Enea Manfredini (Reggio Emilia, 11 aprile 1916 – Reggio Emilia, 3 febbraio 2008) è stato un architetto italiano.
Si laurea in Architettura nel 1940 al Politecnico di Milano dove, fino al 1951, svolge attività didattica in Caratteri distributivi degli edifici, Tecnologia dei materiali e Tecnica delle costruzioni. Ancora studente entra in contatto con il gruppo di architetti riunito intorno a Giuseppe Pagano, tra cui Franco Albini, Piero Bottoni, Ignazio Gardella ed Ernesto Nathan Rogers. Pagano pubblica sulla rivista Casabella diversi suoi progetti giovanili.
Nello stesso clima matura nel 1949 l'adesione al Movimento di Studi per l'Architettura (MSA). Nel 1951 riceve il Diploma d'onore della IX Triennale di Milano.
Dal 1961 è Accademico Pontificio dei Virtuosi al Pantheon. Nel 1963 riceve il Premio In-Arch Domosic insieme a Franco Albini e Franca Helg per il progetto di urbanizzazione di Habana del Este a Cuba. Partecipa attivamente a Triennali e Biennali di Venezia. Nello studio professionale è stato affiancato dai figli Alberto Manfredini (dal 1977) e Giovanni Manfredini (dal 1982). Nel 1990 riceve il primo premio regionale In-Arch per l'Emilia Romagna.

Gli esordi di Manfredini sono legati al razionalismo italiano. Dal 1943 collabora con Franco Albini a diversi progetti, tra cui il concorso per la Triennale "L'arredamento della casa per tutti" e gli uffici INA di Parma (1950-54), dove ricopre il ruolo di direttore dei lavori.
La sua opera esprime una continuità con l'asse razionalista europeo, trovando una prima affermazione nel Seminario Vescovile di Reggio Emilia (1946-1950), opera vincitrice di concorso e considerata tra i suoi capolavori.


Nelle opere degli anni Cinquanta, come l'asilo di Aiola (1952) e la Chiesa della Vecchia (1953), Manfredini abbraccia la stagione del neorealismo, ricercando un linguaggio fatto di regole semplici e onestà costruttiva. Questa ricerca culmina nella collaborazione con Albini per il quartiere Rosta Nuova a Reggio Emilia (1956) e nel progetto per l'Ospedale Civile di Belluno (1957).
Fondamentale nella sua carriera è l'attività legata all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che lo vede impegnato dal 1945 fino agli anni Novanta in vari ampliamenti e nuovi poliambulatori. Manfredini si è distinto anche nell'architettura sacra: nel 1957 è tra i promotori della rivista Chiesa e Quartiere e successivamente entra nel comitato direttivo di Parametro, analizzando sistematicamente il rapporto tra tecnica e forma.
Le sue ultime opere, come la Chiesa del Buon Pastore (1970) e il cimitero di Coviolo (1980), documentano la fedeltà a un'iconografia ascetica e a un rigore professionale che rifiuta le mode storicistiche del momento.
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