Ernesto Cilento (Napoli, 31 marzo 1950 – Trieste, 14 marzo 2016) è stato uno storico italiano del teatro, curatore editoriale e organizzatore culturale.
Nato a Napoli nel 1950, si laurea in storia contemporanea all'Università degli Studi di Milano sotto la guida dello storico Franco Catalano, avviando successivamente l'attività accademica presso la medesima cattedra. Durante il periodo milanese sviluppa interesse per il teatro contemporaneo e d'avanguardia, avvicinandosi ai circoli "La Comune" fondati da Dario Fo e Franca Rame. Dopo un soggiorno di studio negli Stati Uniti, si trasferisce in Sardegna, a Carloforte, dove coordina un progetto di recupero e valorizzazione delle tradizioni locali e delle feste popolari.
Nei primi anni ottanta rientra a Napoli, avviando un percorso di ricerca sul teatro di tradizione napoletano e sulla storia della canzone classica partenopea. Tra il 1984 e il 1985 fonda il gruppo di animazione culturale I LUDI e, nel 1989, costituisce l'associazione culturale VOLUPTARIA. Attraverso quest'ultima promuove iniziative per la diffusione e la fruizione dello spettacolo dal vivo, come il progetto dell'abbonamento trasversale e l'iniziativa In giro per teatri, organizzando trasferte nei principali teatri e festival europei (tra cui il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro Stabile di Torino, il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival dei Due Mondi di Spoleto e il Festival di Salisburgo).
Successivamente avvia una collaborazione con il Teatro di San Carlo di Napoli, curando con l'Associazione Voluptaria la catalogazione dell'archivio storico e organizzando tre mostre dedicate all'attività degli scenografi e costumisti del teatro a partire dagli anni cinquanta del Novecento:
A partire dai primi anni di attività dell'associazione Voluptaria, Cilento avvia una stabile collaborazione con gli eredi di Eduardo De Filippo, in particolare con la moglie Isabella Quarantotti. Tra il 1995 e il 1996 promuove il recupero del materiale archivistico e documentario custodito presso il Teatro San Ferdinando di Napoli, curandone il primo trasferimento d'urgenza presso la sede della Società napoletana di storia patria al Maschio Angioino, operazione condotta in sinergia con Giuseppe Galasso.
Dal 1997 assume il ruolo di curatore dell'Archivio Eduardo De Filippo. Sulla base degli archivi, idea e coordina il progetto Archivi di Teatro Napoli - Biblioteca digitale, nato dalla collaborazione tra la Biblioteca Nazionale di Napoli, l'Archivio di Stato, l'Istituto di Storia Patria e il Museo nazionale di San Martino, con il supporto tecnologico dell'Istituto di cibernetica Eduardo Caianiello del CNR. L'iniziativa ha portato alla digitalizzazione e alla fruizione online di oltre 100000 documenti teatrali partenopei e alla pubblicazione di diversi quaderni monografici.
Nel 2000, in occasione del centenario della nascita di Eduardo, cura l'allestimento della mostra eduardo19002000cent'anni e il relativo catalogo. Nel 2005 cura l'edizione del programma di Napoli milionaria! in occasione della tournée della Compagnia di Luca De Filippo diretta da Francesco Rosi. Successivamente coordina il trasferimento dell'intero Archivio De Filippo alla Sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli. Entrato nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Eduardo De Filippo (costituita nel giugno 2008), ne cura nei primi anni l'attività editoriale ed espositiva.
Parallelamente all'attività napoletana, dagli anni novanta intrattiene fitti rapporti con l'ambiente teatrale francese e con l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, città dove risiede per lunghi periodi alternandola a Trieste. In ambito espositivo cura diverse mostre all'Istituto Italiano di Cultura e collabora con i traduttori d'oltralpe delle opere di De Filippo. Negli ultimi anni si dedica agli studi letterari francesi, traducendo e curando la pubblicazione del saggio De la retraite di Charles de Saint-Évremond, uscito postumo alla fine del 2016. Muore a Trieste il 14 marzo dello stesso anno.
Per volontà testamentaria, la sua collezione privata di libri teatrali, bozzetti, figurini e documenti di studio è stata donata al Civico museo teatrale Carlo Schmidl di Trieste, costituendo il "Fondo Teatrale Ernesto Cilento", in seguito interamente digitalizzato. Tra gli eventi commemorativi e le iniziative organizzate in sua memoria si annoverano: