Emma Booth (attrice)

Emma Booth agli AACTA Awards 2012

Emma Booth (Denmark, 28 novembre 1982) è un'attrice e modella australiana.

Biografia

Attrice

Ha iniziato la propria carriera come attrice nel 1996 nella serie TV The Adventures of the Bush Patrol.

Nel 2007 ha esordito in ambito cinematografico recitando nel film Il matrimonio è un affare di famiglia, in cui interpretava uno dei personaggi principali.

Nel 2008 è stata la co-protagonista del film Ragazzi miei al fianco di Clive Owen, mentre nel 2015 ha avuto lo stesso ruolo nella serie TV Glitch.

Nel 2016 ha interpretato Nefti nel film Gods of Egypt.

Tra il 2017 e il 2018 ha interpretato Madre Gothel nella serie TV C'era una volta.

Nel 2020 ha interpretato invece la protagonista nella serie TV The Gloaming - Le ore più buie.

Modella

La Booth già negli anni '90 era attiva come modella, lavorando in città come Milano, Tokyo, Parigi e New York. A 14 anni era quasi riuscita ad ottenere una copertina sulla rivista di moda australiana Girlfriend.

Vita privata

Nell'agosto 2015 ha pubblicato un post su Instagram in cui annunciava di essersi sposata con Dominick Joseph Luna.

Filmografia parziale

Cinema

Televisione

Doppiatrici italiane

Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Emma Booth è stata doppiata da:

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Padraig Cotter, Emma Booth Movie & TV Shows: Where You Know The Once Upon A Time Star, su screenrant.com, 26 novembre 2020. URL consultato il 1º gennaio 2025.
  2. ↑ (EN) Emma Booth is her own girl, su vogue.com.au, 29 giugno 2011. URL consultato il 1º gennaio 2025.
  3. ↑ (EN) Helen Armitage, Once Upon A Time: Emma Booth's Season 7 Villain Gothel Explained, su screenrant.com, 2 febbraio 2020. URL consultato il 1º gennaio 2025.
  4. ↑ Gianluigi Rossini, «The gloaming», nel crepuscolo soprannaturale, su ilsole24ore.com, 7 giugno 2021. URL consultato il 1º gennaio 2025.
  5. 1 2 3 (EN) Emma Booth's going bush, su perthnow.com.au, 13 giugno 2007. URL consultato il 1º gennaio 2025.
  6. ↑ (EN) Emma Booth, su instagram.com. URL consultato il 1º gennaio 2025.

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Collegamenti esterni

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