Un easter egg (in italiano, letteralmente, uovo di Pasqua) in informatica è un contenuto, di solito di natura faceta o bizzarra e innocuo, che i progettisti o gli sviluppatori di un prodotto, specialmente software, nascondono nel prodotto stesso.
L'espressione rievoca la caccia all'uovo di Pasqua tradizionalmente svolta in alcuni paesi nel periodo pasquale.
Un esempio celebre sono i frammenti di videogiochi attivabili con determinate pressioni di tasti in molte versioni di Microsoft Excel o altri prodotti Office, ma è utilizzato anche in altri ambiti, indicando contenuti nascosti all'interno di libri, film o episodi di serie TV e soprattutto videogiochi.
Il termine venne coniato da Steve Wright della Atari, nell'ambito dei videogiochi. Il primo videogioco conosciuto contenente un contenuto nascosto è Moonlander (anche conosciuto come Lunar Lander) del 1973 per DEC GT40, dove atterrando vicino ad una struttura rettangolare compare la M di McDonald's, mentre nel caso la navicella vada ad urtare tale rettangolo comparirà il messaggio che si è demolito l'unico MacDonald's presente sulla luna (McDonald's scritto erroneamente). Contenuti analoghi sono rintracciabili in titoli per Fairchild Channel F quali Videocart-4: Spitfire (1977), Democart (1977) e Video Whizball (1978), Starship 1 (1977) per Atari e Adventure (1979).
Un Easter Egg si classifica come tale se è qualcosa di completamente estraneo alle normali funzioni del software in questione e al tempo stesso non causa nessun danno (quindi si escludono contenuti nascosti di natura ben diversa e malevola come virus, trojan, spyware, ecc.) La maggior parte degli easter egg si trova nascosta in prodotti software ed è pertanto accessibili solo seguendo una serie di passaggi: molto spesso svolgono il ruolo di una sorta di "firma" che il programmatore integra nel prodotto che ha realizzato.
Oggi l'espressione ha assunto un significato più esteso; viene considerato tale qualunque elemento nascosto in un prodotto e a volte accessibile solo attraverso una serie di passaggi. Non di rado, perciò, si sente parlare di easter egg anche nell'ambito dei CD musicali (ad esempio come traccia nascosta) e nei DVD (contenuti accessibili solo premendo alcuni tasti del telecomando o attivando aree del menu non segnalate). Nel cinema e in ambito videoludico, il termine fa invece riferimento a dettagli inseriti in alcune scene dai registi, ad esempio riferimenti ad altri film, citazioni ad opere letterarie ed artistiche o brevi cameo di personaggi famosi, spesso difficili da notare.