021 e successivamente estesa a tempo indeterminato il 23 aprile 2024, lo stato non dispone dei diritti di partecipazione e trasmissione del concorso canoro.
Bosnia ed Erzegovina: il 13 maggio 2025 Lejla Babović, ex capo delegazione bosniaca, ha rilasciato un'intervista nella quale ha spiegato le ragioni per cui l'emittente BHRT non è ancora in grado di tornare a partecipare alla manifestazione, sottolineando inoltre che resta irrisolta la questione delle sanzioni imposte dall'UER a causa del mancato pagamento dei debiti. Il 26 febbraio 2026, dopo che l'indebitamento complessivo dell'emittente ha raggiunto i 100 milioni di marchi (circa 51 milioni di euro), costringendo il canale BHT1 a limitare la propria programmazione ai soli notiziari, l'UER ha dichiarato di essere in costante contatto con BHRT e con il governo bosniaco per individuare una soluzione al problema del debito ed evitare una possibile chiusura dell'emittente. Il successivo 3 luglio l'emittente ha confermato che non sarebbe tornata a partecipare in questa edizione.
Irlanda: il 19 maggio 2026 Kevin Bakhurst, direttore generale dell'emittente RTÉ, ha dichiarato che, ai tempi, non sussistevano motivi per modificare la posizione dell'emittente in merito al boicottaggio della partecipazione di Israele, pur lasciando aperta la possibilità di una revisione nei mesi successivi. Dopo aver inizialmente comunicato che non era stata ancora presa una decisione definitiva sulla partecipazione al concorso, il 17 settembre 2026 l'emittente ha confermato che non sarebbe tornata a partecipare in questa edizione, confermando l'intenzione di proseguire con il boicottaggio contro la partecipazione israeliana.
Kazakistan: il 27 agosto 2026, il Ministero della Cultura e dell'Informazione del Kazakistan ha dichiarato, nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano online BES.media, che avrebbe considerato un possibile debutto nella manifestazione canora. È stato inoltre precisato che un'eventuale partecipazione da parte dell'emittente Khabar Agency (KA) sarebbe stata subordinata a una valutazione dei costi finanziari, alla luce dei vincoli di bilancio esistenti. In caso di debutto, la partecipazione del Paese richiederebbe un invito da parte dell'UER, poiché l'emittente kazaka è attualmente membro associato all'ente paneuropeo; una situazione analoga si verifica annualmente con l'Australia, che partecipa all'Eurovision Song Contest su invito dell'UER, nonostante non sia un membro attivo dell'organizzazione. Il successivo 9 settembre, alla luce delle modifiche dello statuto di adesione dell'UER, Khabar Agency ha presentato domanda per diventare membro attivo dell'ente paneuropeo, con l'obiettivo di favorire la partecipazione diretta del Kazakistan alla manifestazione. Il giorno seguente, l'UER ha risposto alla richiesta di ammissione, dichiarando che l'emittente non soddisfa i criteri previsti per l'adesione e che, nel prossimo futuro, non sono previsti ulteriori inviti di partecipazione rivolti a membri associati o ad altri soggetti esterni all'organizzazione, confermando quindi che il Kazakistan non avrebbe preso parte all'evento.
Kosovo: il 23 maggio 2026 l'emittente RTK ha firmato un accordo con il Ministero della cultura, della gioventù e dello sport del Kosovo con l'obiettivo di rilanciare, nell'ambito del progetto Akordet e Kosovës, due festival musicali autonomi, uno dei quali dedicato ai giovani. L'iniziativa mira a utilizzare entrambe le manifestazioni come selezioni nazionali rispettivamente per l'Eurovision e il Junior Eurovision Song Contest. Nell'ambito del percorso di riavvicinamento all'UER, l'emittente kosovara ha inoltre preso parte all'Assemblea generale dell'organizzazione, svoltasi a Praga nel giugno 2026, con l'obiettivo di ottenere l'adesione attraverso il nuovo status di "membro ausiliario" e avviare successivamente il percorso verso una futura partecipazione alla manifestazione canora. Nonostante l'interesse dimostrato, il paese non è infine stato incluso nella lista ufficiale dei partecipanti alla manifestazione pubblicata dall'UER.
