Economia dello Zimbabwe

Economia
{{{Didascalia}}}
Sistema economicoeconomia di mercato
ValutaZimbabwe Gold
Organizzazioni internazionaliUA, ACFTA, WTO, SADC, COMESA
Statistiche
PIL (nominale)47.08 miliardi di $ (2023) (106º)
Inflazione (CPI)172.2% (2023)
Popolazione sotto la soglia di povertà1% (2017)
Gini44.3 (2017)
ISU0.563 (2018) (150ºº)
Forza lavoro6,560,725 (2023)
Forza lavoro per occupazione58,6% (2022)
Relazioni con l'estero
Esportazioni6.59 miliardi di $
Prodotti esportatiPlatino, Cotone, Tabacco, Oro, Ferroleghe
Partner esportazioniSudafrica

Emirati Arabi Uniti Cina Belgio Mozambico

Finanze pubbliche

L'economia dello Zimbabwe è basata sul sistema aureo. Il PIL nominale è stimato a 73 miliardi di dollari (nel 2023), mentre la parte "sommersa" è stimata a 44 miliardi di dollari statunitensi, il 64,1% del Pil nominale. Il settore primario contribuisce alla maggior parte delle esportazioni. Il paese ha riserve metallurgiche di cromite, ma anche altri minerali destinati all'esportazione come carbone, amianto, nichel, oro, platino e minerali di ferro.

Situazione economica attuale

Nel 2000 lo Zimbabwe pianificò la riforma agraria, che prevedeva l'esproprio delle aziende agricole possesute dai bianchi create durante il periodo coloniale, e la loro ridistribuzione alla popolazione nativa; la gran parte erano cittadini e membri del partito ZANU-PF, che erano disinteressati e inesperti in agricoltura e fallirono nell'ottenere l'alta efficienza degli ex-proprietari, ma un po' di guadagni furono ottenuti nel breve periodo grazie alla vendita delle terre e dell'attrezzatura. Questa mancanza di esperienza nel settore agricolo portò a una riduzione delle esportazioni e una minore fiducia nel mercato, il paese vide una caduta nella produzione del cibo e ad oggi queste terre sono usate da comunità rurali per mantenersi, quindi è ripartita la coltivazione di prodotti alimentari base come il mais a discapito di quelli destinati all'esportazione come tabacco e caffè, inoltre lo Zimbabwe è stato scenario del 30º caso di iperinflazione nella storia.

La spesa pubblica è pari al 29,7% del PIL, le imprese pubbliche sono fortemente finanziate e le tasse e la regolamentazione sono molto rigide verso le aziende private, per questo è molto difficile aprire un business o chiuderlo e a causa di queste legislazioni sul mercato assumere o licenziare un lavoratore é un processo molto lungo e nel 2008, secondo una stima non ufficiale, il tasso di disoccupazione era cresciuto del 94%.

Nel 2023 il tasso di disoccupazione si attestava al 9,3%

Un report pubblicato nel 2014 dall'African Progress Panel ha stimato che, su tutti i paesi africani esaminati in base al tempo necessario per raddoppiare il proprio PIL Pro Capite, lo Zimbabwe si piazzerebbe ultimo, infatti, allo stato attuale ci vorrebbero 190 anni per raddoppiare il proprio PIL Pro Capite. E con l'incertezza sul programma di indigenizzazione, la mancanza di una stampa libera, la possibilità di abbandonare il Dollaro Statunitense come valuta ufficiale, l'instabilità politica che seguì la fine del governo di unità nazionale con l'MCD e le lotte per il potere interne nel partito ZANU-PF hanno solo peggiorato le aspettative per il futuro.

Nel settembre 2016 il ministro delle finanze identificò come cause della situazione economica attuale i bassi livelli di produzione e la conseguente bilancia commerciale in negativo, gli insignificanti investimenti esteri e la mancanza di un accesso ai mercati internazionali a causa dell'"arretratezza del paese".

Lo Zimbabwe è al 140º posto su 190 paesi sulla classifica pubblicata dalla Banca Mondiale sulla facilità di investire. Però furono classificati in alto per la facilità di ottenere credito (al 85° posto) e la tutela degli imprenditori minori (al 95° posto).

Infrastrutture e Risorse

Trasporti

Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Zimbabwe.

