| Tracina vipera | |
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| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Perciformes |
| Famiglia | Trachinidae |
| Genere | Echiichthys Bleeker, 1861 |
| Specie | E. vipera |
| Nomenclatura binomiale | |
| Echiichthys vipera Cuvier, 1829 | |
| Sinonimi | |
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Trachinus vipera | |
| Areale | |

La tracina vipera (Echiichthys vipera Cuvier, 1829) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Trachinidae, comune nel mar Mediterraneo. Si tratta dell'unica specie appartenente al genere Echiichthys.
La specie è diffusa nel mar Mediterraneo, dove sembra particolarmente comune nel mar Adriatico, e nell'oceano Atlantico nordorientale dal mare del Nord al Marocco, comprese le isole Canarie e Madera.
Vive su fondi sabbiosi o di ghiaia fine, a profondità da pochi centimetri a circa 50 metri. In estate è frequente in acqua molto bassa mentra in inverno scende a profondità maggiori. Talvolta frequenta le foci fluviali.
L'aspetto generale di E. vipera è simile a quello tipico delle altre tracine, con bocca grande inserita obliquamente e occhi posti sul profilo dorsale della testa e molto ravvicinati fra loro. Il corpo è leggermente più alto rispetto alle altre tracine, è poco compresso ai lati nella sezione anteriore mentre diventa sempre più schiacciato verso la coda. Il corpo è privo di scaglie salvo che sull'opercolo. Le pinne dorsali sono due: la prima è breve e triangolare con 5-7 raggi spiniformi, la seconda è molto lunga e composta da 21-24 raggi molli. La pinna anale è quasi simmetrica alla seconda dorsale, ha 1 raggio spinoso e 24-26 molli. La pinna caudale è abbastanza grande con margine tronco. Le pinne pettorali sono grandi, le pinne ventrali poco sviluppate. Come in tutte le tracine le spine opercolari e i raggi della prima pinna dorsale sono collegati a ghiandole velenifere.
La colorazione di fondo è grigio sabbia sul dorso e argenteo madreperlacea sul ventre. Sui fianchi sono presente macchiette e punti bruno giallastri grossolanamente allineati. La prima pinna dorsale e il bordo della pinna anale sono neri.
La taglia è piccola, normalmente non superiore a 10 cm. Eccezionalmente può raggiungere i 27,7 7 cm per 166 grammi di peso.
Passa la maggior parte del tempo infossata nella sabbia con solo gli occhi e la prima pinna dorsale emergenti.
Predatrice, si nutre di qualsiasi organismo riesca a catturare e ingerire.
Avviene da maggio a giugno nel golfo di Napoli. Le uova e le larve sono pelagiche. L'uovo ha diametro compreso tra 0,95 e 1, 37 mm, è dotato di numerose goccioline oleose per favorire il galleggiamento. La larva che se ne schiude misura circa 3,2 mm e fa vita pelagica fino a una lunghezza di circa 35 mm.
Tra i predatori noti alla scienza vi sono il merlano, la razza Raja montagui e il capone gallinella.
Viene pescata perlopiù casualmente con reti da posta costiere e con le lenze. Le carni sono delicate, apprezzate soprattutto nella zuppa di pesce.
A dispetto delle piccole dimensioni viene considerata la tracina più pericolosa del Mediterraneo, sia per la potenza del veleno che per l'abitudine di trattenersi in estate nelle acque poco profonde e molto frequentate delle spiagge. Le spine opercolari e della prima pinna dorsale sono velenifere e possono provocare punture dolorosissime anche se l'avvelenamento raramente assume carattere di gravità. Si può essere punti sia camminando in acqua bassa che slamando o smagliando dalla rete un pesce pescato o perfino pulendo un esemplare acquistato al mercato. Talvolta succede che attacchi i subacquei.
La specie è comune e non appare minacciata. La IUCN non attribuisce a questa specie alcuna categoria di minaccia.