| Enrico Bruno, O.P. arcivescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | XV secolo ad Asti |
| Nomina a vescovo | 29 ottobre 1492 da papa Alessandro VI |
| Consacrazione a vescovo | in data sconosciuta |
| Elevazione ad arcivescovo | 24 settembre 1498 da papa Alessandro VI |
| Morte | ottobre 1509 a Roma |
Enrico Bruno (Asti, XV secolo – Roma, ottobre 1509) è stato un arcivescovo cattolico italiano.
Nacque attorno alla metà del XV secolo ad Asti.
Compiuti gli studi, intraprese la carriera ecclesiastica e si trasferì a Roma, dove il 3 luglio 1476 divenne notaio camerario, mentre nell'ottobre 1486 papa Innocenzo VIII lo nominò notaio della Camera apostolica e chierico del Collegio cardinalizio; inoltre, lo stesso papa due anni dopo lo nominò protonotario apostolico e lo scelse come segretario del Sommo pontefice. Il successore Alessandro VI lo confermò nell'incarico, cui aggiunse quello di segretario ab epistulis.
Nel corso del 1492 fu nominato vescovo ausiliare di Orvieto, mentre il 29 ottobre dello stesso anno Alessandro VI lo nominò vescovo di Civita Castellana e Orte. Durante il suo episcopato risiedette a Roma, intervenendo nella propria diocesi solo in occasione della traslazione delle spoglie di sant'Eutizio. Al contempo, dopo aver rinunciato all'incarico di segretario apostolico, svolse l'attività di segretario ab epistulis, e ricevette numerosi incarichi dal papa Borgia.
Il 24 settembre 1498 lo stesso pontefice lo elevò alla dignità arcivescovile, assegnandogli la sede metropolitana di Taranto, che visitò in una sola occasione, per l'erezione del monumento funebre del cardinale Ludovico Scarampi.
Il 23 novembre 1501 tornò a ricoprire l'incarico di segretario del pontefice, mentre nell'ottobre 1503, poco dopo la morte di papa Pio III, divenne custode del Sacro palazzo. Inoltre, dopo l'elezione di Giulio II, divenne pro-tesoriere generale della Chiesa, quindi il 28 luglio 1505 fu nominato tesoriere generale. In tale veste seguì i lavori sulla basilica Vaticana, guidati da Bramante: il 16 aprile 1607 pose la prima pietra dei piloni che erano destinati a sorreggere la cupola.
Morì a Roma agli inizi di ottobre del 1509 e fu sepolto nella basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio, vicino al parente Ludovico Bruno, già vescovo di Acqui.