Principato di Monaco: il 14 giugno 2026 TV Monaco ha dichiarato che non era ancora stata presa alcuna decisione riguardo a una possibile partecipazione all'edizione 2027 del concorso. La rete televisiva ha inoltre precisato che avrebbe valutato attentamente i costi finanziari legati a un'eventuale ritorno, alla luce dei vincoli di bilancio dell'emittente MMD. Il successivo 31 luglio, il Dipartimento degli affari culturali monegasco ha confermato che il Principato non sarebbe tornato a partecipare in quest'edizione, citando motivi finanziari.
Paesi Bassi: nonostante un'iniziale conferma della partecipazione al concorso, con l'ente radiotelevisivo NPO incaricato di subentrare all'emittente AVROTROS nell'organizzazione della partecipazione nazione, il 27 ottobre 2026 la stessa NPO ha annunciato il ritiro di tale decisione, in seguito al voto favorevole di numerose emittenti aderenti all'organizzazione a proseguire il boicottaggio contro la partecipazione di Israele.
Repubblica Ceca: il 30 settembre 2026, il quotidiano online Aktuálně ha ipotizzato un possibile ritiro della nazione dalla manifestazione canora, a causa degli ingenti tagli al bilancio dell'emittente ČT, pari a 350 milioni di corone (circa 14,3 milioni di euro). Tali tagli hanno già comportato licenziamenti del personale e una riduzione dei programmi dedicati ai bambini e delle trasmissioni delle reti locali. Il successivo 6 ottobre, l'emittente ha ufficialmente confermato il ritiro dal concorso canoro.
Russia: in seguito all'espulsione a tempo indeterminato di tutte le emittenti televisive russe dall'UER, avvenuta il 26 maggio 2022, lo stato non dispone dei diritti di partecipazione e trasmissione del concorso canoro.
Slovacchia: dopo una mancata partecipazione all'edizione 2026 per motivi economici, il 27 maggio 2026 Jindřich Bardon, responsabile dei programmi della sezione radiofonica dell'emittente STVR, ha espresso l'auspicio di un possibile ritorno della nazione alla manifestazione nel 2027. Il successivo 2 agosto l'emittente ha confermato che il paese non sarebbe tornato a partecipare in quest'edizione, citando motivi finanziari.
Turchia: il 21 maggio 2026 Dara, vincitrice dell'edizione 2026, ha auspicato, tramite un'intervista rilasciata a CNN Türk, il ritorno della Turchia alla manifestazione canora, dopo il ritiro avvenuto nel 2012. Tuttavia, l'emittente TRT non ha mai risposto alle speculazioni e, il successivo 28 ottobre, il paese non è stato infine incluso nella lista ufficiale dei paesi partecipanti pubblicata dall'UER.
Altri stati
Islanda: nel dicembre 2025 Stefán Eiríksson, direttore generale dell'emittente RÚV, ha dichiarato che avrebbe osservato attentamente gli sviluppi dell'edizione 2026 prima di decidere su un eventuale ritorno nel 2027. Il 30 settembre 2026 il Consiglio di amministrazione di RÚV ha dichiarato l'intenzione di proseguire con il boicottaggio della manifestazione in relazione alla partecipazione israeliana. Tuttavia, il successivo 3 ottobre, lo stesso Eiríksson ha precisato che non era stata ancora presa una decisione definitiva sulla partecipazione al concorso, la quale sarebbe spettata alla direzione dell'emittente. Il 28 ottobre 2026, nell'annunciare la lista dei paesi partecipanti – in cui l'Islanda non era stata inserita – l'UER ha dichiarato che le trattative con RÚV riguardanti la partecipazione erano ancora in corso, con la scadenza fissata per il mese di dicembre per prendere una decisione finale.
