Embrithopoda

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Embrithopoda
Scheletro di Arsinoitherium zitteli
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
CladePaenungulata
CladeTethytheria
Ordine†Embrithopoda
Andrews, 1906
Famiglie

Gli embritopodi (Embrithopoda, il cui nome significa "dai piedi pesanti") sono un ordine estinto di mammiferi ritrovati in Asia, Africa ed Europa orientale. La maggior parte dei generi di embritopodi è conosciuta esclusivamente da mascelle e denti risalenti dal tardo Paleocene al tardo Eocene, circa 56-28 milioni di anni fa, ma l'ordine è meglio conosciuto dal suo membro più recente, Arsinoitherium.

Descrizione

Scheletro completo di A. zitteli

Sebbene gli embritopodi abbiano una somiglianza apparente con i rinoceronti, le loro corna avevano nuclei ossei coperti di pelle cheratinizzata e non erano fatti di peli. Non tutti gli embrithopoda possedevano corna. Nonostante il loro aspetto, sono considerati legati agli elefanti, non ai perissodattili.

Come i tetiteri, si ritiene che embrithopoda faccia parte del clade Afrotheria. Tuttavia, uno studio sull'arsinoitheriide basale, Palaeoamasia kansui, suggerisce che gli embritopodi non sono tetiteri o penungulati, e che hanno bisogno di essere meglio campionato in un'analisi sui rapporti con gli eutheri per chiarire se siano o meno afrotheri. Non è inoltre chiaro se gli embrithopoda siano originari dell'Africa o dell'Eurasia. Tuttavia, recenti scoperte dimostrano un'origine africana e inoltre una relazione con altri paenungulati, sebbene si siano separati dal ramo principale prima di quanto si pensasse in precedenza.

Fossili di embritopodi sono stati ritrovati in Egitto, Marocco, Mongolia, Turchia, Romania, Namibia e Tunisia. Fino agli anni '70, era noto solo Arsinoitherium stesso, apparentemente isolato nei reperti fossili.

Classificazione

Cranio di A. zitteli

McKenna & Manning (1977) e McKenna & Bell (1997) consideravano Phenacolophus dalla Mongolia un embrithopoda primitivo, sebbene questa attribuzione sia stata contestata da molti altri autori. Uno studio cladistico del 2016 ha collocato Phenacolophus tra i perissodactyli e gli embrithopoda alla base di Altungulata. Più recentemente, è stato riclassificato come un afroterio, sebbene in una posizione più basale di quanto precedentemente ipotizzato.

Ordine Embrithopoda Andrews, 1906 sensu Prothero & Schoch, 1989 (=Barypoda Andrews, 1904)

Note

  1. ↑ Rose, 2006, pp. 242-3.
  2. ↑ Emmanuel Gheerbrant; Arnaud Schmitt; László Kocsis (2018). Early African fossils elucidate the origin of embrithopod mammals. Current Biology. Online edition. doi:10.1016/j.cub.2018.05.032.
  3. ↑ Rose, 2006, p. 265.
  4. 1 2 Introduction to the Embrithopoda, su ucmp.berkeley.edu, University of California Museum of Paleontology. URL consultato il 7 marzo 2013.
  5. 1 2 3 O. Erdal, P.-O. Antoine, S. Sen e A. Smith, New material of Palaeoamasia kansui (Embrithopoda, Mammalia) from the Eocene of Turkey and a phylogenetic analysis of Embrithopoda at the species level, in Palaeontology, vol. 59, n. 5, 2016, pp. 631-655, DOI:10.1111/pala.12247.[Erdal et al.'s inclusion of Embrithopoda in Tabuce et al. (2007) finds them outside of (Ungulata + Afrotheria). Since this clade is not supported by molecular data, it suggests the need to explore the relationships of embrithopods, as they could potentially have affinities with laurasiatheres and "true" ungulates.]
  6. 1 2 E. Gheerbrant, A. Schmitt, and L. Kocsis. 2018. Early African Fossils Elucidate the Origin of Embrithopod Mammals. Current Biology, 28:1-7.
  7. 1 2 M. Pickford, B. Senut, J. Morales, P. Mein e I. M. Sanchez, Mammalia from the Lutetian of Namibia, in Memoir of the Geological Survey of Namibia, vol. 20, 2008, pp. 465-514.
  8. ↑ Nicolas Vialle, Gilles Merzeraud, Cyrille Delmer, Monique Feist, Suzanne Jiquel, Laurent Marivaux, Anusha Ramdarshan, Monique Vianey-Liaud, El Mabrouk Essid, Wissem Marzougui, Hayet Khayati Ammar e Rodolphe Tabuce, Discovery of an embrithopod mammal (Arsinoitherium?) in the late Eocene of Tunisia, in Journal of African Earth Sciences, vol. 87, 2013, pp. 86-92, DOI:10.1016/j.jafrearsci.2013.07.010.
  9. ↑ W. v. Koenigswald, Unique differentiation of radial enamel in Arsinoitherium (Embrithopoda, Tethytheria), in Historical Biology, vol. 25, n. 2, 2012, pp. 183-192, DOI:10.1080/08912963.2012.714658.
  10. ↑ Radulesco Sudre, 1985; Maas Thewissen Kappelman, 1998, p. 291; Rose Archibald, 2005, pp. 97-98.
  11. ↑ Mikko's Phylogeny Archive Mikko Haaramo, †Embrithopoda - arsinoitheres, su helsinki.fi, 2007. URL consultato il 30 dicembre 2015.

Bibliografia

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