
Emilio Usiglio (Parma, 8 gennaio 1841 – Milano, 8 luglio 1910) è stato un compositore e direttore d'orchestra italiano.
Era figlio di Ciro Abram Graziadio e di Marianna Sacerdoti. Entrambi i genitori provenivano da famiglie ebraiche benestanti e si erano sposati pochi giorni prima della sua nascita, essendo la madre rimasta vedova di Marco Grassetti.
Cresciuto in un ambiente intellettualmente vivace e sensibile all'arte (la madre era titolare di un palco al teatro Ducale), ricevette un'educazione varia, che spaziava dalla matematica alle lettere. Sin da bambino si mostrò incline alla musica e in particolare al pianoforte. I suoi primi insegnanti furono Giuseppe Barbacini e Giovanni Rossi, maestri concertatori al Ducale, quindi studiò a Pisa con Gustavo Romani e si perfezionò in composizione a Firenze, con Teodulo Mabellini.
A 20 anni debuttò con successo come operista con La locandiera, tratto dall'omonima commedia di Carlo Goldoni. Dedito esclusivamente ai generi buffo e giocoso, la sua opera di maggior successo fu Le educande di Sorrento (1868). Nel 1870 scrisse La scommessa, a cui seguì nel 1879 Le donne curiose, tratta dalla commedia omonima di Goldoni che fu portata molte al successo anche dal baritono Federico Carbonetti.
Come direttore d'orchestra, diresse con nel 1875 a Bologna la nuova versione del Mefistofele di Arrigo Boito, nel 1876 la prima italiana dell'Amleto di Thomas a Venezia e della Carmen di Georges Bizet a Napoli nel 1879. Nel 1882 diresse il Lohengrin a Venezia.
La sua carriera risentì di una progressiva sordità che lo portò a ritirarsi nel 1897 a Milano con la moglie, la cantante Clementina Brusa (Ternate, 30 maggio 1845 - Milano, 2 ottobre 1910).

| Controllo di autorità | VIAF (EN) 66003625 · ISNI (EN) 0000 0000 3920 540X · SBN INTV033967 · BAV 495/106217 · Europeana agent/base/118256 · LCCN (EN) nb2008017217 · GND (DE) 1047138859 · BNF (FR) cb17353064n (data) · NSK (HR) 981005727152909366 |
|---|