Slovenia: dopo aver annunciato il ritiro dalla manifestazione nel 2026 nell'ambito del boicottaggio legato alla partecipazione di Israele, diversi media specializzati hanno ipotizzato un ritorno della Slovenia all'edizione 2027 alla luce del mutato contesto politico seguito all'insediamento del governo Janša IV. Il nuovo esecutivo, di orientamento conservatore e considerato più favorevole alla presenza di Israele al concorso, potrebbe infatti favorire un riavvicinamento tra l'emittente RTV SLO e l'UER. Il 12 agosto 2026, un portavoce di RTV SLO ha dichiarato che l'emittente starebbe valutando un possibile ritorno per l'edizione 2027. Il 28 ottobre 2026, nell'annunciare la lista dei paesi partecipanti – in cui la Slovenia non era stata inserita – l'UER ha dichiarato che le trattative con RTV SLO riguardanti la partecipazione erano ancora in corso, con la scadenza fissata per il mese di dicembre per prendere una decisione finale.
Spagna: dopo aver annunciato il ritiro dalla manifestazione nel 2026 nell'ambito del boicottaggio legato alla partecipazione di Israele, il 25 febbraio 2026 l'emittente RTVE ha chiesto all'UER di avviare una discussione sull'eventuale esclusione, a partire dal 2027, dei Paesi coinvolti in conflitti armati attivi dalle manifestazioni organizzate dall'ente paneuropeo. Qualora tale proposta venisse adottata, essa potrebbe comportare l'esclusione di Israele dalla competizione, ma anche dell'Ucraina, attualmente coinvolta nel conflitto russo-ucraino, mentre la Russia risulta esclusa dal concorso dal 2022 a seguito dell'invasione dell'Ucraina. Il 5 maggio seguente, in seguito ad alcune dichiarazioni del direttore esecutivo della manifestazione Martin Green, in cui auspicava a un possibile ritorno della Spagna al concorso, RTVE ha precisato che valuterà l'eventuale partecipazione soltanto in presenza di "condizioni concrete e adeguate". Il 22 settembre 2026, dopo che il Consiglio di amministrazione di RTVE aveva rinviato una riunione nella quale era prevista la discussione di un possibile ritorno alla manifestazione canora, il presidente dell'emittente, José Pablo López, ha dichiarato di voler proporre al Consiglio di amministrazione il boicottaggio della manifestazione per il secondo anno consecutivo. López ha motivato la proposta facendo riferimento a una "chiara mancanza etica" legata alla partecipazione di Israele, pur riconoscendo i progressi introdotti dal nuovo regolamento del concorso. Il 28 ottobre 2026, nell'annunciare la lista dei paesi partecipanti – in cui la Spagna non era stata inserita – l'UER ha dichiarato che le trattative con RTVE riguardanti la partecipazione erano ancora in corso, con la scadenza fissata per il mese di dicembre per prendere una decisione finale.
Ungheria: all'indomani della vittoria del Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA) alle elezioni parlamentari ungheresi del 2026, il suo leader Péter Magyar, divenuto primo ministro, ha dichiarato che, qualora la decisione fosse dipesa dal governo, avrebbe lavorato per favorire il ritorno dell'Ungheria alla manifestazione canora. Nel maggio 2026 lo stesso Magyar ha successivamente affermato, nel corso di un'intervista all'emittente austriaca ORF, di aver incaricato il Ministero della Cultura di valutare concretamente tale possibilità. Il 23 giugno 2026 l'Assemblea nazionale ungherese ha approvato un disegno di legge volto a riformare la normativa sui servizi di media e sulla comunicazione di massa, disponendo lo scioglimento di MTVA, l'ente radiotelevisivo che aveva gestito la partecipazione dell'Ungheria al concorso fino al 2019, e l'istituzione di una nuova emittente pubblica, la Magyar Rádió és Televízió (MRTV). La riforma è entrata ufficialmente in vigore il 27 giugno dello stesso anno, mentre l'avvio delle attività della nuova emittente è previsto per il 25 ottobre 2026. Il successivo 3 settembre András Horváth, amministratore delegato ad interim della MRTV, ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con l'UER, che avrebbe previsto una riduzione della quota di partecipazione e una proroga del termine per la conferma dell'adesione al concorso, fissato al 7 dicembre. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Horváth, la decisione definitiva sulla partecipazione sarebbe stata presa dopo l'insediamento della dirigenza permanente dell'emittente. Nonostante l'interesse manifestato, il paese non è stato incluso nell'elenco ufficiale dei partecipanti pubblicato dall'UER; tuttavia, l'emittente MRTV dispone di una proroga fino al 7 dicembre per confermare la propria partecipazione.