| Enzo Flego | |
|---|---|
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 23 aprile 1992 – 8 maggio 1996 |
| Legislatura | XI, XII |
| Coalizione | Polo delle Libertà (XII) |
| Circoscrizione | Verona-Padova-Vicenza-Rovigo (XI) Veneto 1 (XII) |
| Collegio | 2-Verona Est (XII) |
| Dati generali | |
| Partito politico | Liga Veneta/Lega Nord (fino al 2018) |
Enzo Flego (Verona, 11 agosto 1940 – Verona, 8 aprile 2025) è stato un politico italiano.
Tra i fondatori della Liga Veneta, dal 1990 al 1993 ricoprì la carica di consigliere comunale a Verona.
Alle politiche del 1992 fu eletto alla Camera nelle liste della Lega Nord, ottenendo 2.847 preferenze; venne riconfermato alle politiche del 1994 quando, col sostegno del Polo delle Libertà, conseguì il 38,19% dei voti nel collegio uninominale di Verona Est. Non fu rieletto alle politiche del 1996.
Nel 1996 Flego, all'epoca responsabile veronese delle cosiddette Camicie Verdi, rischiò l'espulsione per aver definito "un Caino" Fabrizio Comencini, allora segretario della Liga Veneta, la cui deposizione presso il procuratore della repubblica Guido Papalia provocò l'irruzione della Digos nella sede centrale della Lega a Milano. Per questa vicenda lo stesso Flego subì degli strascichi giudiziari, con il rinvio a giudizio per l'accusa di costituzione di banda armata e associazione sovversiva.
Alle elezioni amministrative del 2007 tornò nel consiglio comunale veronese in rappresentanza della Lega Nord, restando in carica fino al 2012.
In contrasto con la linea politica seguita dal segretario Matteo Salvini, nel 2018 lasciò il partito annunciando l'intenzione di collaborare con l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi.