Electric State

Electric State
Titolo originalePassagen
AutoreSimon Stålenhag
1ª ed. originale2017
1ª ed. italiana2020
Genereromanzo
Sottogenerefantascienza
Lingua originaleinglese
AmbientazioneStati Uniti d'America, 1997 alternativo
ProtagonistiMichelle
Altri personaggiSkip, Christopher, Ted, Birgitte, Amanda

Electric State (Passagen) è un romanzo illustrato di fantascienza post apocalittica dell'artista svedese Simon Stålenhag, pubblicato nel 2017.

Dall'opera è stata liberamente tratto il film The Electric State, distribuito nel 2025.

Storia editoriale

L'idea per l'opera è venuta all'autore durante un viaggio in auto attraverso la California; l'atmosfera della cittadina di Bishop, le vaste distese del parco nazionale di Yosemite e la California del Nord hanno ispirato i disegni che hanno completato il romanzo, scritto sulla scorta delle esperienze vissute da bambino, quando i suoi genitori divorziarono e suo fratello e sua sorella maggiori si presero cura di lui. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Michelle, con l'aiuto di molti flashback e delle tavole disegnate con atmosfere anni 1990.

L'opera non è un fumetto, bensì un libro illustrato da disegni che sono accompagnati da testo descrittivo e narrativo; i disegni, riproducono scenari retrofuturistici e distopici che richiamano molto il realismo di Edward Hopper.

Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel dicembre 2017, auto-prodotto grazie alla piattaforma kickstarter, poi ripubblicato nel 2018 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna con le case editrici Skybound Books e Atria Books. È stato candidato nel 2019 in Gran Bretagna al Premio Arthur C. Clarke, posizionandosi nello stesso anno negli Stati Uniti al decimo posto per il Premio Locus come miglior libro d'arte.

L'opera è stata pubblicata in Italia nel 2020.

Trama

«Come ho detto, Ted era sulla riva del fiume da una settimana. Era sdraiato sotto un ombrellone e quando abbiamo lasciato Soest con la sua vecchia Corolla gli avvoltoi gli avevano già mangiato metà del corpo, anche se sotto il corno del neurocaster la sua bocca si muoveva ancora, come se stesse sognando.»

Una ragazza, accompagnata da uno strano robot dall'enorme testa gialla, attraversano gli Stati Uniti dal deserto del Mojave per raggiungere la costa del Pacifico. Nel 1997 il territorio è devastato da una guerra che si è conclusa ma che ha lasciato ovunque rovine, rottami di enormi droni e di navi da combattimento. Lo scopo del viaggio non viene spiegato, se non alla fine del romanzo. La guerra è stata combattuta da droni guidati da piloti in collegamento neurale. Una volta terminato il conflitto, la tecnologia militare è stata utilizzata per la commercializzazione di visori virtuali che danno assuefazione e hanno causato l'abulia della maggior parte della popolazione.

La ragazza si chiama Michelle. Quando era bambina la madre, ex pilota di droni militari, era morta impazzita a causa degli effetti collaterali dei collegamenti neuronali. Con il fratellino più piccolo, Christopher, affetto da ritardo mentale, è stata affidata, al nonno che è morto tre anni dopo per una malattia causata probabilmente dalle scorie dei bombardamenti. Michele è stata affidata a una coppia, Ted e Birgitte, mentre il fratello è stato sottoposto a moltissime operazioni chirurgiche, ricoverato per lungo tempo e di lui ha perso le tracce. Birgitte è morta, a causa dell'abuso del visore virtuale mentre Ted è diventato catatonico. La Sentre, la società che commercializza i visori, ha introdotto un aggiornamento al software che causa dipendenza e causa negli utenti abulia portandoli alla morte cerebrale. Michelle è immune a alla dipendenza avendo una malformazione agli occhi che non le permette l'uso dell'apparato. L'unica amica di Michelle, Amanda, ha cambiato città, lasciandola sola. Un giorno si presenta a Michelle un robot che ha le fattezze di Kid Kosmo, un personaggio dei fumetti amato da Christopher. In mano ha un pupazzetto che la ragazza aveva regalato al fratello. Michelle capisce che l'automa, Skip, è comandato da remoto dal fratello e seguendo le indicazioni riportate sulla mappa che il robot ha in mano, si dirige verso la costa del ovest degli USA portando con sé un kayak. Dopo un lungo viaggio in auto, con l'imbarcazione legata sul tettuccio, attraverso territori sconvolti dalla guerra, abitati da persone assuefatte al visore, pieni di carcasse di astronavi da guerra, robot giganti e droni da combattimento, la ragazza e Skip giungono a destinazione, all'indirizzo segnato sulla mappa. In una villetta trova il fratello disteso su di un letto e con il visore indossato e prossimo alla morte per inedia. Fuori dall'abitazione sta sopraggiungendo un uomo armato di pistola che li aveva seguiti lungo tutto il viaggio; non si sa chi sia ma un drone abbandonato su di un prato si rianima improvvisamente, uccidendolo. Michelle vuole portare via il fratello e con lui dirigersi con il kayak verso il mare aperto, ma ha paura che togliendo l'apparecchio al fratello, egli possa morire. Non si ha modo di conoscere la sorte di Michelle e del fratello, ma le tavole mostrano l'inquadratura del mare; sulla spiaggia è stata abbandonata l'auto senza il kayak sul tetto e nell'acqua giace Skip inanimato e il visore di Christopher.

Opere derivate

Dall'opera è stata liberamente tratto il film The Electric State, distribuito nel 2025. Il lungometraggio, distribuito da Netflix, è stato definito dalla rivista Rolling Stone "goffo o scontato", che è riuscito a trasformare l'opera "stimolante e acclamata dalla critica" dell'artista Simon Stålenhag in un film dimenticabile e prevedibile, ben poco fedele allo spirito e alla trama del romanzo.

Edizioni

Note

  1. 1 2 3 4 David Padovani, Electric State: l'on the road fantascientifico di Simon Stälenhag, su lospaziobianco.it, 24 giugno 2020. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  2. 1 2 3 (EN) Liz Ohanesian, Road trip through post-apocalyptic California with a robot and a runaway in Simon Stålenhag’s ‘The Electric State’, in Los Angeles Time, 2 gennaio 2019.
  3. 1 2 David Fear, ‘The Electric State’ è quello che ottieni quando trasformi i film in “contenuti”, su Rolling Stone, 19 marzo 2025. URL consultato il 10 febbraio 2025.
  4. ↑ (EN) Simon Stålenhag Awards Summary, su Science Fiction Awards Database. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  5. ↑ Stålenhag (2020), p. 119
  6. ↑ Stålenhag (2020)

Collegamenti esterni