Encrypted Key Exchange

Schema dello scambio di chiavi DH-EKE

Encrypted Key Exchange (anche detta EKE) è una famiglia di metodi di interazione tra due o più partecipanti per l'autenticazione e la condivisione di una chiave crittografica di sessione. Basati sulla conoscenza condivisa di una comune password, sono stati descritti da Steven M. Bellovin e Michael Merritt. Alcune varianti di EKE presenti nella pubblicazione originale hanno mostrato diverse debolezze, ma altre sue varianti, migliorate e potenziate, hanno reso EKE il primo metodo efficace per ricavare una chiave di sessione condivisa e l'autenticazione mutua mediante una password condivisa.

Requisiti

Un protocollo EKE per essere considerato sicuro deve poter garantire la robustezza nei confronti di diversi attacchi:

DH-EKE

Una delle versioni presenti nella pubblicazione originale ed effettivamente sicura è basata sul metodo di scambio di chiavi Diffie-Hellman. Si riporta di seguito il protocollo. Si supponga che A sia il client, S sia il server e w sia H(password) con H funzione crittografica di hash.

A→S:w[gamod(p)]

con w[gamod(p)] indichiamo la cifratura con un algoritmo a chiave simmetrica di gamod(p) con la chiave w

S→A:K(n1),w[gbmod(p)]

S calcola K come k=gabmod(p) e sceglie un nonce n1

A→S:K(n1,n2)

A può decifrare il challenge K(n1) selezionare un nuovo nonce n2. In questo modo invia un challenge al server e nel contempo mostra di conoscere K autenticandosi come A verso il server

S→A:K(n2)

il server risponde al challenge autenticandosi verso A. Di qui in poi i due attori del protocollo sono autenticati e dispongono di una chiave di sessione. Si noti che un attacco brute force sui messaggi cifrati con w sono inattuabili poiché un attaccante non può verificare (se non per tentativi on-line) che la decifratura è andata a buon fine. La quantità gamod(p) è infatti casuale. Lo stesso motivo (la scelta di quantità a e b casuali mette al sicuro il protocollo nei confronti di reply-attack).

Vulnerabilità di DH-EKE

DH-EKE è vulnerabile ad un attacco di discovery sul database del server. Se infatti un malintenzionato riuscisse a rubare l'hash w potrebbe inscenare un protocollo di autenticazione sia camuffandosi da server, che da client.

Augmented-EKE

Per eliminare la vulnerabilità precedente si fa in modo che il server conservi non la password, ma una quantità derivata da una funzione one-way applicata sulla stessa. In questo modo un attaccante anche rubando le informazioni presenti sul server non può utilizzarle per rimpiazzare il client.

Note

  1. ↑ S. M. Bellovin e M. Merritt, Encrypted Key Exchange: Password-Based Protocols Secure Against Dictionary Attacks, Proceedings of the I.E.E.E. Symposium on Research in Security and Privacy, Oakland, maggio 1992.

Collegamenti esterni