I trasporti interni in Zimbabwe e la rete elettrica sono modernizzate, tuttavia la manutenzione non è adeguata. Lo Zimbabwe è attraversato da 2 autostrade transafricane: la Cairo-Città del capo e la Beira-Lobito. Le autostrade poco asfaltate collegano i principali centri urbani e aree industriali, mentre il sistema ferroviario nazionale, gestito da Ferrovie Nazionali dello Zimbabwe (NRZ in inglese), collega lo Zimbabwe ad un più vasto sistema ferroviario che lo collega ai suoi vicini.

Energia

L'ente responsabile del rifornimento di energia elettrica è lo ZESA. Lo Zimbabwe ha 2 siti principali di produzione di energia elettrica: la diga di Kariba (co-posseduta assieme al vicino Zambia) e dal 1983 la centrale geotermica di Hwange e le sue miniere di carbone. Tuttavia, queste non soddisfano il fabbisogno nazionale e per questo sono frequenti i blackout organizzati. La centrale di Hwange non è capace di utilizzare la sua massima capacità viste le tecnologie arretrate e la poca manutenzione. Nel 2006 la distruzione delle infrastrutture e la mancanza di macchinari per l'estrazione di carbone hanno portato lo Zimbabwe a esportare il 40% della sua energia, di cui 100 megawatt dalla Repubblica Democratica del Congo, 200 megawatt dal Mozambico, 450 megawatt dal Sudafrica e altri 300 megawatt dallo Zambia. Nel maggio 2010 la produzione energetica del paese era stimata sui 940 megawatt su una domanda era di 2500. L'uso di piccoli generatori è molto diffuso.

Telecomunicazioni

Un tempo le linee telefoniche erano difficili da produrre. Ha un solo gestore telefonico, TelOne. Le reti di telefonia cellulare sono un'alternativa. I principali operatori telefonici sono Telecel, Net*One, ed Econet.

Agricoltura

L'agricoltura si può dividere in due categorie: quella dedicata all'esportazione come cotone, tabacco, caffè, arachidi e numerosi frutti, e quella di sussistenza con alimenti destinati al consumo interno, come mais e grano.

L'agricoltura dedicata all' esportazione era completamente controllata dalla minoranza bianca prima della riforma agraria cominciata nel 2000, in cui le terre in Zimbabwe furono revocate forzatamente dai bianchi e ridistribuite ai nativi neri, questo fu fatto da Robert Mugabe per cancellare delle disuguaglianze lasciate dal colonialismo. I nuovi proprietari però non avevano terreni e quindi le garanzie per accedere ai prestiti bancari, oltre a questo i piccoli agricoltori non avevano esperienza di agricoltura su scala commerciale.

Dopo la ridistribuzione delle terre la gran parte di loro rimase di loro rimase incolta e la produzione agricola subì un calo drastico. l'Università dello Zimbabwe nel 2008 stimò che fra il 2000 e il 2007 la produzione agricola diminuì del 51%. La produzione di tabacco, il prodotto agricolo più esportato, diminuì del 79% fra il 2000 e il 2008.

Settore minerario

Come molti altri paesi della regione, il suolo dello Zimbabwe è ricco di materie prime, come platino, carbone, ferro grezzo e oro. Di recente sono stati trovati anche giacimenti di diamanti di dimensioni considerevoli. Esistono anche giacimenti di rame, cromite e nichel, anche se in quantità ridotta. Nel 2006 fu scoperto il deposito di diamanti di Manange che si pensa possa essere il più grande al mondo.

Nel marzo 2011, il governo zimbabwese applicò delle leggi che obbligavano le aziende del settore minerario ad avere a loro comando dei cittadini zimbabwesi, a seguito di queste notizie ci fu un calo drastico dei prezzi delle azioni delle compagnie che avevano miniere in Zimbabwe.

Produzione annua di oro
Anno Produzione di oro (Kg)
1998 27.114
2007 7.017
2015 18.400

Istruzione

Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione in Zimbabwe.

Lo stato dell'educazione in Zimbabwe influenza la crescita dell'economia mentre l'economia può influenzare la disponibilità e il livello degli insegnanti. Ad oggi lo Zimbabwe ha uno dei tassi di alfabetizzazione più alti in Africa, sopra il 90%. La crisi del 2000, però, ha comunque ridimensionato questi dati a causa dell'esodo di insegnanti e specialisti (dottori, scienziati, ingegneri) verso altri paesi. Inoltre, il nuovo programma scolastico nelle scuole primarie e secondarie ha influito sullo stato di un settore un tempo forte.

Note

  1. ↑ (EN) Zimbabwe, su World Economics. URL consultato l'8 febbraio 2025.
  2. 1 2 (EN) Zimbabwe, su World Economics. URL consultato l'8 febbraio 2025.
  3. ↑ Zimbabwe | SADC, su sadc.int. URL consultato il 14 febbraio 2025.
  4. ↑ Peter Stiff, Cry Zimbabwe: independence - twenty years on, Galago Publ, 2000, ISBN 978-1-919854-02-1.
  5. ↑ The Zimbabwean, su thezimbabwean.co. URL consultato il 14 febbraio 2025.
  6. ↑ Koech Janet, Hyperinflation in Zimbabwe (PDF). URL consultato il 14 febbraio 2025 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2020).
  7. ↑ Heritage, su heritage.org.
  8. ↑ Fainos Mangena, Professor (PDF), in The Journal of Pan African Studies, vol. 6, n. 8, marzo 2014, p. 78 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2014).
  9. ↑ Zimbabwe Unemployment Rate 1991-2025, su macrotrends.net. URL consultato il 14 febbraio 2025.
  10. ↑ Fish, Grain and Money: Financing Africa's Green and Blue Revolutions (PDF), in African Progress Panel, 2014. URL consultato il 5 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2014).
  11. ↑ Bad news: It could take Zimbabwe 190 years to double incomes and Kenya, Senegal 60 on present form | Mail & Guardian Africa, su mgafrica.com, 12 novembre 2014. URL consultato il 5 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2014).
  12. ↑ (ID) BDLIVE NEWS, su BDLIVE NEWS, 5 marzo 2025. URL consultato il 5 marzo 2025.
  13. ↑ (EN) Mid-term report reveals deep crisis | The Financial Gazette, su financialgazette.co.zw. URL consultato il 5 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2017).
  14. ↑ (EN) Zimbabwe Is A Top 20 Ease Of Business Reformer., in Mukai Digital, 8 luglio 2020. URL consultato il 5 marzo 2025 (archiviato dall'url originale l'8 luglio 2020).
  15. ↑ (EN) News24 | South Africa's leading source of trusted news, opinion and insight for 25 years, su News24. URL consultato l'8 marzo 2025.
  16. ↑ Zimbabwe, China in $400 mln power plant deal | Top News | Reuters, su af.reuters.com, 5 maggio 2010. URL consultato l'8 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2010).
  17. ↑ (EN) Ululations, tears as white Zimbabwean farmer returns to seized land, in Reuters. URL consultato il 3 aprile 2025.
  18. ↑ (EN) Andrew Mambondiyani, Bank loans beyond reach for Zimbabwe farmers without land titles, in U.S.. URL consultato il 4 aprile 2025.
  19. ↑ (EN) Zimbabwe to hand back land to some white farmers, su The Telegraph, 13 luglio 2015. URL consultato il 5 aprile 2025.
  20. ↑ The Zimbabwe Situation, su www.zimbabwesituation.com. URL consultato il 5 aprile 2025.
  21. ↑ 7 TOBACCO IN ZIMBABWE, su www.fao.org. URL consultato il 5 aprile 2025.
  22. ↑ (EN) Mugabe Makes Zimbabwe’s Tobacco Farmers Land Grab Winners, in Bloomberg.com. URL consultato il 5 aprile 2025.
  23. ↑ (EN) PGM prices and trading, su matthey.com. URL consultato il 6 aprile 2025.
  24. ↑ Mining Journal - Implats, Aquarius fall on Zimbabwe indigenisation news, su mining-journal.com. URL consultato il 6 aprile 2025 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2011).
  25. ↑ (EN) Zimbabwe | History, Map, Flag, Population, Capital, Pronunciation & Facts | Britannica, su www.britannica.com, 31 maggio 2025. URL consultato il 31 maggio 2025.
  26. ↑ Kanyongo e Gibbs Y., Zimbabwe's Public Education System Reforms: Successes and Challenges (PDF), in International Education Journal, vol. 6, 2005, pp. 65-74.

Altri progetti